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NAMIR
SCRIVI TUTTO CIO' CHE PENSI COMUNICATI STAMPA - RIFLESSIONI POLITICHE E SOCIALI - AVVENIMENTI CULTURALI
< NAMIR >

14.09.2007

SCRIVI QUELLO CHE VUOI

puoi scrivere in qusto spazio quello ch vuoi sugli avvenimenti sociali

scritto da alle ore 21:33:23


oppure questo: http://video.google.it/videoplay?docid=968243479249159958&ei=yS9vS-PrI5iM2ALwteTeBg&q=documentario&hl=it&client=firefox-a#

scritto da fratello alle ore 00:13:02



..se ti annoi davante al grande fratello....allora puoi guardarti questo film.. http://www.youtube.com/watch?v=wLVWnbsJMQE

scritto da fratello alle ore 00:11:57



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scritto da zz alle ore 17:54:45



good

scritto da ac alle ore 17:45:49



Good Taste

scritto da 3m tape alle ore 17:40:56



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scritto da zc alle ore 17:38:29



Tra che si cercano gli onesti ed i disonesti (vedi l’eterna lotta contro l’evasione fiscale fin dall’antichità destinata all’insuccesso) ed i partiti si contrappongono, le tasse indirette, che sono il doppio di quelle dirette, continuano a cannibalizzare la percentuale di popolazione rimasta senza reddito o con un reddito insufficiente (tutti si può diventare poveri) e nessuno ha mai avuto niente da dire. Quando non si ha reddito o un reddito sufficiente vuol dire che la società non dà nulla o dà troppo poco. Dove la società o lo Stato, in sua rappresentanza, non dà abbastanza, pretendere tasse è furto e fatto coattivamente è estorsione. Non siamo più al tempo del Re assoluto in cui le tasse erano sacre e fare la fame per il proprio Re veniva ricompensata con il paradiso. Ma tuttoggi questo non sembra affatto chiaro a nessuno. Il lavoro si può perdere, la salute anche e ci si ritrova con 755,61 euro al mese di un cieco che ha anche bisogno di assistenza pagata con solo 472,04 euro al mese di accompagnamento con i costi attuali dell’assistenza e della vita. Uno che conosco, se ha voluto salvare la sua vita e quella della moglie, ha dovuto spendere quasi un miliardo di trattamenti medici gli ultimi tempi della lira. Secondo me bisogna partire da una base ben precisa in cui chi non ha reddito o non ha reddito sufficiente non deve pagare alcuna forma di tassazione perché altrimenti, non potendo recuperare le tasse con un reddito adeguato, finisce per pagare, lentamente, tutto per tutti. Sarebbe anche un sistema per far pagare buona parte della corruzione e concussione tra chi ha un reddito sufficiente e perciò può sopportarne i costi. Questa misura non equivale lontanamente ad un reddito adeguato ma evita che lo Stato e la società arrivino al cannibalismo, tramite estorsione, dei poveri e quasi poveri per poter mantenere gli “indispensabili” al suo funzionamento o i più fortunati. Cannibalismo che permette e permetterà la sostenibilità del sistema in tempi di crisi economiche, energetiche e di sovrappopolazione (chi non ha abbastanza soldi o non si potrà sposare o naufraga il matrimonio e portano via anche l’unico figlio fatto in economia). Lo Stato potrebbe garantire ai poveri i tre pasti giornalieri a € 1,53 totali (vitto del carcerato). Siccome non lo vuole fare secondo me bisogna pretendere, come giusta base, da chi può far leggi, il detassamento completo dei redditi insufficienti. Almeno la società potrà dire agli esclusi di non dovergli nulla (alla faccia del diritto al lavoro ed il dovere alla solidarietà che nessuno ha voluto e vuole osservare).

scritto da M.C. alle ore 09:06:42



Sembra che ahimè... NAMIR sta morendo... che peccato.

scritto da diogene alle ore 08:58:21



Gentile Namir, ti ho fatto la mia richiesta via sms più di una volta. Ti richiedo di cancellare il mio intervento E quindi i miei dati dal link http://www.namir.it/arafat/firmeh2.htm poiché mi sta dando problemi con il lavoro. Per cortesia, fallo almeno per netiquette e rispetto della privacy. Ti prego di avvisarmi dell'avvenuta cancellazione entro qualche giorno. Saluti cordiali

scritto da A n n a l i s a B a m b . . . alle ore 02:39:33



Sulla povera Eluana e sulla sua famiglia piovono infamanti accuse, anatemi e scomuniche, un cardinale è giunto a parlare di “mano assassina”; altri hanno scritto e parlato di “omicidio”, “delitto”, qualcuno ha iniziato a scrivere sui muri ingiurie nei confronti della famiglia e non sono mancate le insinuazioni del Premier nei confronti del padre, uno spettacolo insieme avvilente e terrificante. Gli organi di stampa non sono da meno: si usano sempre affermazioni come "sopraggiungerà la morte", "hanno deciso per la morte", "è una condanna a morte"... sarebbe stato più corretto che i media usassero parole più consone del tipo "ci auguriamo che questa tragedia trovi alla fine il suo epilogo", perché di tragedia si tratta, di sofferenza si tratta, di calvario, e bisognerebbe recuperare un minimo di misericordia e di “pietas”. Ma non è così. Tutto ciò che si dice su questa tragedia è scomposto, è osceno, è una barbarie. Ma io mi chiedo: cosa sta diventando il nostro paese? Giorni fa è passata una legge in cui si obbliga i medici a denunciare i clandestini che hanno la necessità di una cura. Uomini, donne e bambini. Se il bambino di un clandestino muore, per mancata assistenza, chi se ne frega. Devono crepare tutti questi immigrati. Dunque la vita (che è sacra) per costoro non vale un soldo. E che dire dei linciaggi giornalieri ai danni di piccoli e grandi delinquenti, ubriachi al volante, cocainomani e stupratori? Ora va di moda il linciaggio. Figuriamoci le ronde padane! Ma sì, come nel selvaggio west impicchiamoli prima che il proceso li salvi. Improvvisamente questi assassini, perché sono degli assassini, si inalberano a difesa della vita di una povera disgraziata, ridotta ad un vegetale. Ecco l'Italia... paese comunitario. Terra di artisti, poeti e navigatori. La terra di Dante e di San Francesco. Sarebbe facile attribuire questo declino al Premier, ad una destra eversiva, ad una rinata loggia massonica che mai si è estinta. Ma il problema è un altro, costoro sono lì a sfasciare il paese perché hanno avuto il voto dei cittadini italiani. Dunque sono leggittimati. Rappresentano ciò che la maggioranza degli italiani vogliono. Ovviamente l'Europa tace. Ma poi mica tanto. A parlare è la gente comune che poi tanto comune non è. Chi è abituato a girare il mondo, si accorge quanto gli italiani siano malvisti. Si sa, si tende ai luoghi comuni. Si generalizza. Tuttavia noi che all'estero lavoriamo, un po' ci vergogniamo. Sono le opinioni generali che bruciano, raccolte in quei paesi che potrebbero insegnarci qualche regola di civiltà e potrebbero darci qualche lezione di etica. La buttiamo sul generico, naturalmente. So bene che non tutti gli italiani sono così. Però rappresentano una minoranza. E una minoranza non cambia nulla. Che cosa può fare una minoranza? Solo resistenza. Non c'è altro da fare. Per fare resistenza bisogna seguire delle regole. Innanzitutto bisogna essere uniti. Bisogna smetterla di prendere le distanze gli uni dagli altri. E' esattamente ciò che la destra vuole, cercando ogni pretesto per sollecitare l'allontanamento dell'On. Di Pietro e con lui tutto l'IDV dai suoi alleati. Poi la sinistra deve smetterla con la frammentazione, deve tornare ad essere unita e deve trovare una convergenza concreta con il PD. Grillo va ascoltato e non frustato. Intorno a Grillo si agitano migliaia di giovani che desiderano un cambiamento. Bisogna accoglierli ed ascoltarli. La sinistra deve tornare sul territorio e parlare alla gente. Non che non ci sia, ma si esprime male. Basta con l'immagine sessantottina delle barricate e delle occupazoni, le bandiere rosse con la falce e il martello, che non si vedono più in nessuna parte d'Europa, basta con i Centri Sociali, che sembrano dei lazzaretti, basta con le urla al megafono, siamo nel 2010 e quindi occorre usare gli strumenti del nostro tempo. L'informazione corre sul web, bisogna condividere con il mondo i nostri ideali, aprire spazi di assemblea pubblica, stampare giornali alternativi alla stampa regolare che è controllata dai partiti. Seppelliamo i quotidiani con altri quotidiani. I nostri quotidiani. Aprimo non 10.000 ma 1.000.000 di siti web. Qualcuno avrà notato il linguaggio usato in pubblico dal PDL. Sono stati istruiti a parlare in un certo modo e per educarli hanno creato i corsi aziendali, come si fa nei supermercati. Poi hanno obbligato tutti a frequestare questi corsi. Affinché tutti parlino allo stesso modo, soprattutto quando devono attaccare qualcuno. C'è una frasetta che torna costantemente nei dibattiti televisivi, allorché l'avversario controbbatte ciò che si dice, ed è questa: "lo so che alzi la voce e ti alteri e ti infastidisce quello che dico..." (notare che l'avversario non ha alzato per niente la voce e non è assolutamente alterato). Si cerca cioè di far apparire l'avversario fuori controllo. Avete notato poi che tendono sempre a sovrapporre la loro voce a quella degli avversari. Questa è un'altra tecnica, quando parla l'avversario cercano di confonderlo il più possibile, il suo discorso quindi non si comprenderà pienamente e l'impressione che darà agli spettatori sarà di vaghezza. Poi però se l'avversario usa la stessa tecnica, allora subito lo bloccano e dicono: "capisco che questa è una trasmissione faziosa e di parte, non mi fai parlare..." (in realtà sono quasi sempre loro a parlare, ma facendo la parte delle vittime, riprendono il controllo della parola). Poi quando parla l'avversario, l'espressione della loro faccia è sempre, ma dico sempre, ironica. E' come dire, tu sei un ottuso e dici stupidaggini. E' veramente geniale, pura tecnica di marketing. Se costoro andassero a vendere automobili, invece che occuparsi di politica, di crisi dell'auto non si parlerebbe. A sconfiggere Berlusconi ci devono pensare gli italiani.

scritto da Paolo Felici alle ore 22:47:47



Telecom fa cagare! Se potete evitatela!!!

scritto da Alex alle ore 17:49:35



PER VOTARE LA MIA OPERA IN CONCORSO ONLINE NEL SITO WWW.PREMIOTERNA.IT BISOGNA FARE COME SEGUE 1)CLICCARE SU "OPERE A CONCORSO" 2)SELEZIONARE IL CODICE N. 980 3)CLICCARE SU "VOTA L'OPERA" 4)SCRIVERE IL PROPRIO INDIRIZZO E-MAIL 5)CLICCARE SU "INVIA" 6) IN SEGUITO RICEVERETE UNA E-MAIL CON UN LINC PER LA CONFERMA DEL VOTO - FINE VOTARE SOLO SE L'OPERA E' DI VOSTRO GRADIMENTO - GRAZIE

scritto da FRANCESCO MINNITI alle ore 12:54:43



CONCORSO ONLINE DI ARTE CONTEMPORANEA SUL SITO www.premioterna.it POSSONO PARTECIPARE TUTTI GLI ARTISTI ITALIANI IN TRE SEZIONI, NELLA SEZIONE "MEGAVAT" AL NUMERO 980 C'E LA MIA OPERA CM.120X100 TITOLO: COSMO, SE DI VOSTRO GRADIMENTO VI INVITO A VOTARLA, UN RINGRAZIAMNETO A TUTTI COLORO CHE VOTERANNO.

scritto da MINNITI FRANCESCO alle ore 11:25:04



Sono esterrefatta. Come può un collega in gamba (giornalista) a cedere alla tentazione di sputtanare qualcuno gratuitamente? Domenica su repubblica c'era una cronaca di una notte con la polizia sul garda a fermar gente bevuta e fatta. E fin qui, niente da eccepire. Ma chiudere il pezzo conÈ ora di compilare il bollettino: degli 80 automobilisti"testati", 37 guidavano sotto l'effetto dell'alcol e della droga. Quasi uno su due.Beppe è appena uscito dall'"Hollywood" di Bardolino. Quando lo fermano sono le cinque. Si appoggia alla macchina, la fronte imperlata di sudore, gli occhi impallati dalla coca: "Lasciatemi andare, sono a posto". Riflessione: nessun nome di locale è stato fatto nel pezzo, solo nelle ultime battute, certo il buon "cronista" dirà che ha riportato solo quello che ha detto "beppe" (certo nome di fantasia), ma perchè scriverlo' Quando tutti sanno che l'hollywood di Bardolino è uno dei pochi locali veramente sani, che da 22 anni combatte gli eccessi, fa tanta solidarietà, e nel suo logo ha perfino la scritta:"no drugs make love"? Allora è vero che siamo un popolo di qualunquisti, quando ci sono locali notissimi per il brutto e sono intoccabili, e locali che s'impegnano persino con i meninos da rua, arriva il primo p.. e zac, immagine fottuta! Io scrivo di nightlife da vent'anni e ne ho viste di ogni, ma mi schifo ancora per le ingiustizie. Voi che ne pensate' Sono io che sono scema o? Nuvola

scritto da Nuvola alle ore 11:56:59



Sono esterrefatta. Come può un collega in gamba (giornalista) cedere alla tentazione di sputtanare qualcuno gratuitamente? Domenica su repubblica c'era una cronaca di una notte con la polizia sul garda a fermar gente bevuta e fatta. E fin qui, niente da eccepire. Ma chiudere il pezzo conÈ ora di compilare il bollettino: degli 80 automobilisti"testati", 37 guidavano sotto l'effetto dell'alcol e della droga. Quasi uno su due.Beppe è appena uscito dall'"Hollywood" di Bardolino. Quando lo fermano sono le cinque. Si appoggia alla macchina, la fronte imperlata di sudore, gli occhi impallati dalla coca: "Lasciatemi andare, sono a posto". Riflessione: nessun nome di locale è stato fatto nel pezzo, solo nelle ultime battute, certo il buon "cronista" dirà che ha riportato solo quello che ha detto "beppe" (certo nome di fantasia), ma perchè scriverlo' Quando tutti sanno che l'hollywood di Bardolino è uno dei pochi locali veramente sani, che da 22 anni combatte gli eccessi, fa tanta solidarietà, e nel suo logo ha perfino la scritta:"no drugs make love"? Allora è vero che siamo un popolo di qualunquisti, quando ci sono locali notissimi per il brutto e sono intoccabili, e locali che s'impegnano persino con i meninos da rua, arriva il primo p.. e zac, immagine fottuta! Io scrivo di nightlife da vent'anni e ne ho viste di ogni, ma mi schifo ancora per le ingiustizie. Voi che ne pensate' Sono io che sono scema o? Nuvola

scritto da Nuvola alle ore 11:56:57



Sono esterrefatta. Come può un collega in gamba (giornalista) cedere alla tentazione di sputtanare qualcuno gratuitamente? Domenica su repubblica c'era una cronaca di una notte con la polizia sul garda a fermar gente bevuta e fatta. E fin qui, niente da eccepire. Ma chiudere il pezzo conÈ ora di compilare il bollettino: degli 80 automobilisti"testati", 37 guidavano sotto l'effetto dell'alcol e della droga. Quasi uno su due.Beppe è appena uscito dall'"Hollywood" di Bardolino. Quando lo fermano sono le cinque. Si appoggia alla macchina, la fronte imperlata di sudore, gli occhi impallati dalla coca: "Lasciatemi andare, sono a posto". Riflessione: nessun nome di locale è stato fatto nel pezzo, solo nelle ultime battute, certo il buon "cronista" dirà che ha riportato solo quello che ha detto "beppe" (certo nome di fantasia), ma perchè scriverlo' Quando tutti sanno che l'hollywood di Bardolino è uno dei pochi locali veramente sani, che da 22 anni combatte gli eccessi, fa tanta solidarietà, e nel suo logo ha perfino la scritta:"no drugs make love"? Allora è vero che siamo un popolo di qualunquisti, quando ci sono locali notissimi per il brutto e sono intoccabili, e locali che s'impegnano persino con i meninos da rua, arriva il primo p.. e zac, immagine fottuta! Io scrivo di nightlife da vent'anni e ne ho viste di ogni, ma mi schifo ancora per le ingiustizie. Voi che ne pensate' Sono io che sono scema o? Nuvola

scritto da Nuvola alle ore 11:56:53



Sono esterrefatta. Come può un collega in gamba (giornalista) a cedere alla tentazione di sputtanare qualcuno gratuitamente? Domenica su repubblica c'era una cronaca di una notte con la polizia sul garda a fermar gente bevuta e fatta. E fin qui, niente da eccepire. Ma chiudere il pezzo conÈ ora di compilare il bollettino: degli 80 automobilisti"testati", 37 guidavano sotto l'effetto dell'alcol e della droga. Quasi uno su due.Beppe è appena uscito dall'"Hollywood" di Bardolino. Quando lo fermano sono le cinque. Si appoggia alla macchina, la fronte imperlata di sudore, gli occhi impallati dalla coca: "Lasciatemi andare, sono a posto". Riflessione: nessun nome di locale è stato fatto nel pezzo, solo nelle ultime battute, certo il buon "cronista" dirà che ha riportato solo quello che ha detto "beppe" (certo nome di fantasia), ma perchè scriverlo' Quando tutti sanno che l'hollywood di Bardolino è uno dei pochi locali veramente sani, che da 22 anni combatte gli eccessi, fa tanta solidarietà, e nel suo logo ha perfino la scritta:"no drugs make love"? Allora è vero che siamo un popolo di qualunquisti, quando ci sono locali notissimi per il brutto e sono intoccabili, e locali che s'impegnano persino con i meninos da rua, arriva il primo p.. e zac, immagine fottuta! Io scrivo di nightlife da vent'anni e ne ho viste di ogni, ma mi schifo ancora per le ingiustizie. Voi che ne pensate' Sono io che sono scema o? Nuvola

scritto da Nuvola alle ore 11:55:42



Sono esterrefatta. Come può un collega in gamba (giornalista) a cedere alla tentazione di sputtanare qualcuno gratuitamente? Domenica su repubblica c'era una cronaca di una notte con la polizia sul garda a fermar gente bevuta e fatta. E fin qui, niente da eccepire. Ma chiudere il pezzo conÈ ora di compilare il bollettino: degli 80 automobilisti"testati", 37 guidavano sotto l'effetto dell'alcol e della droga. Quasi uno su due.Beppe è appena uscito dall'"Hollywood" di Bardolino. Quando lo fermano sono le cinque. Si appoggia alla macchina, la fronte imperlata di sudore, gli occhi impallati dalla coca: "Lasciatemi andare, sono a posto". Riflessione: nessun nome di locale è stato fatto nel pezzo, solo nelle ultime battute, certo il buon "cronista" dirà che ha riportato solo quello che ha detto "beppe" (certo nome di fantasia), ma perchè scriverlo' Quando tutti sanno che l'hollywood di Bardolino è uno dei pochi locali veramente sani, che da 22 anni combatte gli eccessi, fa tanta solidarietà, e nel suo logo ha perfino la scritta:"no drugs make love"? Allora è vero che siamo un popolo di qualunquisti, quando ci sono locali notissimi per il brutto e sono intoccabili, e locali che s'impegnano persino con i meninos da rua, arriva il primo p.. e zac, immagine fottuta! Io scrivo di nightlife da vent'anni e ne ho viste di ogni, ma mi schifo ancora per le ingiustizie. Voi che ne pensate' Sono io che sono scema o? Nuvola

scritto da Nuvola alle ore 11:55:25



... i contenuti cambiano... sono i temi che sperabilmente NON cambiano, e NON devono cambiare. Sotto questo aspetto NAMIR non può, non deve, rinnegarsi: è ormai una delle poche voci libere e coerenti ad una linea politico-filosofica limpida e trasparente. Se a qualcuno non sta bene, può andare altrove... dove gli si garantirà... un'altrettanto coerente linea filosofico-politica (più o meno limpida & trasparente), ancorchè antitetica a quella di NAMIR. E' il bello della libertà di espressione (... finchè dura). Diogene. P.S. - Ma l'effervescente LUANA... c'è ancora?... o è ormai storia??? Grazie per la cortese risposta (ove mai ci fosse)

scritto da diogene alle ore 12:17:32



... i contenuti cambiano... sono i temi che sperabilmente NON cambiano, e NON devono cambiare. Sotto questo aspetto NAMIR non può, non deve, rinnegarsi: è ormai una delle poche voci libere e coerenti ad una linea politico-filosofica limpida e trasparente. Se a qualcuno non sta bene, può andare altrove... dove gli si garantirà... un'altrettanto coerente linea filosofico-politica (più o meno limpida & trasparente), ancorchè antitetica a quella di NAMIR. E' il bello della libertà di espressione (... finchè dura). Diogene. P.S. - Ma l'effervescente LUANA... c'è ancora?... o è ormai storia??? Grazie per la cortese risposta (ove mai ci fosse)

scritto da diogene alle ore 12:17:27



... i contenuti cambiano... sono i temi che sperabilmente NON cambiano, e NON devono cambiare. Sotto questo aspetto NAMIR non può, non deve, rinnegarsi: è ormai una delle poche voci libere e coerenti ad una linea politico-filosofica limpida e trasparente. Se a qualcuno non sta bene, può andare altrove... dove gli si garantirà... un'altrettanto coerente linea filosofico-politica (più o meno limpida & trasparente), ancorchè antitetica a quella di NAMIR. E' il bello della libertà di espressione (... finchè dura). Diogene. P.S. - Ma l'effervescente LUANA... c'è ancora?... o è ormai storia??? Grazie per la cortese risposta (ove mai ci fosse)

scritto da diogene alle ore 12:17:08



cazzo, passano gli anni ma i contenuti non cambiano eh ? saluti e baci

scritto da _l_ alle ore 20:18:35



ABBBIAMO IL PIACERE DI INVITARE TUTTI A VISITARE LA MOSTRA PERSONALE DI FRANCESCO MINNITI "NERVES" (LA FLUIDITA' DEL PENSIERO), A GIULIANOVA LIDO (TE) PRESSO L'ASSOCIAZIONE CULTURALE "L'ALTERNATIVA" IN VIA GORIZIA N. 1 - TESTO CRITICO E PRESENTAZIONE DI DINO DEL VECCHIO

scritto da alle ore 10:22:51



Abbiamo il piacere di invitare tutti a visitare la mia mostra personale di FRANCESCO MINNITI "NERVES" (LA FLUIDITA' DEL PENSIERO) a Giulianova Lido in via Gorizia n. 1 presso l'Associazione culturale "L'ALTERNATIVA" TESTO CRITICO E PRESENTAZIONE DI DINO DEL VECCHIO

scritto da Francesco Minniti alle ore 10:18:10



DELLA SERIE COME SONO COESI E COMPATTI, QUESTA BANDA DI MATTI. Consiglio dei ministri rinviato alle sei del pomeriggio. Berlusconi irritato. Irrisolti i nodi che riguardano i viceministri. Urso (An) fa ombra a Scajola (Fi) Sottosegretari, rinviato il Cdm An e Lega, troppi nodi da sciogliere Montovano (An) al Viminale? Maroni: "No viceministri" Matteoli (An) nicchia per Castelli (Lega) alle Infrastrutture di CLAUDIA FUSANI da la repubblica.it ROMA - Per completare la mappa di viceministri e sottosegretari bisognerà aspettare, se va bene, il pomeriggio. Il motivo del rinvio sono i nodi che aggrovigliano An e la Lega per gli incarichi di vice e di sottosegretario. Lo scoglio più difficile da risolvere, infatti, riguarda proprio Adolfo Urso e Alfredo Mantovano, entrambi di An e destinati, per oggettive competenze, il primo al Commerico estero e il secondo all'Interno. Ma i posti per viceministro sarebbero 5 e non sette. Inoltre la Lega dice no a un nome, come quello di Mantovano, che potrebbe fare ombra al ministro Maroni. Una cosa è certa: Berlusconi vuole risolvere oggi, il prima possibile, la partita della nomina dei viceministri e dei sottosegretari perchè "queste sono questioni che logorano e invece dobbiamo lavorare". Sono 37 le caselle da riempire sul totale di 60 (oltre ai 21 ministri che hanno già giurato sono stati nominati i sottosegretari Gianni Letta e Paolo Bonaiuti) ma sono almeno 80 le richieste arrivate sul tavolo del premier. La notizia del rinvio arriva alle undici, proprio mentre i ministri stanno per solcare l'ingresso di palazzo Chigi ignari che invece il Presidente del Consiglio ha spostato tutto. Alle sei del pomeriggio. Elio Vito, ministro per i Rapporti con il Parlamento si affretta a spiegare che "il rinvio nasce da questioni tecniche", banalmente ritardi di aerei e treni e impegni imprevisti. Infatti è già stato fissato anche il giuramento (ore 20). Il fatto è che mai come questa volta - in nome del dimagrimento della casta - il completamento delle caselle della squadra di governo è faccenda complicata: solo 37 i posti da assegnare (su un totale di 60), un numero che va ad accontentare molto pochi. Oltre a Fi e An, soci fondatori del Pdl, c'è da sistemare le correnti di Forza Italia, di An - che dopo la vittoria di Roma ha alzato il prezzo - e le pretese di Lega, Mpa di Lombardo e Dc di Rotondi. E poi la Mussolini, Dini e la sua pattuglia, i Circoli della Libertà di Michela "la Rossa". Insomma, una tavola affollata ma apparechiata per pochi. Berlusconi contava di risolvere la questione entro il fine settimana. A modo suo, perchè poi alla fine decide lui, e senza strascichi. Come i viceministri: "Saranno 5, al massimo sette e saranno nominati oggi". Ma quello che ieri sera sembrava aver trovato posto stamani è stato messo di nuovo in discussione. Colpa di un complesso sistema di pesi e contrappesi tra i osci della Pdl. Dopo il rinvio, il premier si è riunito a palazzo Chigi con l'ex coordinatore e ora ministro Sandro Bondi e il nuovo coordinatore Denis Verdini, l'autore del Manuale che pesa ogni incarico (le Camere valgono 100, i ministeri 60, i sottosegretari 20). Adolfo Urso e Alfredo Mantovano. Sono loro la spina più grossa. I colonnelli dello stato maggiore di An hanno entrambi professionalità e profili molto forti. Urso è già stato sottosegretario al Commercio estero, ruolo importantisismo per la nostra economia, ma adesso la sua nomina comporterebbe almeno due problemi. Il primo: la sua delega verrebbe sottratta dal pacchetto del ministro Scajola (Sviluppo economico) che già dovrebbe rinunciare alla delega per la Comunicazioni (Paolo Romani). Può sopportare Scajola di perdere due deleghe così importanti? Il secondo problema è che la nomina di Urso sarebbe la numero 6 del pacchetto viceministri, una in più del previsto e in quota An che è già molto ben rappresentata con due ministri con portafoglio (La Russa e Matteoli) e due senza (Meloni e Ronchi). Analogo discorso può essere fatto per Mantovano. L'ex pm, già sottosegretario all'Interno, è l'uomo perfetto per la delega all'immigrazione con l'incarico di viceministro. Non può restare fuori, quindi. Ma è anche vero come viceministro toglierebbe potere al ministro Maroni che sul punto scrolla la testa e storce il naso. "Non ci sarà alcun viceministro al Viminale" ha mandato a dire in mattinata il ministro dell'Interno. Il carroccio, si sa, non vuole lacci e lacciuoli su sicurezza e immigrazione. Brambilla al Turismo. Il Problema dei giorni scorsi - cosa facciamo fare alla Brambilla - alla fine ha trovato una soluzione che continua comunque a restare indigesta per la fondatrice dei Circoli della Libertà. Per lei è pronto l'incarico di viceministro al Turismo (delega sottratta a Sandro Bondi). Ma la cosa rischia di avere strascichi. "Fiera e soddisfatta di essere viceministro alla Sanità" aveva dichiarato la rossa giovedì sera dopo il giuramento. Apriti cielo. La signora di Lecco non avrebbe sul tema le necessarie competenze se si esclude l'amicia con Don Verzè fondatore del San Raffaele. Quindi marcia indietro, una figuraccia e il contentino del Turismo. "Fin dall'inizio era chiaro che potesse diventare solo sottosegretario" tagliano corto in Forza Italia i cui soci fondatori hanno sempre visto con molto sospetto l'agitarsi della signora di Lecco. Viceministro alla Salute (delega del Welfare) sarà Ferruccio Fazio. Castelli ingombrante. L'ex ministro della Giustizia a cui era stato promessa la guida del Pirellone, ipotesi al momento decisamente tramontata, sarebbe il viceministro delle Infrastrutture. Essendo Castelli un ingegnere, la cosa ha una sua logica. Non sarebbe della stessa idea il ministro Altero Matteoli (An), titolare delle Infrastrutture che vede come "ingombrante" uno come Castelli nel suo dicastero. Sottosegretari. Saranno una trentina, dipende dai vice. Sicuri quelli di Forza Italia: Rocco Crimi allo Sport, Valducci e Vegas all'Economia, Nitto Palma all'Interno. Torna un Craxi (Stefania) agli Esteri e un Cossiga (Giuseppe) alla Difesa. Sposta di qua, aggiungi di là, lima e correggi, per le sei il puzzle sarà pronto. E chi dovesse restare fuori, "avrà comunque la Presidena di una Commissione". Nel manuale Cencelli-Verdini vale 15 punti. SILVIO CHE NE DICI DEL TEATRINO DELLA POLITICA DEGLI ALTRI !!!

scritto da compagno pasquale alle ore 15:12:07



DELLA SERIE COME SONO COESI E COMPATTI, QUESTA BANDA DI MATTI. Consiglio dei ministri rinviato alle sei del pomeriggio. Berlusconi irritato. Irrisolti i nodi che riguardano i viceministri. Urso (An) fa ombra a Scajola (Fi) Sottosegretari, rinviato il Cdm An e Lega, troppi nodi da sciogliere Montovano (An) al Viminale? Maroni: "No viceministri" Matteoli (An) nicchia per Castelli (Lega) alle Infrastrutture di CLAUDIA FUSANI da la repubblica.it ROMA - Per completare la mappa di viceministri e sottosegretari bisognerà aspettare, se va bene, il pomeriggio. Il motivo del rinvio sono i nodi che aggrovigliano An e la Lega per gli incarichi di vice e di sottosegretario. Lo scoglio più difficile da risolvere, infatti, riguarda proprio Adolfo Urso e Alfredo Mantovano, entrambi di An e destinati, per oggettive competenze, il primo al Commerico estero e il secondo all'Interno. Ma i posti per viceministro sarebbero 5 e non sette. Inoltre la Lega dice no a un nome, come quello di Mantovano, che potrebbe fare ombra al ministro Maroni. Una cosa è certa: Berlusconi vuole risolvere oggi, il prima possibile, la partita della nomina dei viceministri e dei sottosegretari perchè "queste sono questioni che logorano e invece dobbiamo lavorare". Sono 37 le caselle da riempire sul totale di 60 (oltre ai 21 ministri che hanno già giurato sono stati nominati i sottosegretari Gianni Letta e Paolo Bonaiuti) ma sono almeno 80 le richieste arrivate sul tavolo del premier. La notizia del rinvio arriva alle undici, proprio mentre i ministri stanno per solcare l'ingresso di palazzo Chigi ignari che invece il Presidente del Consiglio ha spostato tutto. Alle sei del pomeriggio. Elio Vito, ministro per i Rapporti con il Parlamento si affretta a spiegare che "il rinvio nasce da questioni tecniche", banalmente ritardi di aerei e treni e impegni imprevisti. Infatti è già stato fissato anche il giuramento (ore 20). Il fatto è che mai come questa volta - in nome del dimagrimento della casta - il completamento delle caselle della squadra di governo è faccenda complicata: solo 37 i posti da assegnare (su un totale di 60), un numero che va ad accontentare molto pochi. Oltre a Fi e An, soci fondatori del Pdl, c'è da sistemare le correnti di Forza Italia, di An - che dopo la vittoria di Roma ha alzato il prezzo - e le pretese di Lega, Mpa di Lombardo e Dc di Rotondi. E poi la Mussolini, Dini e la sua pattuglia, i Circoli della Libertà di Michela "la Rossa". Insomma, una tavola affollata ma apparechiata per pochi. Berlusconi contava di risolvere la questione entro il fine settimana. A modo suo, perchè poi alla fine decide lui, e senza strascichi. Come i viceministri: "Saranno 5, al massimo sette e saranno nominati oggi". Ma quello che ieri sera sembrava aver trovato posto stamani è stato messo di nuovo in discussione. Colpa di un complesso sistema di pesi e contrappesi tra i osci della Pdl. Dopo il rinvio, il premier si è riunito a palazzo Chigi con l'ex coordinatore e ora ministro Sandro Bondi e il nuovo coordinatore Denis Verdini, l'autore del Manuale che pesa ogni incarico (le Camere valgono 100, i ministeri 60, i sottosegretari 20). Adolfo Urso e Alfredo Mantovano. Sono loro la spina più grossa. I colonnelli dello stato maggiore di An hanno entrambi professionalità e profili molto forti. Urso è già stato sottosegretario al Commercio estero, ruolo importantisismo per la nostra economia, ma adesso la sua nomina comporterebbe almeno due problemi. Il primo: la sua delega verrebbe sottratta dal pacchetto del ministro Scajola (Sviluppo economico) che già dovrebbe rinunciare alla delega per la Comunicazioni (Paolo Romani). Può sopportare Scajola di perdere due deleghe così importanti? Il secondo problema è che la nomina di Urso sarebbe la numero 6 del pacchetto viceministri, una in più del previsto e in quota An che è già molto ben rappresentata con due ministri con portafoglio (La Russa e Matteoli) e due senza (Meloni e Ronchi). Analogo discorso può essere fatto per Mantovano. L'ex pm, già sottosegretario all'Interno, è l'uomo perfetto per la delega all'immigrazione con l'incarico di viceministro. Non può restare fuori, quindi. Ma è anche vero come viceministro toglierebbe potere al ministro Maroni che sul punto scrolla la testa e storce il naso. "Non ci sarà alcun viceministro al Viminale" ha mandato a dire in mattinata il ministro dell'Interno. Il carroccio, si sa, non vuole lacci e lacciuoli su sicurezza e immigrazione. Brambilla al Turismo. Il Problema dei giorni scorsi - cosa facciamo fare alla Brambilla - alla fine ha trovato una soluzione che continua comunque a restare indigesta per la fondatrice dei Circoli della Libertà. Per lei è pronto l'incarico di viceministro al Turismo (delega sottratta a Sandro Bondi). Ma la cosa rischia di avere strascichi. "Fiera e soddisfatta di essere viceministro alla Sanità" aveva dichiarato la rossa giovedì sera dopo il giuramento. Apriti cielo. La signora di Lecco non avrebbe sul tema le necessarie competenze se si esclude l'amicia con Don Verzè fondatore del San Raffaele. Quindi marcia indietro, una figuraccia e il contentino del Turismo. "Fin dall'inizio era chiaro che potesse diventare solo sottosegretario" tagliano corto in Forza Italia i cui soci fondatori hanno sempre visto con molto sospetto l'agitarsi della signora di Lecco. Viceministro alla Salute (delega del Welfare) sarà Ferruccio Fazio. Castelli ingombrante. L'ex ministro della Giustizia a cui era stato promessa la guida del Pirellone, ipotesi al momento decisamente tramontata, sarebbe il viceministro delle Infrastrutture. Essendo Castelli un ingegnere, la cosa ha una sua logica. Non sarebbe della stessa idea il ministro Altero Matteoli (An), titolare delle Infrastrutture che vede come "ingombrante" uno come Castelli nel suo dicastero. Sottosegretari. Saranno una trentina, dipende dai vice. Sicuri quelli di Forza Italia: Rocco Crimi allo Sport, Valducci e Vegas all'Economia, Nitto Palma all'Interno. Torna un Craxi (Stefania) agli Esteri e un Cossiga (Giuseppe) alla Difesa. Sposta di qua, aggiungi di là, lima e correggi, per le sei il puzzle sarà pronto. E chi dovesse restare fuori, "avrà comunque la Presidena di una Commissione". Nel manuale Cencelli-Verdini vale 15 punti. SILVIO CHE NE DICI DEL TEATRINO DELLA POLITICA DEGLI ALTRI !!!

scritto da compagno pasquale alle ore 15:11:27



PONTE DI TRADIZIONI TRA CINA E ITALIA Qin Bailan Brigitta Rossetti, Marialuisa Sabato, Vesna Pavan, Luisa Fabris, Duan Xiaoli PATROCINIO dell’UFFICIO CULTURALE dell’AMBASCIATA DELLA REPUBBLICA POPOLARE CINESE Inaugurazione: sabato 24 maggio ore 18.30 In mostra fino al 4 giugno Orari: da lunedì a venerdì 10/13 -15/18 Sabato e domenica su appuntamento Curatrice: Sabrina Falzone Presso: Françoise Calcagno Art Studio Dal 24 maggio la galleria Françoise Calcagno Art Studio presenta “Ponte di tradizioni tra Cina e Italia” (Bridge of traditions between China and Italy) mostra internazionale d’arte di Qin Bailan, celebre pittrice cinese di fama mondiale, che espone per la prima volta con altre artiste italiane, che si sono recentemente affermate sul panorama artistico nazionale: Marialuisa Sabato, Brigitta Rossetti, Luisa Fabris, Vesna Pavan e la scultrice cinese Duan Xiaoli. L’esposizione, curata da Sabrina Falzone e patrocinata dall’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese, si prefissa l’obbiettivo di favorire gli scambi artistico-culturali tra i paesi occidentali e orientali, ponendo l’accento in particolare sulla comunicazione visiva tra l’Italia e la Cina, due realtà culturali oggi più che mai vicine. In questo senso, pittura e scultura creano un ponte ideale di tradizioni tra Cina e Italia. Il fervido clima intellettuale, scaturito dal recente avvicinamento di due espressioni artistiche geograficamente distanti, ma annesse l’una all’altra a partire dal tessuto iconografico, mette in luce l’indagine perpetrata sulla rappresentazione di figure femminili, dotate di estrema raffinatezza e delicata parvenza. Sono immagini tradizionali dell’universo “donna”, icone di bellezza suprema, portatrici di alti valori e grandi virtù, spesso legate alla nobiltà della storia come simboli di tradizioni imperiture. Aprendo un varco intellettuale sull’area europea, l’arte asiatica, pregna di segni indicanti la persistenza degli usi e costumi del popolo cinese, accoglie le proiezioni contemporanee dell’universo femminile in una dimensione che, partendo dal quotidiano giunge alla genesi umana, conferendo particolare valore alla memoria. Di primaria importanza risulta essere il nesso tra scultura e natura, tra pittura e folclore, tra materia e cromatismo. Per quanto concerne le scelte iconografiche, lo sguardo si sposta dall’interpretazione storica delle valorose eroine cinesi disegnate dalla famosa e distinta pittrice Qin Bailan alle delicate elaborazioni cristalline di Luisa Fabris, passando per le visioni oniriche di Brigitta Rossetti e le suggestioni cromatiche di Marialuisa Sabato, fino ad arrivare all’emozionalità del bronzo di Duan Xiaoli e alle emancipate pin up dell’art designer Vesna Pavan. Le opere di Qin Bailan, considerate dei cimeli nazionali, sono l’espressione radiosa dell’eleganza femminile nella raffigurazione di una muliebre bellezza che valica l’aspetto fisico, per inoltrarsi nell ricco splendore dell’anima. E’ un fascino a tutto tondo che dialoga con il passato, divulgando un messaggio di nostalgiche armonie celebrative. Mentre il segno corvino languisce le sofisticate movenze delle fanciulle di Qin Bailan, quello di Vesna Pavan diviene rapido e volitivo nel tratteggiare le affascinanti donne occidentali con una ristretta gamma cromatica che accarezza tinte rosse, nere e bianche. La sua stilizzazione, di sapore fortemente nipponico, si stempera nelle dissolvenze tonali dei lavori di Luisa Fabris, caratterizzati da una leggerezza inedita. Dal simbolismo spirituale di Brigitta Rossetti, fatto di stelle senza lato e viaggi mistici nei cieli d’Oriente, si approda alle atmosfere esotiche di Marialuisa Sabato, che sul filo dell’emozione recupera la gioia del colore levantino. La quadripersonale delle pittrici italiane culmina nel sottile colloquio con un importante nucleo di sculture in bronzo, realizzate da Duan Xiaoli, provenienti dalla prestigiosa collezione Mallamaci. (A cura di Sabrina Falzone) Con preghiera di pubblicazione e diffusione. Presso: Françoise Calcagno Art Studio Campo del Ghetto Novo, Cannaregio 2918 30121 Venezia Info: (+39)0417792011 (+39)3391134786 info@calcagnoartstudio.com – mostre@sabrinafalzone.info www.calcagnoartstudio.com – www.sabrinafalzone.info Si ringrazia la Dott.ssa Zhang Meng per la gentile collaborazione.

scritto da Uff.stampa alle ore 22:39:55



FARE LA SPESA COSTA SEMPRE DI PIU, IL GOVERNO NON STABILISCE QUANTO DEVE COSTARE UN PRODOTTO ALIMENTARE E PROPRIO UNA GIUNGLA E CHI SI SVEGLIA PRIMA LA MATTINA FA IL PREZZO PIU ALTO, DICONO CHE LA COLPA E DEL PETROLIO CHE AUMENTA, E' SOLO UN PRETESTO, ALLORA PERCHE I PRODOTTI A CHILOMETRI ZERO DI CUI SI PARLA TANTO SUBISCONO ALCHE LORO GLI AUMENTI? VI DIRO' DI PIU' NELLA MIA CITTA' (CHIETI) UN LITRO I LATTE UHT PARZIALMENTE SCREMATO COSTA €1,19 E VINE PRODOTTO A UN KM DI DISTANZA DALLA MIA ABITAZIONE, MENTRE UN LITRO DI LATTE UHT PARZIALMENTE SCREMATO. PROVENIENTE DALL'EMILIA ROMAGNA OPPURE DALLA PROVINCIA DI TREVISO A CENTINAIA DI KILOMETRI COSTA € 0,65 - MEDITATE GENTE, MEDITATE scritto da MINNITI FRANCESCO alle ore 21:13:06

scritto da MINNITI FRANCESCO alle ore 09:16:24



DA UN GIUSEPPE ALL'ALTRO (PASSANDO PER ALDO) Il primo sprizza colori. Caldi, decisi, mediterranei. Ma lo sguardo franco e diretto è incorniciato da un paio di occhiali scarlatti, vezzo da artista. Piacerebbero molto a Elton John. Il secondo solca un periodo in bianco e nero. Il rude ascetismo delle rughe precoci riusciva a stupire anche i suoi scombinati compagni di Radio Aut. Persiane divelte, bandiere compagne e comuni freak. Ma lui aveva intuito l'inganno, e il vento freddo gli spazzava via gli occhi troppo mesti. Entrambi si chiamavano Giuseppe. Ma il primo è rimasto tale: Giuseppe Di Fini, per la precisione. Di anni 12, da Enna. L'altro era ormai adulto, ancorché giovane, eppure lo ricordiamo per un vezzeggiativo fanciullesco: Peppino. Peppino Impastato, di anni 30, da Cinisi. Eclettico e razionale il bambino, mistico il giovanotto. Il suo percorso solitario è stato stroncato nella notte di trent'anni fa. Come ricorrono i numeri, in certe esistenze. Ma il suo messaggio è andato a lambire mutevoli scorci, in un balenìo d'innocenza. L'innocenza che esige giustizia. Nella notte di trent'anni fa veniva ritrovato il cadavere di Aldo Moro . Poco dopo sarebbe toccato a Walter Tobagi, che proprio ieri il neosindaco di Bresso e suo ex-compagno di liceo, Fortunato Zinni, ha ricordato in sala consiliare, e a moltissimi altri, vittime della stessa follia omicida. Oggi, il terrorismo e le mafie si sono estesi su scala mondiale. Peppino, Aldo, Walter: ho voluto menzionarli insieme, perché insieme avevano contribuito a edificare un Paese di valori. E uguali, in fondo, erano i loro nemici: delinquenti comuni miranti a distruggere la democrazia e la società civile. Da Peppino siamo giunti al fresco entusiasmo di Giuseppe e dei suoi amici, coetanei e insegnanti. Sognatori avidi e consapevoli. Un passaggio di mano, per mano. Da una notte di repubblica, l'avvenire di democrazia deve necessariamente attecchire in virgulti teneri, primigenii. Ma guai a noi, se non permettiamo a quell'avvenire di farsi vigore e possanza.

scritto da daniela alle ore 06:30:14



siete tutti invitati a partecipare alle mie Mostre Personali,che si terranno il 15 Giugno 2008,nella galleria Art et Antiquitès ou Boulevard Imperatori, via Mazzini-123,Porto S.Giorgio con quadri che trattano le tematiche del mito classico greco e soprattutto quella africana.Curata dal Gallerista Angelo di Maida con catalogo.Un'altra personale,sarà inaugurata a distanza di un mese,il 15 Luglio 2008,in Abruzzo( Campo di Giove),presentata e curata dallo storico dell'arte Roberto Franco,e dal Comune di C.di Giove,in compagnia di un'altro pittore: Graziano d'Angelo.La mostra continuerà fino al 22 Agosto.

scritto da Mirta Maranca alle ore 00:43:48



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scritto da Mirta Maranca alle ore 00:43:47



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scritto da Mirta Maranca alle ore 00:43:47



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scritto da Mirta Maranca alle ore 00:43:47



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scritto da Mirta Maranca alle ore 00:43:18



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scritto da Mirta Maranca alle ore 00:42:54



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scritto da Mirta Maranca alle ore 00:42:52



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scritto da Mirta Maranca alle ore 00:42:12



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scritto da Mirta Maranca alle ore 00:42:00



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scritto da Mirta Maranca alle ore 00:41:44



siete tutti invitati a partecipare alle mie Mostre Personali,che si terranno il 15 Giugno 2008,nella galleria Art et Antiquitès ou Boulevard Imperatori, via Mazzini-123,Porto S.Giorgio con quadri che trattano le tematiche del mito classico greco e soprattutto quella africana.Curata dal Gallerista Angelo di Maida con catalogo.Un'altra personale,sarà inaugurata a distanza di un mese,il 15 Luglio 2008,in Abruzzo( Campo di Giove),presentata e curata dallo storico dell'arte Roberto Franco,e dal Comune di C.di Giove,in compagnia di un'altro pittore: Graziano d'Angelo.La mostra continuerà fino al 22 Agosto.

scritto da Mirta Maranca alle ore 00:41:25



DOPPIA IDENTITA’ Francesco Gallo Doppia, a volte tripla, identità, è quella che si sprigiona dalla tematica pittorica di Mirta Maranca, che da tempo segue un suo filo di discorso, basato sulla ricerca delle ragioni profonde dell’immagine che sale dallo sfondo in genere sibillino, potenzialmente rivolto sia all’affermazione, che alla negazione dell’uno col tutto. Questo, con una coloristica forte che taglia (con dei trionfi orizzontali o verticali che regalano atmosfere dense di umoralità) la tela, in segmenti di forte tensione plastica, a dispetto della stessa orizzontalità della pittura, della sua contaminazione fumettistica che le viene dalla Pop Art e dei suoi mille rivoli formali. Prevale una visione mediatica nella sua pittura, in un ideale confronto con i media che riempiono il nostro immaginario e poi provvedono a svuotarlo, per poi riempirlo ancora, con un alone di magia che si tramuta in schizofrenia, in una escursione che va dall’originario e dal mitico, per arrivare all’originale, alla metafisica del quotidiano. Mirta Maranca contamina la sua pittura con le suggestioni di tanti linguaggi espressivi che fa tutti confluire nella sua ricca psicologia della forma che si adatta a diventare tutto quello che lei vuole, mostrando una saldezza che è pari all’elasticità. In questo senso, siamo in una pittura vera, che ha la sua cifra espressiva precisa, capace di potersi confrontare con tematiche forti, di quelle che richiedono una capacità di entrare nell’altro, senza perdersi, anzi per arricchirsi di una nuova esperienza e marcare la propria presenza, la propria singolarità. La qualità di duplicarsi, triplicarsi, è manifestazione di forza, di un saper stare tra gli altri e non è una cosa, di per sé, facile, pensando alla difficoltà di un saper vedere, in un universo in cui l’essere tutto immagine, comporta, una negazione stessa della sua espressività; la pittura di Mirta Maranca è ricca di riferimenti culturali al mondo dell’eros, inteso latu sensu, come volontà e rappresentazione di un avvolgimento, di uno stare insieme a tutto quanto esprime attrazione, piacere, dilatazione dei sensi fino a coprire l’intera corporalità virtuale di cui essa è protagonista. In questi anni è stata anche impegnata, e lo è tutt’ora, nella costruzione di una sua capacità di dialogo, che superasse il lirismo del monologo interiore, dedicandosi, oltre che alle sferzate che le provengono dalle sue esperienze e rimozioni personali, ad una attività critica di pittura su pittura o di pittura su parola. Mirta Maranca dimostra di essere un’artista a tutto tondo, le cui opere possono considerarsi documenti del nostro tempo, visti dalla sua particolarità femminile che decanta gli aspetti limacciosi presenti in ogni pretesto pittorico e accoglie tutto l’apollineo possibile e tutto il dionisiaco immaginabile. Il transito metaforico fa da retroterra alla sua pittura, simulandosi da contenitore ideale dei suoi silenzi che fanno da agente purificatore alle icone, allo specchio che in essa sono contenute, dilatandole e facendole sembrare enigmi del mondo interiore, al di là di ogni somiglianza con l’altro da sé, al di là di ogni compassione di tipo citazionistico, da pittura colta o da spirito narcisistico. Il fondo classico le appartiene stabilmente ed emerge dai mille particolari che infittiscono la trama delle opere, facendole diventare protagoniste di se stesse, per la possibilità di affrontare nodi della comunicazione, con un linguaggio espressivo per eccellenza, raffreddando gli spiriti bollenti del dover dire in favore di quelli del saper dire. La perturbazione romantica che l’accompagna, si erge come reazione agli stimoli congiunti del reale e del fantastico che si coniugano, ora come reale-fantastico, ora come fantastico-reale, assumendo le vesti della potenza e della leggerezza. La calligrafia pittorica di Mirta Maranca testimonia di un lavoro di pulizia della sua pittura, una raccolta d’energia che va verso l’essenzialità, la rarefazione del segno e la purezza del colore e questo si avverte in senso alto, come trasparenza di forma e di contenuto, come dilatazione del vedere e del piacere. DOPPIA IDENTITA’ Francesco Gallo Doppia, a volte tripla, identità, è quella che si sprigiona dalla tematica pittorica di Mirta Maranca, che da tempo segue un suo filo di discorso, basato sulla ricerca delle ragioni profonde dell’immagine che sale dallo sfondo in genere sibillino, potenzialmente rivolto sia all’affermazione, che alla negazione dell’uno col tutto. Questo, con una coloristica forte che taglia (con dei trionfi orizzontali o verticali che regalano atmosfere dense di umoralità) la tela, in segmenti di forte tensione plastica, a dispetto della stessa orizzontalità della pittura, della sua contaminazione fumettistica che le viene dalla Pop Art e dei suoi mille rivoli formali. Prevale una visione mediatica nella sua pittura, in un ideale confronto con i media che riempiono il nostro immaginario e poi provvedono a svuotarlo, per poi riempirlo ancora, con un alone di magia che si tramuta in schizofrenia, in una escursione che va dall’originario e dal mitico, per arrivare all’originale, alla metafisica del quotidiano. Mirta Maranca contamina la sua pittura con le suggestioni di tanti linguaggi espressivi che fa tutti confluire nella sua ricca psicologia della forma che si adatta a diventare tutto quello che lei vuole, mostrando una saldezza che è pari all’elasticità. In questo senso, siamo in una pittura vera, che ha la sua cifra espressiva precisa, capace di potersi confrontare con tematiche forti, di quelle che richiedono una capacità di entrare nell’altro, senza perdersi, anzi per arricchirsi di una nuova esperienza e marcare la propria presenza, la propria singolarità. La qualità di duplicarsi, triplicarsi, è manifestazione di forza, di un saper stare tra gli altri e non è una cosa, di per sé, facile, pensando alla difficoltà di un saper vedere, in un universo in cui l’essere tutto immagine, comporta, una negazione stessa della sua espressività; la pittura di Mirta Maranca è ricca di riferimenti culturali al mondo dell’eros, inteso latu sensu, come volontà e rappresentazione di un avvolgimento, di uno stare insieme a tutto quanto esprime attrazione, piacere, dilatazione dei sensi fino a coprire l’intera corporalità virtuale di cui essa è protagonista. In questi anni è stata anche impegnata, e lo è tutt’ora, nella costruzione di una sua capacità di dialogo, che superasse il lirismo del monologo interiore, dedicandosi, oltre che alle sferzate che le provengono dalle sue esperienze e rimozioni personali, ad una attività critica di pittura su pittura o di pittura su parola. Mirta Maranca dimostra di essere un’artista a tutto tondo, le cui opere possono considerarsi documenti del nostro tempo, visti dalla sua particolarità femminile che decanta gli aspetti limacciosi presenti in ogni pretesto pittorico e accoglie tutto l’apollineo possibile e tutto il dionisiaco immaginabile. Il transito metaforico fa da retroterra alla sua pittura, simulandosi da contenitore ideale dei suoi silenzi che fanno da agente purificatore alle icone, allo specchio che in essa sono contenute, dilatandole e facendole sembrare enigmi del mondo interiore, al di là di ogni somiglianza con l’altro da sé, al di là di ogni compassione di tipo citazionistico, da pittura colta o da spirito narcisistico. Il fondo classico le appartiene stabilmente ed emerge dai mille particolari che infittiscono la trama delle opere, facendole diventare protagoniste di se stesse, per la possibilità di affrontare nodi della comunicazione, con un linguaggio espressivo per eccellenza, raffreddando gli spiriti bollenti del dover dire in favore di quelli del saper dire. La perturbazione romantica che l’accompagna, si erge come reazione agli stimoli congiunti del reale e del fantastico che si coniugano, ora come reale-fantastico, ora come fantastico-reale, assumendo le vesti della potenza e della leggerezza. La calligrafia pittorica di Mirta Maranca testimonia di un lavoro di pulizia della sua pittura, una raccolta d’energia che va verso l’essenzialità, la rarefazione del segno e la purezza del colore e questo si avverte in senso alto, come trasparenza di forma e di contenuto, come dilatazione del vedere e del piacere. DOPPIA IDENTITA’ Francesco Gallo Doppia, a volte tripla, identità, è quella che si sprigiona dalla tematica pittorica di Mirta Maranca, che da tempo segue un suo filo di discorso, basato sulla ricerca delle ragioni profonde dell’immagine che sale dallo sfondo in genere sibillino, potenzialmente rivolto sia all’affermazione, che alla negazione dell’uno col tutto. Questo, con una coloristica forte che taglia (con dei trionfi orizzontali o verticali che regalano atmosfere dense di umoralità) la tela, in segmenti di forte tensione plastica, a dispetto della stessa orizzontalità della pittura, della sua contaminazione fumettistica che le viene dalla Pop Art e dei suoi mille rivoli formali. Prevale una visione mediatica nella sua pittura, in un ideale confronto con i media che riempiono il nostro immaginario e poi provvedono a svuotarlo, per poi riempirlo ancora, con un alone di magia che si tramuta in schizofrenia, in una escursione che va dall’originario e dal mitico, per arrivare all’originale, alla metafisica del quotidiano. Mirta Maranca contamina la sua pittura con le suggestioni di tanti linguaggi espressivi che fa tutti confluire nella sua ricca psicologia della forma che si adatta a diventare tutto quello che lei vuole, mostrando una saldezza che è pari all’elasticità. In questo senso, siamo in una pittura vera, che ha la sua cifra espressiva precisa, capace di potersi confrontare con tematiche forti, di quelle che richiedono una capacità di entrare nell’altro, senza perdersi, anzi per arricchirsi di una nuova esperienza e marcare la propria presenza, la propria singolarità. La qualità di duplicarsi, triplicarsi, è manifestazione di forza, di un saper stare tra gli altri e non è una cosa, di per sé, facile, pensando alla difficoltà di un saper vedere, in un universo in cui l’essere tutto immagine, comporta, una negazione stessa della sua espressività; la pittura di Mirta Maranca è ricca di riferimenti culturali al mondo dell’eros, inteso latu sensu, come volontà e rappresentazione di un avvolgimento, di uno stare insieme a tutto quanto esprime attrazione, piacere, dilatazione dei sensi fino a coprire l’intera corporalità virtuale di cui essa è protagonista. In questi anni è stata anche impegnata, e lo è tutt’ora, nella costruzione di una sua capacità di dialogo, che superasse il lirismo del monologo interiore, dedicandosi, oltre che alle sferzate che le provengono dalle sue esperienze e rimozioni personali, ad una attività critica di pittura su pittura o di pittura su parola. Mirta Maranca dimostra di essere un’artista a tutto tondo, le cui opere possono considerarsi documenti del nostro tempo, visti dalla sua particolarità femminile che decanta gli aspetti limacciosi presenti in ogni pretesto pittorico e accoglie tutto l’apollineo possibile e tutto il dionisiaco immaginabile. Il transito metaforico fa da retroterra alla sua pittura, simulandosi da contenitore ideale dei suoi silenzi che fanno da agente purificatore alle icone, allo specchio che in essa sono contenute, dilatandole e facendole sembrare enigmi del mondo interiore, al di là di ogni somiglianza con l’altro da sé, al di là di ogni compassione di tipo citazionistico, da pittura colta o da spirito narcisistico. Il fondo classico le appartiene stabilmente ed emerge dai mille particolari che infittiscono la trama delle opere, facendole diventare protagoniste di se stesse, per la possibilità di affrontare nodi della comunicazione, con un linguaggio espressivo per eccellenza, raffreddando gli spiriti bollenti del dover dire in favore di quelli del saper dire. La perturbazione romantica che l’accompagna, si erge come reazione agli stimoli congiunti del reale e del fantastico che si coniugano, ora come reale-fantastico, ora come fantastico-reale, assumendo le vesti della potenza e della leggerezza. La calligrafia pittorica di Mirta Maranca testimonia di un lavoro di pulizia della sua pittura, una raccolta d’energia che va verso l’essenzialità, la rarefazione del segno e la purezza del colore e questo si avverte in senso alto, come trasparenza di forma e di contenuto, come dilatazione del vedere e del piacere. DOPPIA IDENTITA’ Francesco Gallo Doppia, a volte tripla, identità, è quella che si sprigiona dalla tematica pittorica di Mirta Maranca, che da tempo segue un suo filo di discorso, basato sulla ricerca delle ragioni profonde dell’immagine che sale dallo sfondo in genere sibillino, potenzialmente rivolto sia all’affermazione, che alla negazione dell’uno col tutto. Questo, con una coloristica forte che taglia (con dei trionfi orizzontali o verticali che regalano atmosfere dense di umoralità) la tela, in segmenti di forte tensione plastica, a dispetto della stessa orizzontalità della pittura, della sua contaminazione fumettistica che le viene dalla Pop Art e dei suoi mille rivoli formali. Prevale una visione mediatica nella sua pittura, in un ideale confronto con i media che riempiono il nostro immaginario e poi provvedono a svuotarlo, per poi riempirlo ancora, con un alone di magia che si tramuta in schizofrenia, in una escursione che va dall’originario e dal mitico, per arrivare all’originale, alla metafisica del quotidiano. Mirta Maranca contamina la sua pittura con le suggestioni di tanti linguaggi espressivi che fa tutti confluire nella sua ricca psicologia della forma che si adatta a diventare tutto quello che lei vuole, mostrando una saldezza che è pari all’elasticità. In questo senso, siamo in una pittura vera, che ha la sua cifra espressiva precisa, capace di potersi confrontare con tematiche forti, di quelle che richiedono una capacità di entrare nell’altro, senza perdersi, anzi per arricchirsi di una nuova esperienza e marcare la propria presenza, la propria singolarità. La qualità di duplicarsi, triplicarsi, è manifestazione di forza, di un saper stare tra gli altri e non è una cosa, di per sé, facile, pensando alla difficoltà di un saper vedere, in un universo in cui l’essere tutto immagine, comporta, una negazione stessa della sua espressività; la pittura di Mirta Maranca è ricca di riferimenti culturali al mondo dell’eros, inteso latu sensu, come volontà e rappresentazione di un avvolgimento, di uno stare insieme a tutto quanto esprime attrazione, piacere, dilatazione dei sensi fino a coprire l’intera corporalità virtuale di cui essa è protagonista. In questi anni è stata anche impegnata, e lo è tutt’ora, nella costruzione di una sua capacità di dialogo, che superasse il lirismo del monologo interiore, dedicandosi, oltre che alle sferzate che le provengono dalle sue esperienze e rimozioni personali, ad una attività critica di pittura su pittura o di pittura su parola. Mirta Maranca dimostra di essere un’artista a tutto tondo, le cui opere possono considerarsi documenti del nostro tempo, visti dalla sua particolarità femminile che decanta gli aspetti limacciosi presenti in ogni pretesto pittorico e accoglie tutto l’apollineo possibile e tutto il dionisiaco immaginabile. Il transito metaforico fa da retroterra alla sua pittura, simulandosi da contenitore ideale dei suoi silenzi che fanno da agente purificatore alle icone, allo specchio che in essa sono contenute, dilatandole e facendole sembrare enigmi del mondo interiore, al di là di ogni somiglianza con l’altro da sé, al di là di ogni compassione di tipo citazionistico, da pittura colta o da spirito narcisistico. Il fondo classico le appartiene stabilmente ed emerge dai mille particolari che infittiscono la trama delle opere, facendole diventare protagoniste di se stesse, per la possibilità di affrontare nodi della comunicazione, con un linguaggio espressivo per eccellenza, raffreddando gli spiriti bollenti del dover dire in favore di quelli del saper dire. La perturbazione romantica che l’accompagna, si erge come reazione agli stimoli congiunti del reale e del fantastico che si coniugano, ora come reale-fantastico, ora come fantastico-reale, assumendo le vesti della potenza e della leggerezza. La calligrafia pittorica di Mirta Maranca testimonia di un lavoro di pulizia della sua pittura, una raccolta d’energia che va verso l’essenzialità, la rarefazione del segno e la purezza del colore e questo si avverte in senso alto, come trasparenza di forma e di contenuto, come dilatazione del vedere e del piacere. DOPPIA IDENTITA’ Francesco Gallo Doppia, a volte tripla, identità, è quella che si sprigiona dalla tematica pittorica di Mirta Maranca, che da tempo segue un suo filo di discorso, basato sulla ricerca delle ragioni profonde dell’immagine che sale dallo sfondo in genere sibillino, potenzialmente rivolto sia all’affermazione, che alla negazione dell’uno col tutto. Questo, con una coloristica forte che taglia (con dei trionfi orizzontali o verticali che regalano atmosfere dense di umoralità) la tela, in segmenti di forte tensione plastica, a dispetto della stessa orizzontalità della pittura, della sua contaminazione fumettistica che le viene dalla Pop Art e dei suoi mille rivoli formali. Prevale una visione mediatica nella sua pittura, in un ideale confronto con i media che riempiono il nostro immaginario e poi provvedono a svuotarlo, per poi riempirlo ancora, con un alone di magia che si tramuta in schizofrenia, in una escursione che va dall’originario e dal mitico, per arrivare all’originale, alla metafisica del quotidiano. Mirta Maranca contamina la sua pittura con le suggestioni di tanti linguaggi espressivi che fa tutti confluire nella sua ricca psicologia della forma che si adatta a diventare tutto quello che lei vuole, mostrando una saldezza che è pari all’elasticità. In questo senso, siamo in una pittura vera, che ha la sua cifra espressiva precisa, capace di potersi confrontare con tematiche forti, di quelle che richiedono una capacità di entrare nell’altro, senza perdersi, anzi per arricchirsi di una nuova esperienza e marcare la propria presenza, la propria singolarità. La qualità di duplicarsi, triplicarsi, è manifestazione di forza, di un saper stare tra gli altri e non è una cosa, di per sé, facile, pensando alla difficoltà di un saper vedere, in un universo in cui l’essere tutto immagine, comporta, una negazione stessa della sua espressività; la pittura di Mirta Maranca è ricca di riferimenti culturali al mondo dell’eros, inteso latu sensu, come volontà e rappresentazione di un avvolgimento, di uno stare insieme a tutto quanto esprime attrazione, piacere, dilatazione dei sensi fino a coprire l’intera corporalità virtuale di cui essa è protagonista. In questi anni è stata anche impegnata, e lo è tutt’ora, nella costruzione di una sua capacità di dialogo, che superasse il lirismo del monologo interiore, dedicandosi, oltre che alle sferzate che le provengono dalle sue esperienze e rimozioni personali, ad una attività critica di pittura su pittura o di pittura su parola. Mirta Maranca dimostra di essere un’artista a tutto tondo, le cui opere possono considerarsi documenti del nostro tempo, visti dalla sua particolarità femminile che decanta gli aspetti limacciosi presenti in ogni pretesto pittorico e accoglie tutto l’apollineo possibile e tutto il dionisiaco immaginabile. Il transito metaforico fa da retroterra alla sua pittura, simulandosi da contenitore ideale dei suoi silenzi che fanno da agente purificatore alle icone, allo specchio che in essa sono contenute, dilatandole e facendole sembrare enigmi del mondo interiore, al di là di ogni somiglianza con l’altro da sé, al di là di ogni compassione di tipo citazionistico, da pittura colta o da spirito narcisistico. Il fondo classico le appartiene stabilmente ed emerge dai mille particolari che infittiscono la trama delle opere, facendole diventare protagoniste di se stesse, per la possibilità di affrontare nodi della comunicazione, con un linguaggio espressivo per eccellenza, raffreddando gli spiriti bollenti del dover dire in favore di quelli del saper dire. La perturbazione romantica che l’accompagna, si erge come reazione agli stimoli congiunti del reale e del fantastico che si coniugano, ora come reale-fantastico, ora come fantastico-reale, assumendo le vesti della potenza e della leggerezza. La calligrafia pittorica di Mirta Maranca testimonia di un lavoro di pulizia della sua pittura, una raccolta d’energia che va verso l’essenzialità, la rarefazione del segno e la purezza del colore e questo si avverte in senso alto, come trasparenza di forma e di contenuto, come dilatazione del vedere e del piacere. DOPPIA IDENTITA’ Francesco Gallo Doppia, a volte tripla, identità, è quella che si sprigiona dalla tematica pittorica di Mirta Maranca, che da tempo segue un suo filo di discorso, basato sulla ricerca delle ragioni profonde dell’immagine che sale dallo sfondo in genere sibillino, potenzialmente rivolto sia all’affermazione, che alla negazione dell’uno col tutto. Questo, con una coloristica forte che taglia (con dei trionfi orizzontali o verticali che regalano atmosfere dense di umoralità) la tela, in segmenti di forte tensione plastica, a dispetto della stessa orizzontalità della pittura, della sua contaminazione fumettistica che le viene dalla Pop Art e dei suoi mille rivoli formali. Prevale una visione mediatica nella sua pittura, in un ideale confronto con i media che riempiono il nostro immaginario e poi provvedono a svuotarlo, per poi riempirlo ancora, con un alone di magia che si tramuta in schizofrenia, in una escursione che va dall’originario e dal mitico, per arrivare all’originale, alla metafisica del quotidiano. Mirta Maranca contamina la sua pittura con le suggestioni di tanti linguaggi espressivi che fa tutti confluire nella sua ricca psicologia della forma che si adatta a diventare tutto quello che lei vuole, mostrando una saldezza che è pari all’elasticità. In questo senso, siamo in una pittura vera, che ha la sua cifra espressiva precisa, capace di potersi confrontare con tematiche forti, di quelle che richiedono una capacità di entrare nell’altro, senza perdersi, anzi per arricchirsi di una nuova esperienza e marcare la propria presenza, la propria singolarità. La qualità di duplicarsi, triplicarsi, è manifestazione di forza, di un saper stare tra gli altri e non è una cosa, di per sé, facile, pensando alla difficoltà di un saper vedere, in un universo in cui l’essere tutto immagine, comporta, una negazione stessa della sua espressività; la pittura di Mirta Maranca è ricca di riferimenti culturali al mondo dell’eros, inteso latu sensu, come volontà e rappresentazione di un avvolgimento, di uno stare insieme a tutto quanto esprime attrazione, piacere, dilatazione dei sensi fino a coprire l’intera corporalità virtuale di cui essa è protagonista. In questi anni è stata anche impegnata, e lo è tutt’ora, nella costruzione di una sua capacità di dialogo, che superasse il lirismo del monologo interiore, dedicandosi, oltre che alle sferzate che le provengono dalle sue esperienze e rimozioni personali, ad una attività critica di pittura su pittura o di pittura su parola. Mirta Maranca dimostra di essere un’artista a tutto tondo, le cui opere possono considerarsi documenti del nostro tempo, visti dalla sua particolarità femminile che decanta gli aspetti limacciosi presenti in ogni pretesto pittorico e accoglie tutto l’apollineo possibile e tutto il dionisiaco immaginabile. Il transito metaforico fa da retroterra alla sua pittura, simulandosi da contenitore ideale dei suoi silenzi che fanno da agente purificatore alle icone, allo specchio che in essa sono contenute, dilatandole e facendole sembrare enigmi del mondo interiore, al di là di ogni somiglianza con l’altro da sé, al di là di ogni compassione di tipo citazionistico, da pittura colta o da spirito narcisistico. Il fondo classico le appartiene stabilmente ed emerge dai mille particolari che infittiscono la trama delle opere, facendole diventare protagoniste di se stesse, per la possibilità di affrontare nodi della comunicazione, con un linguaggio espressivo per eccellenza, raffreddando gli spiriti bollenti del dover dire in favore di quelli del saper dire. La perturbazione romantica che l’accompagna, si erge come reazione agli stimoli congiunti del reale e del fantastico che si coniugano, ora come reale-fantastico, ora come fantastico-reale, assumendo le vesti della potenza e della leggerezza. La calligrafia pittorica di Mirta Maranca testimonia di un lavoro di pulizia della sua pittura, una raccolta d’energia che va verso l’essenzialità, la rarefazione del segno e la purezza del colore e questo si avverte in senso alto, come trasparenza di forma e di contenuto, come dilatazione del vedere e del piacere. DOPPIA IDENTITA’ Francesco Gallo Doppia, a volte tripla, identità, è quella che si sprigiona dalla tematica pittorica di Mirta Maranca, che da tempo segue un suo filo di discorso, basato sulla ricerca delle ragioni profonde dell’immagine che sale dallo sfondo in genere sibillino, potenzialmente rivolto sia all’affermazione, che alla negazione dell’uno col tutto. Questo, con una coloristica forte che taglia (con dei trionfi orizzontali o verticali che regalano atmosfere dense di umoralità) la tela, in segmenti di forte tensione plastica, a dispetto della stessa orizzontalità della pittura, della sua contaminazione fumettistica che le viene dalla Pop Art e dei suoi mille rivoli formali. Prevale una visione mediatica nella sua pittura, in un ideale confronto con i media che riempiono il nostro immaginario e poi provvedono a svuotarlo, per poi riempirlo ancora, con un alone di magia che si tramuta in schizofrenia, in una escursione che va dall’originario e dal mitico, per arrivare all’originale, alla metafisica del quotidiano. Mirta Maranca contamina la sua pittura con le suggestioni di tanti linguaggi espressivi che fa tutti confluire nella sua ricca psicologia della forma che si adatta a diventare tutto quello che lei vuole, mostrando una saldezza che è pari all’elasticità. In questo senso, siamo in una pittura vera, che ha la sua cifra espressiva precisa, capace di potersi confrontare con tematiche forti, di quelle che richiedono una capacità di entrare nell’altro, senza perdersi, anzi per arricchirsi di una nuova esperienza e marcare la propria presenza, la propria singolarità. La qualità di duplicarsi, triplicarsi, è manifestazione di forza, di un saper stare tra gli altri e non è una cosa, di per sé, facile, pensando alla difficoltà di un saper vedere, in un universo in cui l’essere tutto immagine, comporta, una negazione stessa della sua espressività; la pittura di Mirta Maranca è ricca di riferimenti culturali al mondo dell’eros, inteso latu sensu, come volontà e rappresentazione di un avvolgimento, di uno stare insieme a tutto quanto esprime attrazione, piacere, dilatazione dei sensi fino a coprire l’intera corporalità virtuale di cui essa è protagonista. In questi anni è stata anche impegnata, e lo è tutt’ora, nella costruzione di una sua capacità di dialogo, che superasse il lirismo del monologo interiore, dedicandosi, oltre che alle sferzate che le provengono dalle sue esperienze e rimozioni personali, ad una attività critica di pittura su pittura o di pittura su parola. Mirta Maranca dimostra di essere un’artista a tutto tondo, le cui opere possono considerarsi documenti del nostro tempo, visti dalla sua particolarità femminile che decanta gli aspetti limacciosi presenti in ogni pretesto pittorico e accoglie tutto l’apollineo possibile e tutto il dionisiaco immaginabile. Il transito metaforico fa da retroterra alla sua pittura, simulandosi da contenitore ideale dei suoi silenzi che fanno da agente purificatore alle icone, allo specchio che in essa sono contenute, dilatandole e facendole sembrare enigmi del mondo interiore, al di là di ogni somiglianza con l’altro da sé, al di là di ogni compassione di tipo citazionistico, da pittura colta o da spirito narcisistico. Il fondo classico le appartiene stabilmente ed emerge dai mille particolari che infittiscono la trama delle opere, facendole diventare protagoniste di se stesse, per la possibilità di affrontare nodi della comunicazione, con un linguaggio espressivo per eccellenza, raffreddando gli spiriti bollenti del dover dire in favore di quelli del saper dire. La perturbazione romantica che l’accompagna, si erge come reazione agli stimoli congiunti del reale e del fantastico che si coniugano, ora come reale-fantastico, ora come fantastico-reale, assumendo le vesti della potenza e della leggerezza. La calligrafia pittorica di Mirta Maranca testimonia di un lavoro di pulizia della sua pittura, una raccolta d’energia che va verso l’essenzialità, la rarefazione del segno e la purezza del colore e questo si avverte in senso alto, come trasparenza di forma e di contenuto, come dilatazione del vedere e del piacere. vv

scritto da Mirta Maranca alle ore 00:24:53



DOPPIA IDENTITA’ Francesco Gallo Doppia, a volte tripla, identità, è quella che si sprigiona dalla tematica pittorica di Mirta Maranca, che da tempo segue un suo filo di discorso, basato sulla ricerca delle ragioni profonde dell’immagine che sale dallo sfondo in genere sibillino, potenzialmente rivolto sia all’affermazione, che alla negazione dell’uno col tutto. Questo, con una coloristica forte che taglia (con dei trionfi orizzontali o verticali che regalano atmosfere dense di umoralità) la tela, in segmenti di forte tensione plastica, a dispetto della stessa orizzontalità della pittura, della sua contaminazione fumettistica che le viene dalla Pop Art e dei suoi mille rivoli formali. Prevale una visione mediatica nella sua pittura, in un ideale confronto con i media che riempiono il nostro immaginario e poi provvedono a svuotarlo, per poi riempirlo ancora, con un alone di magia che si tramuta in schizofrenia, in una escursione che va dall’originario e dal mitico, per arrivare all’originale, alla metafisica del quotidiano. Mirta Maranca contamina la sua pittura con le suggestioni di tanti linguaggi espressivi che fa tutti confluire nella sua ricca psicologia della forma che si adatta a diventare tutto quello che lei vuole, mostrando una saldezza che è pari all’elasticità. In questo senso, siamo in una pittura vera, che ha la sua cifra espressiva precisa, capace di potersi confrontare con tematiche forti, di quelle che richiedono una capacità di entrare nell’altro, senza perdersi, anzi per arricchirsi di una nuova esperienza e marcare la propria presenza, la propria singolarità. La qualità di duplicarsi, triplicarsi, è manifestazione di forza, di un saper stare tra gli altri e non è una cosa, di per sé, facile, pensando alla difficoltà di un saper vedere, in un universo in cui l’essere tutto immagine, comporta, una negazione stessa della sua espressività; la pittura di Mirta Maranca è ricca di riferimenti culturali al mondo dell’eros, inteso latu sensu, come volontà e rappresentazione di un avvolgimento, di uno stare insieme a tutto quanto esprime attrazione, piacere, dilatazione dei sensi fino a coprire l’intera corporalità virtuale di cui essa è protagonista. In questi anni è stata anche impegnata, e lo è tutt’ora, nella costruzione di una sua capacità di dialogo, che superasse il lirismo del monologo interiore, dedicandosi, oltre che alle sferzate che le provengono dalle sue esperienze e rimozioni personali, ad una attività critica di pittura su pittura o di pittura su parola. Mirta Maranca dimostra di essere un’artista a tutto tondo, le cui opere possono considerarsi documenti del nostro tempo, visti dalla sua particolarità femminile che decanta gli aspetti limacciosi presenti in ogni pretesto pittorico e accoglie tutto l’apollineo possibile e tutto il dionisiaco immaginabile. Il transito metaforico fa da retroterra alla sua pittura, simulandosi da contenitore ideale dei suoi silenzi che fanno da agente purificatore alle icone, allo specchio che in essa sono contenute, dilatandole e facendole sembrare enigmi del mondo interiore, al di là di ogni somiglianza con l’altro da sé, al di là di ogni compassione di tipo citazionistico, da pittura colta o da spirito narcisistico. Il fondo classico le appartiene stabilmente ed emerge dai mille particolari che infittiscono la trama delle opere, facendole diventare protagoniste di se stesse, per la possibilità di affrontare nodi della comunicazione, con un linguaggio espressivo per eccellenza, raffreddando gli spiriti bollenti del dover dire in favore di quelli del saper dire. La perturbazione romantica che l’accompagna, si erge come reazione agli stimoli congiunti del reale e del fantastico che si coniugano, ora come reale-fantastico, ora come fantastico-reale, assumendo le vesti della potenza e della leggerezza. La calligrafia pittorica di Mirta Maranca testimonia di un lavoro di pulizia della sua pittura, una raccolta d’energia che va verso l’essenzialità, la rarefazione del segno e la purezza del colore e questo si avverte in senso alto, come trasparenza di forma e di contenuto, come dilatazione del vedere e del piacere. DOPPIA IDENTITA’ Francesco Gallo Doppia, a volte tripla, identità, è quella che si sprigiona dalla tematica pittorica di Mirta Maranca, che da tempo segue un suo filo di discorso, basato sulla ricerca delle ragioni profonde dell’immagine che sale dallo sfondo in genere sibillino, potenzialmente rivolto sia all’affermazione, che alla negazione dell’uno col tutto. Questo, con una coloristica forte che taglia (con dei trionfi orizzontali o verticali che regalano atmosfere dense di umoralità) la tela, in segmenti di forte tensione plastica, a dispetto della stessa orizzontalità della pittura, della sua contaminazione fumettistica che le viene dalla Pop Art e dei suoi mille rivoli formali. Prevale una visione mediatica nella sua pittura, in un ideale confronto con i media che riempiono il nostro immaginario e poi provvedono a svuotarlo, per poi riempirlo ancora, con un alone di magia che si tramuta in schizofrenia, in una escursione che va dall’originario e dal mitico, per arrivare all’originale, alla metafisica del quotidiano. Mirta Maranca contamina la sua pittura con le suggestioni di tanti linguaggi espressivi che fa tutti confluire nella sua ricca psicologia della forma che si adatta a diventare tutto quello che lei vuole, mostrando una saldezza che è pari all’elasticità. In questo senso, siamo in una pittura vera, che ha la sua cifra espressiva precisa, capace di potersi confrontare con tematiche forti, di quelle che richiedono una capacità di entrare nell’altro, senza perdersi, anzi per arricchirsi di una nuova esperienza e marcare la propria presenza, la propria singolarità. La qualità di duplicarsi, triplicarsi, è manifestazione di forza, di un saper stare tra gli altri e non è una cosa, di per sé, facile, pensando alla difficoltà di un saper vedere, in un universo in cui l’essere tutto immagine, comporta, una negazione stessa della sua espressività; la pittura di Mirta Maranca è ricca di riferimenti culturali al mondo dell’eros, inteso latu sensu, come volontà e rappresentazione di un avvolgimento, di uno stare insieme a tutto quanto esprime attrazione, piacere, dilatazione dei sensi fino a coprire l’intera corporalità virtuale di cui essa è protagonista. In questi anni è stata anche impegnata, e lo è tutt’ora, nella costruzione di una sua capacità di dialogo, che superasse il lirismo del monologo interiore, dedicandosi, oltre che alle sferzate che le provengono dalle sue esperienze e rimozioni personali, ad una attività critica di pittura su pittura o di pittura su parola. Mirta Maranca dimostra di essere un’artista a tutto tondo, le cui opere possono considerarsi documenti del nostro tempo, visti dalla sua particolarità femminile che decanta gli aspetti limacciosi presenti in ogni pretesto pittorico e accoglie tutto l’apollineo possibile e tutto il dionisiaco immaginabile. Il transito metaforico fa da retroterra alla sua pittura, simulandosi da contenitore ideale dei suoi silenzi che fanno da agente purificatore alle icone, allo specchio che in essa sono contenute, dilatandole e facendole sembrare enigmi del mondo interiore, al di là di ogni somiglianza con l’altro da sé, al di là di ogni compassione di tipo citazionistico, da pittura colta o da spirito narcisistico. Il fondo classico le appartiene stabilmente ed emerge dai mille particolari che infittiscono la trama delle opere, facendole diventare protagoniste di se stesse, per la possibilità di affrontare nodi della comunicazione, con un linguaggio espressivo per eccellenza, raffreddando gli spiriti bollenti del dover dire in favore di quelli del saper dire. La perturbazione romantica che l’accompagna, si erge come reazione agli stimoli congiunti del reale e del fantastico che si coniugano, ora come reale-fantastico, ora come fantastico-reale, assumendo le vesti della potenza e della leggerezza. La calligrafia pittorica di Mirta Maranca testimonia di un lavoro di pulizia della sua pittura, una raccolta d’energia che va verso l’essenzialità, la rarefazione del segno e la purezza del colore e questo si avverte in senso alto, come trasparenza di forma e di contenuto, come dilatazione del vedere e del piacere. DOPPIA IDENTITA’ Francesco Gallo Doppia, a volte tripla, identità, è quella che si sprigiona dalla tematica pittorica di Mirta Maranca, che da tempo segue un suo filo di discorso, basato sulla ricerca delle ragioni profonde dell’immagine che sale dallo sfondo in genere sibillino, potenzialmente rivolto sia all’affermazione, che alla negazione dell’uno col tutto. Questo, con una coloristica forte che taglia (con dei trionfi orizzontali o verticali che regalano atmosfere dense di umoralità) la tela, in segmenti di forte tensione plastica, a dispetto della stessa orizzontalità della pittura, della sua contaminazione fumettistica che le viene dalla Pop Art e dei suoi mille rivoli formali. Prevale una visione mediatica nella sua pittura, in un ideale confronto con i media che riempiono il nostro immaginario e poi provvedono a svuotarlo, per poi riempirlo ancora, con un alone di magia che si tramuta in schizofrenia, in una escursione che va dall’originario e dal mitico, per arrivare all’originale, alla metafisica del quotidiano. Mirta Maranca contamina la sua pittura con le suggestioni di tanti linguaggi espressivi che fa tutti confluire nella sua ricca psicologia della forma che si adatta a diventare tutto quello che lei vuole, mostrando una saldezza che è pari all’elasticità. In questo senso, siamo in una pittura vera, che ha la sua cifra espressiva precisa, capace di potersi confrontare con tematiche forti, di quelle che richiedono una capacità di entrare nell’altro, senza perdersi, anzi per arricchirsi di una nuova esperienza e marcare la propria presenza, la propria singolarità. La qualità di duplicarsi, triplicarsi, è manifestazione di forza, di un saper stare tra gli altri e non è una cosa, di per sé, facile, pensando alla difficoltà di un saper vedere, in un universo in cui l’essere tutto immagine, comporta, una negazione stessa della sua espressività; la pittura di Mirta Maranca è ricca di riferimenti culturali al mondo dell’eros, inteso latu sensu, come volontà e rappresentazione di un avvolgimento, di uno stare insieme a tutto quanto esprime attrazione, piacere, dilatazione dei sensi fino a coprire l’intera corporalità virtuale di cui essa è protagonista. In questi anni è stata anche impegnata, e lo è tutt’ora, nella costruzione di una sua capacità di dialogo, che superasse il lirismo del monologo interiore, dedicandosi, oltre che alle sferzate che le provengono dalle sue esperienze e rimozioni personali, ad una attività critica di pittura su pittura o di pittura su parola. Mirta Maranca dimostra di essere un’artista a tutto tondo, le cui opere possono considerarsi documenti del nostro tempo, visti dalla sua particolarità femminile che decanta gli aspetti limacciosi presenti in ogni pretesto pittorico e accoglie tutto l’apollineo possibile e tutto il dionisiaco immaginabile. Il transito metaforico fa da retroterra alla sua pittura, simulandosi da contenitore ideale dei suoi silenzi che fanno da agente purificatore alle icone, allo specchio che in essa sono contenute, dilatandole e facendole sembrare enigmi del mondo interiore, al di là di ogni somiglianza con l’altro da sé, al di là di ogni compassione di tipo citazionistico, da pittura colta o da spirito narcisistico. Il fondo classico le appartiene stabilmente ed emerge dai mille particolari che infittiscono la trama delle opere, facendole diventare protagoniste di se stesse, per la possibilità di affrontare nodi della comunicazione, con un linguaggio espressivo per eccellenza, raffreddando gli spiriti bollenti del dover dire in favore di quelli del saper dire. La perturbazione romantica che l’accompagna, si erge come reazione agli stimoli congiunti del reale e del fantastico che si coniugano, ora come reale-fantastico, ora come fantastico-reale, assumendo le vesti della potenza e della leggerezza. La calligrafia pittorica di Mirta Maranca testimonia di un lavoro di pulizia della sua pittura, una raccolta d’energia che va verso l’essenzialità, la rarefazione del segno e la purezza del colore e questo si avverte in senso alto, come trasparenza di forma e di contenuto, come dilatazione del vedere e del piacere. DOPPIA IDENTITA’ Francesco Gallo Doppia, a volte tripla, identità, è quella che si sprigiona dalla tematica pittorica di Mirta Maranca, che da tempo segue un suo filo di discorso, basato sulla ricerca delle ragioni profonde dell’immagine che sale dallo sfondo in genere sibillino, potenzialmente rivolto sia all’affermazione, che alla negazione dell’uno col tutto. Questo, con una coloristica forte che taglia (con dei trionfi orizzontali o verticali che regalano atmosfere dense di umoralità) la tela, in segmenti di forte tensione plastica, a dispetto della stessa orizzontalità della pittura, della sua contaminazione fumettistica che le viene dalla Pop Art e dei suoi mille rivoli formali. Prevale una visione mediatica nella sua pittura, in un ideale confronto con i media che riempiono il nostro immaginario e poi provvedono a svuotarlo, per poi riempirlo ancora, con un alone di magia che si tramuta in schizofrenia, in una escursione che va dall’originario e dal mitico, per arrivare all’originale, alla metafisica del quotidiano. Mirta Maranca contamina la sua pittura con le suggestioni di tanti linguaggi espressivi che fa tutti confluire nella sua ricca psicologia della forma che si adatta a diventare tutto quello che lei vuole, mostrando una saldezza che è pari all’elasticità. In questo senso, siamo in una pittura vera, che ha la sua cifra espressiva precisa, capace di potersi confrontare con tematiche forti, di quelle che richiedono una capacità di entrare nell’altro, senza perdersi, anzi per arricchirsi di una nuova esperienza e marcare la propria presenza, la propria singolarità. La qualità di duplicarsi, triplicarsi, è manifestazione di forza, di un saper stare tra gli altri e non è una cosa, di per sé, facile, pensando alla difficoltà di un saper vedere, in un universo in cui l’essere tutto immagine, comporta, una negazione stessa della sua espressività; la pittura di Mirta Maranca è ricca di riferimenti culturali al mondo dell’eros, inteso latu sensu, come volontà e rappresentazione di un avvolgimento, di uno stare insieme a tutto quanto esprime attrazione, piacere, dilatazione dei sensi fino a coprire l’intera corporalità virtuale di cui essa è protagonista. In questi anni è stata anche impegnata, e lo è tutt’ora, nella costruzione di una sua capacità di dialogo, che superasse il lirismo del monologo interiore, dedicandosi, oltre che alle sferzate che le provengono dalle sue esperienze e rimozioni personali, ad una attività critica di pittura su pittura o di pittura su parola. Mirta Maranca dimostra di essere un’artista a tutto tondo, le cui opere possono considerarsi documenti del nostro tempo, visti dalla sua particolarità femminile che decanta gli aspetti limacciosi presenti in ogni pretesto pittorico e accoglie tutto l’apollineo possibile e tutto il dionisiaco immaginabile. Il transito metaforico fa da retroterra alla sua pittura, simulandosi da contenitore ideale dei suoi silenzi che fanno da agente purificatore alle icone, allo specchio che in essa sono contenute, dilatandole e facendole sembrare enigmi del mondo interiore, al di là di ogni somiglianza con l’altro da sé, al di là di ogni compassione di tipo citazionistico, da pittura colta o da spirito narcisistico. Il fondo classico le appartiene stabilmente ed emerge dai mille particolari che infittiscono la trama delle opere, facendole diventare protagoniste di se stesse, per la possibilità di affrontare nodi della comunicazione, con un linguaggio espressivo per eccellenza, raffreddando gli spiriti bollenti del dover dire in favore di quelli del saper dire. La perturbazione romantica che l’accompagna, si erge come reazione agli stimoli congiunti del reale e del fantastico che si coniugano, ora come reale-fantastico, ora come fantastico-reale, assumendo le vesti della potenza e della leggerezza. La calligrafia pittorica di Mirta Maranca testimonia di un lavoro di pulizia della sua pittura, una raccolta d’energia che va verso l’essenzialità, la rarefazione del segno e la purezza del colore e questo si avverte in senso alto, come trasparenza di forma e di contenuto, come dilatazione del vedere e del piacere. DOPPIA IDENTITA’ Francesco Gallo Doppia, a volte tripla, identità, è quella che si sprigiona dalla tematica pittorica di Mirta Maranca, che da tempo segue un suo filo di discorso, basato sulla ricerca delle ragioni profonde dell’immagine che sale dallo sfondo in genere sibillino, potenzialmente rivolto sia all’affermazione, che alla negazione dell’uno col tutto. Questo, con una coloristica forte che taglia (con dei trionfi orizzontali o verticali che regalano atmosfere dense di umoralità) la tela, in segmenti di forte tensione plastica, a dispetto della stessa orizzontalità della pittura, della sua contaminazione fumettistica che le viene dalla Pop Art e dei suoi mille rivoli formali. Prevale una visione mediatica nella sua pittura, in un ideale confronto con i media che riempiono il nostro immaginario e poi provvedono a svuotarlo, per poi riempirlo ancora, con un alone di magia che si tramuta in schizofrenia, in una escursione che va dall’originario e dal mitico, per arrivare all’originale, alla metafisica del quotidiano. Mirta Maranca contamina la sua pittura con le suggestioni di tanti linguaggi espressivi che fa tutti confluire nella sua ricca psicologia della forma che si adatta a diventare tutto quello che lei vuole, mostrando una saldezza che è pari all’elasticità. In questo senso, siamo in una pittura vera, che ha la sua cifra espressiva precisa, capace di potersi confrontare con tematiche forti, di quelle che richiedono una capacità di entrare nell’altro, senza perdersi, anzi per arricchirsi di una nuova esperienza e marcare la propria presenza, la propria singolarità. La qualità di duplicarsi, triplicarsi, è manifestazione di forza, di un saper stare tra gli altri e non è una cosa, di per sé, facile, pensando alla difficoltà di un saper vedere, in un universo in cui l’essere tutto immagine, comporta, una negazione stessa della sua espressività; la pittura di Mirta Maranca è ricca di riferimenti culturali al mondo dell’eros, inteso latu sensu, come volontà e rappresentazione di un avvolgimento, di uno stare insieme a tutto quanto esprime attrazione, piacere, dilatazione dei sensi fino a coprire l’intera corporalità virtuale di cui essa è protagonista. In questi anni è stata anche impegnata, e lo è tutt’ora, nella costruzione di una sua capacità di dialogo, che superasse il lirismo del monologo interiore, dedicandosi, oltre che alle sferzate che le provengono dalle sue esperienze e rimozioni personali, ad una attività critica di pittura su pittura o di pittura su parola. Mirta Maranca dimostra di essere un’artista a tutto tondo, le cui opere possono considerarsi documenti del nostro tempo, visti dalla sua particolarità femminile che decanta gli aspetti limacciosi presenti in ogni pretesto pittorico e accoglie tutto l’apollineo possibile e tutto il dionisiaco immaginabile. Il transito metaforico fa da retroterra alla sua pittura, simulandosi da contenitore ideale dei suoi silenzi che fanno da agente purificatore alle icone, allo specchio che in essa sono contenute, dilatandole e facendole sembrare enigmi del mondo interiore, al di là di ogni somiglianza con l’altro da sé, al di là di ogni compassione di tipo citazionistico, da pittura colta o da spirito narcisistico. Il fondo classico le appartiene stabilmente ed emerge dai mille particolari che infittiscono la trama delle opere, facendole diventare protagoniste di se stesse, per la possibilità di affrontare nodi della comunicazione, con un linguaggio espressivo per eccellenza, raffreddando gli spiriti bollenti del dover dire in favore di quelli del saper dire. La perturbazione romantica che l’accompagna, si erge come reazione agli stimoli congiunti del reale e del fantastico che si coniugano, ora come reale-fantastico, ora come fantastico-reale, assumendo le vesti della potenza e della leggerezza. La calligrafia pittorica di Mirta Maranca testimonia di un lavoro di pulizia della sua pittura, una raccolta d’energia che va verso l’essenzialità, la rarefazione del segno e la purezza del colore e questo si avverte in senso alto, come trasparenza di forma e di contenuto, come dilatazione del vedere e del piacere. DOPPIA IDENTITA’ Francesco Gallo Doppia, a volte tripla, identità, è quella che si sprigiona dalla tematica pittorica di Mirta Maranca, che da tempo segue un suo filo di discorso, basato sulla ricerca delle ragioni profonde dell’immagine che sale dallo sfondo in genere sibillino, potenzialmente rivolto sia all’affermazione, che alla negazione dell’uno col tutto. Questo, con una coloristica forte che taglia (con dei trionfi orizzontali o verticali che regalano atmosfere dense di umoralità) la tela, in segmenti di forte tensione plastica, a dispetto della stessa orizzontalità della pittura, della sua contaminazione fumettistica che le viene dalla Pop Art e dei suoi mille rivoli formali. Prevale una visione mediatica nella sua pittura, in un ideale confronto con i media che riempiono il nostro immaginario e poi provvedono a svuotarlo, per poi riempirlo ancora, con un alone di magia che si tramuta in schizofrenia, in una escursione che va dall’originario e dal mitico, per arrivare all’originale, alla metafisica del quotidiano. Mirta Maranca contamina la sua pittura con le suggestioni di tanti linguaggi espressivi che fa tutti confluire nella sua ricca psicologia della forma che si adatta a diventare tutto quello che lei vuole, mostrando una saldezza che è pari all’elasticità. In questo senso, siamo in una pittura vera, che ha la sua cifra espressiva precisa, capace di potersi confrontare con tematiche forti, di quelle che richiedono una capacità di entrare nell’altro, senza perdersi, anzi per arricchirsi di una nuova esperienza e marcare la propria presenza, la propria singolarità. La qualità di duplicarsi, triplicarsi, è manifestazione di forza, di un saper stare tra gli altri e non è una cosa, di per sé, facile, pensando alla difficoltà di un saper vedere, in un universo in cui l’essere tutto immagine, comporta, una negazione stessa della sua espressività; la pittura di Mirta Maranca è ricca di riferimenti culturali al mondo dell’eros, inteso latu sensu, come volontà e rappresentazione di un avvolgimento, di uno stare insieme a tutto quanto esprime attrazione, piacere, dilatazione dei sensi fino a coprire l’intera corporalità virtuale di cui essa è protagonista. In questi anni è stata anche impegnata, e lo è tutt’ora, nella costruzione di una sua capacità di dialogo, che superasse il lirismo del monologo interiore, dedicandosi, oltre che alle sferzate che le provengono dalle sue esperienze e rimozioni personali, ad una attività critica di pittura su pittura o di pittura su parola. Mirta Maranca dimostra di essere un’artista a tutto tondo, le cui opere possono considerarsi documenti del nostro tempo, visti dalla sua particolarità femminile che decanta gli aspetti limacciosi presenti in ogni pretesto pittorico e accoglie tutto l’apollineo possibile e tutto il dionisiaco immaginabile. Il transito metaforico fa da retroterra alla sua pittura, simulandosi da contenitore ideale dei suoi silenzi che fanno da agente purificatore alle icone, allo specchio che in essa sono contenute, dilatandole e facendole sembrare enigmi del mondo interiore, al di là di ogni somiglianza con l’altro da sé, al di là di ogni compassione di tipo citazionistico, da pittura colta o da spirito narcisistico. Il fondo classico le appartiene stabilmente ed emerge dai mille particolari che infittiscono la trama delle opere, facendole diventare protagoniste di se stesse, per la possibilità di affrontare nodi della comunicazione, con un linguaggio espressivo per eccellenza, raffreddando gli spiriti bollenti del dover dire in favore di quelli del saper dire. La perturbazione romantica che l’accompagna, si erge come reazione agli stimoli congiunti del reale e del fantastico che si coniugano, ora come reale-fantastico, ora come fantastico-reale, assumendo le vesti della potenza e della leggerezza. La calligrafia pittorica di Mirta Maranca testimonia di un lavoro di pulizia della sua pittura, una raccolta d’energia che va verso l’essenzialità, la rarefazione del segno e la purezza del colore e questo si avverte in senso alto, come trasparenza di forma e di contenuto, come dilatazione del vedere e del piacere. DOPPIA IDENTITA’ Francesco Gallo Doppia, a volte tripla, identità, è quella che si sprigiona dalla tematica pittorica di Mirta Maranca, che da tempo segue un suo filo di discorso, basato sulla ricerca delle ragioni profonde dell’immagine che sale dallo sfondo in genere sibillino, potenzialmente rivolto sia all’affermazione, che alla negazione dell’uno col tutto. Questo, con una coloristica forte che taglia (con dei trionfi orizzontali o verticali che regalano atmosfere dense di umoralità) la tela, in segmenti di forte tensione plastica, a dispetto della stessa orizzontalità della pittura, della sua contaminazione fumettistica che le viene dalla Pop Art e dei suoi mille rivoli formali. Prevale una visione mediatica nella sua pittura, in un ideale confronto con i media che riempiono il nostro immaginario e poi provvedono a svuotarlo, per poi riempirlo ancora, con un alone di magia che si tramuta in schizofrenia, in una escursione che va dall’originario e dal mitico, per arrivare all’originale, alla metafisica del quotidiano. Mirta Maranca contamina la sua pittura con le suggestioni di tanti linguaggi espressivi che fa tutti confluire nella sua ricca psicologia della forma che si adatta a diventare tutto quello che lei vuole, mostrando una saldezza che è pari all’elasticità. In questo senso, siamo in una pittura vera, che ha la sua cifra espressiva precisa, capace di potersi confrontare con tematiche forti, di quelle che richiedono una capacità di entrare nell’altro, senza perdersi, anzi per arricchirsi di una nuova esperienza e marcare la propria presenza, la propria singolarità. La qualità di duplicarsi, triplicarsi, è manifestazione di forza, di un saper stare tra gli altri e non è una cosa, di per sé, facile, pensando alla difficoltà di un saper vedere, in un universo in cui l’essere tutto immagine, comporta, una negazione stessa della sua espressività; la pittura di Mirta Maranca è ricca di riferimenti culturali al mondo dell’eros, inteso latu sensu, come volontà e rappresentazione di un avvolgimento, di uno stare insieme a tutto quanto esprime attrazione, piacere, dilatazione dei sensi fino a coprire l’intera corporalità virtuale di cui essa è protagonista. In questi anni è stata anche impegnata, e lo è tutt’ora, nella costruzione di una sua capacità di dialogo, che superasse il lirismo del monologo interiore, dedicandosi, oltre che alle sferzate che le provengono dalle sue esperienze e rimozioni personali, ad una attività critica di pittura su pittura o di pittura su parola. Mirta Maranca dimostra di essere un’artista a tutto tondo, le cui opere possono considerarsi documenti del nostro tempo, visti dalla sua particolarità femminile che decanta gli aspetti limacciosi presenti in ogni pretesto pittorico e accoglie tutto l’apollineo possibile e tutto il dionisiaco immaginabile. Il transito metaforico fa da retroterra alla sua pittura, simulandosi da contenitore ideale dei suoi silenzi che fanno da agente purificatore alle icone, allo specchio che in essa sono contenute, dilatandole e facendole sembrare enigmi del mondo interiore, al di là di ogni somiglianza con l’altro da sé, al di là di ogni compassione di tipo citazionistico, da pittura colta o da spirito narcisistico. Il fondo classico le appartiene stabilmente ed emerge dai mille particolari che infittiscono la trama delle opere, facendole diventare protagoniste di se stesse, per la possibilità di affrontare nodi della comunicazione, con un linguaggio espressivo per eccellenza, raffreddando gli spiriti bollenti del dover dire in favore di quelli del saper dire. La perturbazione romantica che l’accompagna, si erge come reazione agli stimoli congiunti del reale e del fantastico che si coniugano, ora come reale-fantastico, ora come fantastico-reale, assumendo le vesti della potenza e della leggerezza. La calligrafia pittorica di Mirta Maranca testimonia di un lavoro di pulizia della sua pittura, una raccolta d’energia che va verso l’essenzialità, la rarefazione del segno e la purezza del colore e questo si avverte in senso alto, come trasparenza di forma e di contenuto, come dilatazione del vedere e del piacere. vv

scritto da Mirta Maranca alle ore 00:24:45



FARE LA SPESA COSTA SEMPRE DI PIU, IL GOVERNO NON STABILISCE QUANTO DEVE COSTARE UN PRODOTTO ALIMENTARE E PROPRIO UNA GIUNGLA E CHI SI SVEGLIA PRIMA LA MATTINA FA IL PREZZO PIU ALTO, DICONO CHE LA COLTA E DEL PETROLIO CHE AUMENTA, E' SOLO UN PRETESTO, ALLORA PERCHE I PRODOTTI A CHILOMETRI ZERO DI CUI SI PARLA TANTO SUBISCONO ALCHE LORO GLI AUMENTI? VI DIRO' DI PIU' NELLA MIA CITTA' (CHIETI) UN LITRO I LATTE UHT PARZIALMENTE SCREMATO COSTA €1,19 E VIANE PRODOTTO A UN KM DI DISTANZA DALLA MIA ABITAZIONE, MENTRE UN LITRO DI LATTE UHT PARZIALMENTE SCREMATO. PROVENIENTE DALL'EMILIA ROMAGNA A CENTINAIA DI KILOMETRI COSTA € 0,65 - MEDITATE GENTE, MEDITATE

scritto da MINNITI FRANCESCO alle ore 21:13:06



ORMAI L'ESSENZA DEI CERVELLI DEGLI ITALIANI SONO SPARITI, DISSOLTI, INGLOBATI NEI MASS MEDIA CHE NE DETENGONO IL POTERE CON CONSUGUENZE ALQUANTO PREOCCUPANTI. IL MIO E ANCORA ANCORATO ALLA BASE CRANICA, DOPO QUESTE E ELZIONI CHE SONO UNA FARSA IN TUTTI I SENSI, ANZI COME UN PROGRAMMA TRASH DI CANANLE 5, MI SENTI PIU TRANQUILLO PIU RILASSATO, CANTO ANCHE E MI SONO EMARGINATO TUTTO CONTENTO. VOI DIRETE PERCHE, PERCHE ORMAI SIAMO TUTTI COLONIZZATI E CE CHI PENSERA A NOI, CHI RISOLVERA I NS PROBLEMI ESISTENZALI ATTUALI....IL RESTO E PURE FOLLIA

scritto da bruce lee alle ore 20:00:15



finalmente dopo tanto obbrobrioso "teatrino della politica" il nano cipria è riuscito a fare uno sgorbio di governo con una squadra doppia di quella prevista...e noi siamo messi proprio molto male.

scritto da compagno pasquale alle ore 11:14:57



finalmente dopo tanto obbrobrioso "teatrino della politica" il nano cipria è riuscito a fare uno sgorbio di governo con una squadra doppia di quella prevista...e noi siamo messi proprio molto male.

scritto da compagno pasquale alle ore 11:14:34



finalmente dopo tanto obbrobrioso "teatrino della politica" il nano cipria è riuscito a fare uno sgorbio di governo con una squadra doppia di quella prevista...e noi siamo messi proprio molto male.

scritto da compagno pasquale alle ore 11:14:07



finalmente dopo tanto obbrobrioso "teatrino della politica" il mitico cipria è riuscito a dare corpo ad uno sgorbio di governo nonostante la squadra è doppia di quella prevista...poveri noi in che mani siamo messi,male.

scritto da compagno pasquale alle ore 11:11:00



CARI EX COMPAGNI SVEGLIAMOCI CHE E' ORA PASSATA DA UN BEL PEZZO E SE CONTINUIAMO CON QUESTO ANDAZZO IL NANO SILVIO RESTERA' A PALAZZO CHIGI PER TUTTA LA VITA

scritto da compagno pasquale alle ore 12:08:55



CARI EX COMPAGNI SVEGLIAMOCI CHE E' ORA PASSATA DA UN BEL PEZZO E SE CONTINUIAMO CON QUESTO ANDAZZO IL NANO SILVIO RESTERA' A PALAZZO CHIGI PER TUTTA LA VITA

scritto da compagno pasquale alle ore 12:08:32



CARI EX COMPAGNI SVEGLIAMOCI CHE E' ORA PASSATA DA UN BEL PEZZO E SE CONTINUIAMO CON QUESTO ANDAZZO IL NANO SILVIO RESTERA' A PALAZZO CHIGI PER TUTTA LA VITA

scritto da compagno pasquale alle ore 12:08:21



Nerves “La fluidità del pensiero” Dino Del Vecchio Francesco Minniti riconduce sul piano del linguaggio figurale un lavoro allo stesso tempo fisico e concettuale che, in prima istanza, vive nella immaterialità per riflettersi in una sorta di “tessitura” nutrita di materia pittorica. Direi che soprattutto, nella prima metà degli anni Novanta, il sistema ibrido (pittura e fotografia), e la manipolazione ha sostenuto alternativamente sui differenti registri combinatori una de-realtà; quella della fantasia proiettiva, in grado di indurre a nuove visioni comunicative, e raffigurazioni proprie della realtà. Tale consapevolezza sul piano dell’immagine, e soprattutto sul piano della riflessione, assume notevole importanza in quella “multivisione” della ricerca individuata nel bacino di internet. In tale direzione l’artista, in sintonia con il medium avanzato alla tecnologia, tocca i temi della tradizione paesaggistica alternativamente con la prassi manuale-artigianale, quanto alterata di cromatismi in rapporto ravvicinato al computer. Così piuttosto incline alla sperimentazione, in particolare con la fotografia digitale e col video, l’artista entra virtualmente in quel territorio misterioso e sospeso, che offre un’analoga dimensione ludica-fabulatoria protesa ad evocare con la susseguente trasposizione sulla tela, e sovrapposizioni ligie al pittoricismo, la libertà espressiva e immaginifica della natura. Se fosse possibile sottolineare un confine del desiderio, sul fragile terreno della nostalgia, in rapporto alla visività delle opere si avvertirebbe l’ansia e l’insoddisfazione per il presente e la minaccia per il futuro. In ciò la possibilità di ritrovare tramite la fantasia, rassicuranti lidi identitari di memorie, ovvero procedere in una sorta di ricostruzione del reale, coltivando utopie che portano a incontrollabili desideri di purezza. Rintracciare elementi di vicinanza con altri artisti che operano in Italia, anche laddove si profila una prassi ricorrente alla figurazione, e sottolineature forti per l’utilizzo tecnologico, è forse opportuno ad introdurre una visione partecipata del reale su alcuni elementi strappati al flusso dinamico, e portati al plotter modulati sui diversi toni pittorici. La prima fase di ricerca sull’alterazione, nel rapporto con la macchina, e virtualmente autoritratta con lo scanner, permette a Minniti di selezionare e scegliere alcune parti o meglio micro-parti, che portino ad una pluralità di interpretazioni. Per lo più presenta cicli pittorici focalizzati essenzialmente sui luoghi immaginari, che più si prestano a tradurre la sua visione atemporale della e sulla natura. Sul piano di incontro-scontro tra pittura e riproduzione, la definizione di spazi cosmici stilisticamente connotati proiettano ad un territorio lontano definibile tra la memoria e il sogno, dove talvolta appaiono crateri e masse fluide indissolubilmente dell’universo, o, di chissà quale landa planetaria. La Scena artistica italiana viene indicata, nel corso degli ultimi decenni, di moderno respiro internazionale; anche se culturalmente le radici identitarie del soggetto creatore, riconducono al livellamento invece che riscoprire il sentimento etico del genius loci: (le tensioni culturali delle più dirette esperienze, confermate nella distanza dalla cultura di massa). L’azione di Minniti conclude nella visione soggettiva e emozionata della realtà e trasfigura in ciò che figuralmente ritrae l’iniziale riconoscibilità del riferimento oggettivo dalla soggettiva astrazione del reale. Dunque il piano visivo e quello mentale intrecciano sul supporto-quadro con la precisione fotografica, e le materie gestuali-espressive arricchite di lirismo, e molteplicità di richiami alla natura con particolare attenzione agli “spazi” in cui si sviluppa. Possiamo sostenere che la sua arte, il suo linguaggio mediologico incrocia la scena contemporanea; in un determinato sussulto ludico, proprio della cultura artistica post-moderna. In tal senso egli estende dal microcosmo un sistema rizomatoso più ampio e iterattivo dello “spazio ideale” per la successiva traduzione estetica. Si vede, in questo modo, un differente punto di osservazione sulle diverse discipline che portano allo scambio formativo col chiaro interesse a realizzare e progettare un multilivello interdisciplinare e vitalizzante della contaminazione ibrida. Davanti alla pura ambientazione, sulla quale si determina l’interpretazione poetica, che riveste l’opera virata nei colori fondamentali e rielaborata manualmente, una complessa e rigorosa ricerca determina in quelle proposte, alterate e ambigue, sottolineate più forti nella serie delle “Montagne” dalle gole profonde e irraggiungibili una scena sospensiva di eventi tragici. L’interesse è quello di evidenziare la tensione percettiva; che si ritrova in particolari ambientazioni, sullo sfondo astratto dai colori più acidi e aggressivi rimarcando forme inquiete di solitudine. La modificazione della realtà presenta l’elaborazione immediatamente percepibile della “contraffazione” da cui prende forza l’alterazione del paesaggio - trasportato sulla tela e ridipinto - che avvicina all’idea nostalgica del “recupero” atmosferico e climatico ideale. Anche quando l’artista presenta le sue interpretazioni del Cosmo astrale, al quale si avvicina componendo microforme al computer, da riportare sulla tela, indaga sull’esistenza di mondi paralleli manipolando l’immagine ad approssimare zone dell’universo - inconoscibili. Il (suo) desiderio, quello di Francesco Minniti o anche il nostro di tutti, si caratterizza nei lavori riprodotti in grande dimensione; dove l’esigenza di raggiungere la purezza da origine ad una sensazione di nostalgia per un tempo perduto. Così alcuni particolari, che più si evidenziano nel favolistico paesaggio, in cui si impone la naivetè del colore, che ritroviamo piacevolmente nei disegni dei bambini, sollecitano la nostra memoria riconducendo in nostro pensiero al tempo spensierato della nostra esistenza. Immagini legate alla percezione caratterizzano il lavoro creativo dai primi quadri ad olio, alle elaborazioni tecniche e alle sovrapitture - tangibili e palpabili di fisicità del colore - fitto di giochi d’ombra e corpose pennellate capaci di ricomporre l’espressività delle forme. Laddove l’artista sceglie piccoli fotogrammi, cosciente di vivere in un’era in cui la tecnologia rappresenta un reale mondo parallelo alle discipline tradizionali dell’arte. Una concentrata visione oculare, rigorosamente controllata del particolare, consente di raggiungere inaspettate soluzioni che danno origine una volta ingrandite, ad un immaginario macrocosmo presentato in fermo immagine e ricostruito per la texture. Dunque non più sottratta dai Media, (come per altro abbiamo visto fare nei primi anni Ottanta), ma il frutto di una personale ricerca, condotta con avanzati mezzi, ad un rinnovato ambito di indagine fra arte e scienza. Partendo da immagini precedentemente dipinte l’artista con la sua idea di “Microarte” che si espande, pone in una linea d’intersezione, tra reale immaginario e apparizioni, una realtà altra: da intendersi conoscitiva di quanto egli intende proporre visivamente. L’attualità della proposta, che vive nella fase di contaminazione, accresce quelle rivisitazioni-elaborazioni e raggiunge stilemi opposti alla distanza dalla pittura basica: verso instabili processi orbitanti, come un meteorite concentrato alla diversione iconografica sul concetto onirico di riconoscibilità. In questo ambito di ripetizione/trasformazione addensano le peculiarità della Webart; con sofisticate sostituzioni giocate sulla suggestione dei colori che accidentalmente rivelano una sorta di condiscendenza strutturale di nuove “macrocromie”. Da quì la radicale tendenza ad estetizzare al massimo le sue citazioni; inconsuete e psichedeliche del colore “innaturale” della stampa, in una sorta di realtà parallela la cui complessità ci appare congrua di infiniti possibili trasformazioni e spostamenti dall’originale “sinopia”. Francesco Minniti modula paesaggi “immortali” dipingendo non un falso, ma il vero più vero, platealmente nascosto e prelevato in micro-dosi, che trova sul dipinto grazie alla monoculare azione-visione dell’occhio, vigile e attento al ricupero, che da tale frammento parcellizzato visualizza variazioni e versioni aggiornate dalla digitalizzazione. Si perde il confine tra reale e artificiale; quando l’artista inquadra in modo ravvicinato una piccola parte di un’opera già precedentemente dipinta, creando tramite il viraggio digitale, che consente il senso di straneamento, una dimensione spaziale frutto della simulazione, grazie a semplici quanto sofisticate procedure. Imprevedibile l’effetto che innesca l’ampia gamma cromatica dei lavori; fantasticamente mediatizzati in quella che possiamo definire “teoria dei tipi”. In tale prospettiva concettuale emerge il processo di elaborazione formale; ricondotto poi ad una diretta rappresentazione complessa che viene adattata allo spazio fisico della tela, in un panorama di dettagli dove astrazione e riconoscibilità formano un’organismo dalle delicate varianti. Minniti è un regista incantato dello spazio pittorico; sulla verifica delle possibilità che offre una “micro-cellula” ingrandita per lievitare con un moto di espansione tra riverberi e forme ondulate. Lungo quella via di fuga, che è il nostro sguardo l’atto di spostare l’occhio fino al punto giusto in modo da cogliere, fuggevolmente, segni e masse informi che si stagliano mobili e attive, in quei meandri inconoscibili della fantasia sollecitata, provocata, e dunque strenuamente ricercata con perseverante impegno. La presenza di linee curve, trame e grovigli, moduli informi insiste sul filo sottile della placenta foto-pittorica dai rimandi semantici tra metafora e immaginario, e connessione col mondo astrale e mappature astratte/figurali. L’opera così definita è l’estensione fluida della matrice sottoposta allo scavo intellettivo dell’autore, che impone tramite l’azione di pensiero fluido (nerves) infinite alternative che la modalità di intervento suggerisce, con un sensibilismo critico che è il terzo occhio dell’artista. Il punto di partenza originale, dunque, è il quadro - precedentemente dipinto - che unisce la tradizione alla contemporaneità. In questo caso un’idea virtuale della pittura, e del minimo di quantità che si utilizza una volta sottratta chirurgicamente col bisturi digitale, (che è il mouse), generando spostamenti di senso per l’ulteriore visione studiata e precisata in immagine straniante e metafisica. Il conflitto tra progetto e la sua realizzazione si risolve nella trasformazione/traduzione, tra senso e non-senso dove, ad esempio, un fondale in continuo mutamento, prospettive di un’esplosione cosmica, sopraelevano un non-luogo in virtù di una prima “animazione computerizzata” che diviene, in quel modo, immenso deposito di viraggi virtuali costruiti in chiave digitale sul web. Spesso si tratta di simulare dalla traccia iniziale il rovesciamento/riversamento di metaforici territori che per incanto trasmutano illusorie e iperdefinite immagini informi. Così si apre un mondo intermedio delle idee-immagini; sostanze rarefatte, masse immateriali archetipi della contestuale azione del pennello elettronico, che porta ad un mix iconico-aniconico nel campo aperto alle infinite possibilità che offre il caso. Tutto ciò appartiene di diritto a Francesco Minniti; che giunge ad elevare sul piano percettivo e psicologico, partendo dalla natura originaria di pittore, un suo desiderio (quasi utopico) di ricodificare immagini mentali in quel sistema ulteriormente ri-definito in forma pittorica. Laddove diventa possibile ciò che è impossibile con i mezzi tradizionali del dipingere, pur attingendone iniziali strategie determinate dalla prassi pittorica, entra poi in una dimensione dove il ribaltamento visivo ridispone, con sorpresa, ad una lettura fenomenica della natura. Resta il pensiero che un ipotetico futuro paradossalmente già presente, resti il tema principale per una riflessione concettuale sulla creatività interessando, invece, la ricerca sul piano tecnologico e sulla linea ormai attualissima di progressivo ampliamento del world, che ha trasformato il modo di concepire l’arte, e perciò il modo di affrontare la vita. Il ludico estro creativo, sul filo sottile dell’ironia e dell’esperienza porta Francesco Minniti a svolgere un ruolo proprio e autoriale di identità informatica, fino ad ottenere un lisergico panorama visuale stampando al plotter, con un parallelo avanzamento della tecnica, soglie inaspettate di creatività…- (real-life)

scritto da Francesco Minniti alle ore 21:16:03



Comunico la mostra personale di Francesco MInniti - MIARTIM -dal titolo "NERVES" (LA FLUIDITA' DEL PENSIERO) a cura di DINO DEL VECCHIO presso "L'ALTERNATIVA" AAssociazione Culturale Via Gorizia n. 1 Giulianova Lido (TE) dal 1° Giugno al 14 Giugno 2008, inaugurazione 1° Giugno 2008 ore 17,30 - Orario visite: tutti i giorni dalle 17,30 alle 20,30

scritto da Francesco Minniti alle ore 11:50:34



Per dire basta bisogna fare qualcosa, io cerco di farlo cosi... www.Italiamia.info e su www.myspace.com/italia_mia attendo commenti e idee e sopratutto adesioni. Per favore rispondetemi su myspace, grazie

scritto da paolo alle ore 09:56:41



Solo per sapere... ma Luana c'è ancora? o non c'è più?????....

scritto da Diogene alle ore 17:15:43



Guardate Icebergnews. Un programma autoprodotto sul mondo della cultura che faccio insieme a Paolo. www.icebergnews.it
ciao Marino

scritto da marino alle ore 12:25:20



Guardate Icebergnews. Un programma autoprodotto sul mondo della cultura che faccio insieme a Paolo. www.icebergnews.it
ciao Marino

scritto da marino alle ore 12:25:00



WINNIE è UNA MERDACCIA!!

scritto da PICCHIO DI MARE alle ore 19:54:44



Cerchiamo di vivacizzare un po' questo "torpido" blog (che sembra più un forum... poco male, se si può liberamente parlare) con un discorso da "sesso degli angeli".
Dunque, mercoledì sera (20.02.2008), mi è capitato di guardare sulla LA7 il programma L'INFEDELE di Gad Lerner, in cui prendendo le mosse dalla (insulsa) "moratoria su l'aborto" del noto "ciccione", si dibatteva il problema dei feti, dell'esistenza dell'anima e tutte quelle altre cose collegate, con politici, teologi, filosofi, atei, sociologi, suore etc... Io ovviamente NON... ero-stata-invitata (ha ha ha!)... fossi stata, avrei detto:
Ritengo che il problema sull'anima sia mal posto perchè:
1) - Prima di domandarsi se una certa "cosa" esista o meno, dobbiamo domandarci cos'è 'sta cosa di cui vogliamo investigare l'esistenza.
2) - ... ergo... cosa "sarebbe" quest'anima????...
3) - interrogati sapienti e volgo, ne vengono fuori tante definizioni diverse quante sono le persone interrogate. Quella che "confusamente" va per la maggiore sarebbe quella che vede come "indizio" dell'anima l"espressione" (?) e/o la manifestazioni dei sentimenti e dell'attività (incorporea ?) intellettuale...
4) - Il che è macroscopicamente sbagliato, perchè basta un bicchiere di vino in più, o altri interventi chimici e fisici sul "corpo" umano (cervello e non) per modificare sentimenti, attività intellettuali, e conseguenti comportamenti... questo vuol dire:
a. - ... o che l'anima è un "comportamento" del corpo e da questo "dipendente"... -- con che va a farsi benedire il concetto di "cosa infusa" indipendente dal corpo e quindi "possibilmente" immortale rispetto a questo, nonchè il principio del "libero arbitrio" (tanto amato dalle gerachie ecclesiastiche).
b. - ... oppure che le manifestazioni di valenza intellettuale non sono altro che ordinarie manifestazioni fisiologiche della specificità funzionale dell'organo che le esercita (cioè, come un braccio può esprimere più o meno forza, le gambe più o meno velocità nel correre... ma nè il correre nè la forza non sono "anima" o cosa indipendente dalla specificità dell'organo che le esprime).
A questo punto, ne consegue che è come se si stesse parlando del "piumaggio delle ali degli asini volanti" senza aver mostrato che questi esistano... discorso cioè di nessuna valenza scientifica, logica, o religiosa, o di semplice buon senso... -- almeno di non voler ammettere che i discorsi religiosi sono discorsi di nessun "buon senso".
(Ma credo... che di tutto quanto soprà... scoprirò presto come stanno le cose veramente... e... magari cercherò di farvelo sapere... via Blog NAMIR... promesso!...)

scritto da Diogene alle ore 11:47:58



Gli attacchi alla 194 sono una follia!!!!!!! E’ incredibile che con tutti i problemi che abbiamo in Italia oggi ,gente come Ferrara ex ateo comunista tra l’ altro ,forse…. presenti sua lista in parlamento per prossime elezioni per perorare questa causa della moratoria dell’ aborto !!!!!. LA VIOLENZA E L’ INGERENZA DEL VATICANO SU QUESTA REPUBBLICA LAICA E RETTA DA UNA COSTITUZIONE DEMOCRATICA E’ INSOPPORTABILE ..PERCHE’ STRUMENTALE ,FALSA ED INUTILE A SERVIRE A QUALSIASI MUTAZIONE POSITIVA DELL’ ESISTENTE….. ESSA FA’ LEVA SOLO SULL’ EMOTIVITA’ DEI CREDENTI E DI POLITICI FALSI E PAGATI, A SOSTENERE PISTE….. FUORVIANTI DALLA SOLUZIONE DEI PROBLEMI ATTINENTI LA VITA E LA DIFESA DELLA CONDIZIONI DELLE FAMIGLIE ITALIANE …CHE CON LO SBANDIERATO FAMILY DAY NON HANNO OTTENUTO GIOVAMENTI,.. SE NON IL RINCARO GENERALIZZATO DEI PREZZI E IL DECADIMENTO ULTERIORE LORO POTERE D’ ACQUISTO SU DATI INFLAZIONE MENZOGNERI ! E’ OGGI uscito un articolo preoccupante su Liberazione di un blitz al Policlinico di Napoli Di cui ne allego una parte : Aborto, è caccia alle streghe: la polizia irrompe al Policlinico di Davide Varì “Un blitz, una sofisticata e repentina operazione di polizia per cogliere il colpevole - anzi, la colpevole - in flagranza di reato: il «reato di feticidio». Nella realtà un aborto del tutto ordinario ed entro i termini previsti dalla legge 194. E' successo l'altro ieri sera al Policlinico dell'Università Federico II di Napoli. Erano le 18 della sera circa quando sei poliziotti hanno fatto irruzione nel reparto di ostetricia. Un'azione scattata dopo una segnalazione telefonica, a quanto pare non anonima, che parlava di "feticidio in corso". L'"assassina", una trentanovenne di Napoli, era lì per abortire a causa di una grave malformazioni fetale. Un'operazione del tutto ordinaria se non fosse che la feroce campagna antiabortista sta condizionando comportamenti e linguaggio fino a quasi rasentare il grottesco.” Fatto increscioso ed incredibile !Bisognerebbe chiedere al sancto padre dott Ratzingher …papa come mai se egli vuole difendere cosi’ accanitamente la vita,non dice nulla quando essa viene negata dalla MALASANITA’ ad esempio CALABRESE ove si puo’ morire per qualsiasi cosa per:- un appendicite , per un infarto ,in ospedali gestiti dalla n’ drangheta che dirottano i pazienti che possono,… su criminali cliniche private o ad emigrare al nord per salvare la pelle di bambini e di anziani !! Ed anche come mai con stessa virulenza non difenda le morti bianche sul lavoro 3al giorno in media in Italia!!!!!! di poveracci che vengono triturati da ingranaggi , bruciati vivi stile TiessenKrupp o uccisi cadendo da impalcature e da lavori da BESTIE ! Il Vaticano invece nel suo furore antiDICO ,e contro alla fecondazione assistita…. ha invece indotto il parlamento delle Repubblica o ad incepparsi o a varare una legge scandalo sulla FECONDAZIONE che non consentendo indagini prenatali, espone chi vuole procreare al rischio di malformazioni ed oltretutto impedisce a chi e’ sterile di ottenere una gravidanza con la fecondazione eterologa che viene praticata all’ estero e con costi esorbitanti da parte di chi VUOLE LA VITA !!!!! IL VATICANO MAI PARLA AD ESEMPIO DEL FATTO CHE IN PAESI SCANDINAVI E NORD EUROPEI SIA PRASSI NORMALE CHE GLI STATI OFFRANO ASSISTENZA COMPLETA ALLE RAGAZZE MADRI…. CHE VENGONO MANTENUTE ASSISTITE CON ALLOGGI A BASSO PREZZO E SUSSIDI ……CHE QUI NON CI SONO C’E IL DEBITO PUBBLICO ETERNO COME LA CHIESA DI ROMA !!!! PERCHE’’ NOI OLTRE ALLA CASTA DEI POLITICI…….. DOBBIAMO SOPPERIRE ANCHE ALL’ ALTRA….. DEL VATICANO…… CHE NON VERSA UN CENTESIMO DI ICI ALLO STATO!!!!!….. E POSSIEDE FABBRICATI DI LUSSO NEI CENTRI DELLE PRINCIPALI CITTA’….. SENZA SCOPI DI CULTO ALCUNO!!! MA .. AFFITTATI A FINI DI LUCRO A PREZZI DI MERCATO . CHE NON COMPAIONO NEI DISCORSI DEL SIG .PAPA ! Vorremmo quindi se il sig Papa e lo stato che rappresenta onesto e cristiano come dice d’ essere……. che avrebbe persino maggior efficacia pastorale se….. LE PROPRIETA’ NON AD USO RELIGIOSO ……..egli decretasse che sono soggette al pagamento dell ICI come tutte le altre contribuendo cosi’ proprio in direzione della VITA!!!!! CHE TANTO GLI STA’ A CUORE !.. INDICANDO AD ESEMPIO PER LE RAGAZZE MADRI IN CAMBIO DI ABORTIRE, SOLUZIONI CIVILI COME IN NORD EUROPA, CHE QUI NON CI SONO PERCHE’ LE SOMME DESTINATE A SOCIALE ….. VANNO TUTTE AD ALIMENTARE LE CASTE DI CUI ANCHE IL “SANTO STATO PONTIFICIO”….. NE E’ PARTE….. MA CON LA PRETESA NON CONTENTO!!!!! DI VOLER PERSINO CONDIZIONARE LA VITA DELLA NOSTRA REPUBBLICA CHE E’ LAICA ! SENZA OFFRIRE SOLUZIONE ALCUNA SALVO INNERVARE GLI UMORI NEFASTI DELLA REAZIONE PIU’ OTTUSA ED INUTILE, AL CONSEGUIMENTO DI QUEGLI OBIETTIVI POSITIVI SULLA FAMIGLIA,/CHE INVECE NELL’ ANDAZZO….. CONSENTONO CHE ESSA …….SI IMPOVERISCA E SEMPRE DI PIU’ ! SOGNO mercoledì 13 febbraio 2008

scritto da SOGNO alle ore 15:36:28



a breve ci sara' il giorno della memoria di FALCONE E BORSELLINO - leggetevi MAFIAGRAFFITI - in namir e capirete come lo stato allora fece accordi con la mafia...altro che memoria ci sarebbe da dimenticare.

scritto da luana alle ore 13:08:51



a breve ci sara' il giorno della memoria di FALCONE E BORSELLINO - leggetevi MAFIAGRAFFITI - in namir e capirete come lo stato allora fece accordi con la mafia...altro che memoria ci sarebbe da dimenticare.

scritto da luana alle ore 13:08:51



In questo primaverile clima di un calante inverno... se c'è ancora qualcuno... che batta un colpo!
(di tanto in tanto)

scritto da Diogene alle ore 12:24:00



E' morta a (97 anni) la mamma di Berlusconi... e si eh!... queste mamme all'antica si sacrificano sempre per i... "figli"... Ci conforta però l'idea che sarà sicuramente andata in... un "paradiso fiscale". Amen

scritto da Diogene alle ore 14:57:08



Il paese dei Don Rodrigo … Per comprendere quello che succede oggi ,con l’ ennesima crisi di governo e accessorie pantomime per votare probabilmente per non cambiare nulla ,bisognerebbe sforzarsi di leggere ed intelleggere alcuni conti che nella storia di questi ultimi 15 anni non risultano chiari e non tornano .Ad esempio” tangentopoli” Tangentopoli(from Wikipedia ) è il nome con cui fu ribattezzata dalla stampa la città di Milano all'inizio delle numerose inchieste per corruzione, concussione e finanziamento illecito dei partiti scattate dopo l'arresto del presidente del Pio Albergo Trivulzio, Mario Chiesa, avvenuto a Milano il 17 febbraio 1992. Per estensione il termine Tangentopoli è venuto ad indicare il sistema basato su corruzione, concussione e finanziamenti illeciti che, messo progressivamente a nudo nel corso dell'inchiesta Mani pulite, è stato attribuito ad una parte della storia d'Italia, la cosiddetta prima repubblica (per differenziarla dalla cosiddetta seconda repubblica, cioè l'epoca successiva all'inchiesta). Cito questo importante passaggio nella vita della nostra nazione perche’ quel processo è strettamente legato a quanto ancor oggi evidenzia la cronaca recente e la fibrillazione del sistema politico ed amministrativo in Italia. Quel processo pilotato dall’ alto e’ sicuramente figlio dei poteri che diedero il via ad una sorta di “repulisti” ,non fu in realta’ volto ad un processo riformatore ma bensi’ alla discesa in campo di poteri che probabilmente furono attori nel determinare il corso successivo alla cosiddetta 2° Repubblica. Infatti essa si configuro’ ad esempio nello smantellamento da parte del governo Prodi di tutta una serie di impianti su cui si era fondato fino ad allora il sistema finanziario . La privatizzazione delle banche di proprieta’ dello stato mise in campo energie e territori di conquista GIGANTESCHI a consolidare lobby che riuscivano ad impadronirsi di rilevantissimi settori dell’ economia che dal controllo dell’ apparato politico consociativo precedente DC e Pci passava ai” poteri forti” ,cioe’ l’ insieme delle societa’ e dei segmenti che probabilmente erano dietro al via libera ai giudici che diedero vita alla” fronda” del 1992. Infatti la storia della repubblica fu intrisa nell’ impotenza dei giudici che erano sistematicamente fin li’ stati quasi sempre impediti a procedere nelle loro funzioni ,tanto che prospero’ la mafia meridionale e le strade furono bagnate dl sangue di molti servitori dello stato quindi se non vi fosse stato uno sponsors potentissimo, i giudici di Milano come oggi è per la Forleo e De Magistris , sarebbero stati inceppati , o uccisi come Falcone e Borsellino. Quindi “una giustizia ad orologeria”,… condizionata da lobby che appaiono poco nel “circo mediatico” ma come burattinai occulti sanno sempre dare la spinta giusta nella direzione piu’ opportuna e conveniente ai loro interessi E’ evidente che i mali italiani non possono essere ascrivibili a fattori di natura o di cultura etnica razziale di italico sottosviluppo ma per risultanza di un potere che dal 1945 in poi ha sempre accompagnato e silenziosamente il delinearsi della vita di questo paese. Oggi nuovamente questi poteri lobbistici non hanno interesse a che il sistema si riformi in modo civile ma probabilmente meditano nuove acquisizioni ,la stessa antipolitica ad esempio sbandierata dal “corriere della sera”col libro la Casta “ lascia molti dubbi perche ‘ quei giornali con anche il sole 24ore, sono la rappresentazione di questo potere occulto che vede al suo interno segmenti che vanno dal” Vaticano” le confindustrie ,le banche ,e gli adentellati al panorama largo della finanza internazionale . Se ad esempio la Fiat e Gianni Agnelli avessero davvero visto con sfavore la discesa in campo di Berlusconi nel 93 l’ avrebbero ostacolato ed impedito ,ma non gli conveniva… in fondo è preferibile avere una classe politica degenerata e ricattabile che un sistema forte ed autorevole,se la politica è debole corrotta miope ed incapace si puo’ sempre trattare e a proprio vantaggio… La pochezza della politica in fondo è da questi poteri occulti, coltivata ad arte ed alimentata, per poi far scattare a comando e quando serve l’ azione improvvisa di giudici che fino a poco prima erano costretti al silenzio ,pena azioni disciplinari e o archiviazione delle pratiche , come di prassi ,che per cio’ che riguarda la giustizia si fa si’ che si crei un sistema che la rende inefficace e lontanissima da quella degli altri paesi europei piu’ avanzati e democratici del nostro . Ma non possono venirci a dire e a far credere che gli italiani che sono ai primi posti nel mondo come ricercatori, designer e scienziati, siano cosi impediti e primitivi da non riuscire a governare con efficienza un comparto di vitale importanza come giustizia e magistratura ….se non ci fosse qualche vantaggio sostanziale a mantenere una condizione di “sgoverno ed illegalita’ continua…come il miglior ingrediente per fare affari … Quindi v’è da pensare che anche alla luce dei fatti recenti le condanne e gli arresti stile moglie di Mastella, sentenza Cuffaro giustissima , siano stati tempestivi ,ma inseribili nel quadro d’ una nuova strategia che non vede affatto soluzioni migliorative per il popolo e l’ Italia ma solo la discesa in campo di nuovo di quei poteri, gli stessi del 92 che evidentemente nel bailamme di questo parapolitico sporco ed incapace ….ci sanno nuotare e bene …e stanno semplicemente affilando i denti per nuovi banchetti … Un sistema democratico per essere degno di questo nome deve avere sempre la compensazione dei poteri al fine che essi si bilancino ,questo avviene probabilmente in nord Europa tant’ è che le condizioni amministrative e i diritti dei cittadini sono piu’ rispettati che da noi, sia sotto il profilo welfare che per sanita’ e servizi sociali ,qui invece esistono aree franche ed intere regioni sgovernate da decenni ,opportunamente lasciate a se stesse ma con in cambio favori che vanno dalla cooptazione di voti di scambio ed anche altri interessi che la mafia e o le mafie politiche ben rappresentano . Ben delinea questo scenario è il fatto che ad esempio la mafia di Riina sanguinaria e terroristica lascia il passo nel “cala junco” ad un'altra che come nei fatti descritti sulla sanita’ meridionale sia in Campania ,che in Sicilia che in Calabria ben rappresentano la diversificazione dell’ azione sul territorio verso la conquista di nuovi segmenti dell’ economia,degli appalti truccati ,quindi passaggi da un sistema rozzo che ad esempio vedeva le mafie coinvolte sul traffico internazionale di stupefacenti e il pizzo diviso in lotte tra bande ,nel controllo sanguinario dei “mandamenti “ad un ‘ altra evoluzione come soggetto attivo che si ricicla e si ripulisce come soggetto finanziario “in guanti bianchi “ che assieme agli altri determina un potere . Non è un caso che la questione Cuffaro ad esempio identifichi ormai un area come descritto da Annozero di Santoro su rai 2 del 31/01/08 soggetti che sono medici laureati quindi colletti bianchi,… persone apparentemente per bene e non guappi ignoranti e contadini come ben rappresentava l’ ala corleonese e militarista dei Riina . Quindi volendo dissertare sulla natura del potere in Italia si evince una societa’ civile ostaggio di un sistema sempre piu’ reazionario ove le doverose fronde stile 92 non sono gestite in alcun modo da fattori propulsivi mossi dal basso e o da forze politiche elette dal popolo ma direttamente dalle lobby ,quindi tutto cio’ che si muove avviene sulla pelle dei cittadini e a loro insaputa . Un meccanismo che fu simile all’ implosione dei regimi comunisti che collassarono non sotto spinte rivoluzionarie popolari ma nel trasformismo interessato di pezzi delle nomenklature che poi si sono acapparrati ricchezze miliardarie , privatizzando risorse a loro vantaggio come in Russia, ormai societa’ autoritaria e di oligarchi . Questa è la grande anomalia del nostro paese che arranca tra cumuli di spazzature ingovernabili ,inefficienza sprechi ,clientele , corruzione endemica ,ma tutto questo serve ai poteri e…… non a noi . Non sappiamo bene cosa bolle in pentola ,se ci sara’ qualche sorpresa tra poco e se scatterà un azione simile a quella del 92 ,dipenderà da come si riassetta il potere politico tra breve,… tra fibrillazioni acrobazie e maldipancia di questa o quella formazione ,ma chi tesse e tessera’ i fili di questo scenario sono sempre gli stessi e gli obiettivi non sono certo il miglioramento della vita pubblica e risarcimenti sociali ai cittadini ma acapparramenti di nuovi pezzi di cio’ che resta del pubblico ad esempio c’ è il sistema previdenziale , le poste ,le ferrovie ,la sanita’ ,le municipalizzate da privatizzare e mettere sul mercato . I comparti primadescritti valgono sicuramente un 20/25%30? del pil se banche aasicurazioni gestissero questa fronda per spostare tutti questi settori al privato il sistema diventerebbe sempre piu’ simile a quello americano garantendo ancora piu’ profitti a vantaggio delle lobby che già sono in grado di determinare e loro vantaggio questa cronica ed utilissima ingovernabilita’ . L’ Italia e’ come l’ “alitalia “,verso la svendita ,ferrovie in deficit ,ospedali regionali che sforano i budget ,scuole pubbliche con le fotocopiatrici guaste ,e il privato e’ bello !efficente, produttivo!!!,i comunali e i parastatali da 1000euro/mese sono pelandroni ,privatizzare spegnere le municipalizzate!!! ma salvando i consigli d’ amministrazione che quelli si’ che producono e tanto!!!..in clientele e favoristimi .! “L’ Italia e come un animale ferito della savana che stà per essere sbranato ,dentro la carcassa ci siamo noi il popolo ma non abbiamo piu’ zampe ed artigli per difenderci dall’ essere divorati” . Quindi nel quadro di questa analisi non ha nessuna importanza che il vincitore sia Veltroni o Berlusconi della prossima battaglia elettorale se ci sara’ e nel modo in cui avverra’….. gli obiettivi dei signori che stanno dietro sono chiari ed evidenti quando essi come Della Valle l’ altra sera a Ballaro’ mostrano preoccupazione e “lacrime di coccodrillo “ per il livello sempre piu’ insufficiente di salari e pensioni ci fa chiedere:-“ma dov’ erano questi signori con anche Montezemolo,…. quando nel 2002 fu portata avanti la piu’ grande truffa ai danni dei cittadini mai compiuta dal 45 ad oggi????? Ed è superficiale pensare che il colpevole sia solo Berlusconi perche’ in quel caso in cui comprammo l’ euro a 2000 lire e ce ne restituirono 1000 come potere d’ acquisto ci stà veramente la spiegazione della natura medievale oppressiva lobbistica dell ‘Italia ,che da dopo la caduta del muro e lo sganciamento dal sistema… guerra fredda …ha messo in campo con virulenza incredibile il volto bieco e vero di un sistema incivile e tutto incentrato su potentati che non hanno alcun rispetto per il popolo ma solo e soltanto appetiti mai sazi. Il paese dei Don Rodrigo … Infatti il sistema “guerra fredda” era volto per ragioni di controllo sociale non solo qui ma anche in forme diverse in tutta Europa, a consentire margini di distribuzione di reddito alle classi lavoratrici pena il pericolo di virate a sinistra nello scenario di scontro tra le 2 due super potenze in lotta tra loro . Negli altri paesi europei nel passaggio all ‘ euro probabilmente è avvenuta la stessa cosa ma con effetti piu’ limitati e compensati da sistemi piu’ efficienti e meno ladreschi del nostro!!! , tanto che il 2002 ha spostato in modo incredibile gigantesche risorse verso i ceti moderati e o alto borghesi, il caroeuro ! Il passaggio di transizione dall’89 (caduta del muro ) ad oggi e’ stato quindi segnato da un progressivo degrado e disintegrazione dei diritti , dei salari e delle condizioni di vita delle masse che oggi valuta la concentrazione della ricchezza pari al 45% solo al 10% della popolazione….. mente il 90% ne detiene solo … il 55% . Non basta la globalizzazione da sola a spiegare questo disastro che distrutto la classe media in Italia ,in cui statistiche citano che 2 famiglie su 3 sono gravemente indebitate . Basta questo per capire di che natura e tenore sia lo scontro in atto in Italia che assomiglia sempre di piu’ ad un paese latino americano, in cui la borghesia produttiva , finanziaria ,ed anche i segmenti afferenti anche all’ economia del Vaticano,nei segmenti immobiliari ,privato sociale , sanita ‘ privata, scuole confessionali ,non hanno altra finalità che la spartizione di cio’ che resta e la creazione di una politica sempre piu’ accessoria ed utilizzabile a loro scopi . Per noi popolo, salvo che si determini una spinta ,ed una radicalizzazione del dissenso ,il sistema primadescritto come nel risultato scadentissimo di questo ultimo governo di centro sinistra, evidenzia che ormai oltre i programmi elettorali non c’e in noi nessuna certezza!....neppure che qualsiasi sistema elettorale si usi, vengano attuati atti a modificare e riformare positivamente questo paese . E questo ci fa pensare che qualsiasi cosa uscira’ da queste consultazioni sarà comunque avversa a noi e fuorviera di nuove iatture che colpiranno sempre di piu’ la nostra vita e il futuro dei nostri figli . Infatti oggi il popolo non e’ casuale che mostri il suo dissenso e rabbiosamente solo nel caso in cui il sopruso lo tocchi da vicino, vedi discariche meridionali ,(no tav ,no dal molin) ,ma è l’ estrema razio della mancanza della politica ed in particolare di una sinistra che sappia incanalare il giusto desiderio di riforma e di giustizia del popolo italiano che non ha voce ne’ interpreti adeguati sentendosi sempre piu’deluso , vessato ed ostaggio di questa o quella lobby sia che ci sia Veltroni o che torni Berlusconi . Ammettendo che LA BORGHESIA elitaria del paese, abbia intenzioni migliorative e riformiste volgendo lo sguardo piu’ verso Veltroni ed il Pd rispetto che all’ altra parte, non si comprende come mai se cosi’ fosse,il perche’ non l’ abbiano fatto prima e disponendo di risorse, non le abbiano impiegate a stimolare legalita’ e diritti, come avviene/o è avvenuto in nord Europa, ove probabilmente esiste oltre che una politica diversa, anche una borghesia diversa ,non innocente, magari colpevole di nefandezze coloniali ma in casa propria amante della “pulizia…. “che qui non c’è… e forse non c’è mai stata…..ne’ forse ci sarà .. Da qui la metafora del DON RODRIGO una sorta di mostro con il cervello seicentesco ma intelligenza ,ferocia ed avidita’ tutte attuali , che in questo racconto dei mali, diventa il simbolo di un potere oppressivo che sembra irriformabile . E cosi’ siamo di nuovo ancora piu’ in crisi del 92,e sempre il paese piu’ corrotto del sud Europa . Il garante dell’ informazione Calabro’ ha attaccato puntualmente oggi Santoro sostenendo che non non si puo’ far veder ai cittadini pezzi di processi andati in giudicato e fare giornalismo d’ approfondimento . .qui la libertà di stampa non c’è…. come non c’è la nostra libertà ….. SOGNO www.ilsognochcontinua.it 01/02/2008

scritto da SOGNO alle ore 00:10:18



si' ...vi inserisco un post un pò lungo che pubblicato su arcoris tv blog ..in cui cerco di intepretare alcuni aspetti del potere in italia ... in relazione all' attuale ...è un pò lungo ma offre ..."forse" una chiave di lettura per darsi una risposta dello "sfaccimme italico" ,scusate x la lunghezza ....ma

scritto da sogno alle ore 00:09:00



è purtroppo giusto quel che dici, Sogno. Siamo destinati a ricadere nella rete dell'immondo Berluskaz... che ha già pronta una nuova tornata di leggi "ad personam"... supportate questa volta anche dal kaliffo di Ceppalonia che ne ha bisogno come l'aria. In più, ironia della sorte, per ridurre il danno, noi altri non si potrà fare altro che turarsi il naso e continuare a rivotare per il già "mefitico" (si è visto) centrosinista, fatto da infanti goliardi.
Voglio moriiiiiiiiiiiiiiire!!!! siete tutti invitti al mio funerale... alscerò nel testamento dei soldi per pagarvi una bevuta alla mia salute.
P.S. - qualcuno sa se Luana esiste ancora?

scritto da diogene alle ore 17:33:36



cito il commento di pero ricca ricca dal suo blog che è abbastanza esaustivo anche del mio pensiero : Il governo Prodi è caduto. Ed era prevedibile: con quei numeri non si governa a lungo. Non ci piaceva, ma svolgeva una funzione: tenere all’opposizione la Banda Berlusconi. Ora, a meno di miracoli, la Banda tornerà presto a dettare legge dal vertice delle istituzioni. E’ solo questione di tempo, e non ci sarà nemmeno bisogno di brogli stavolta. Il vaccino di cui parlava Montanelli non ha funzionato. Anzi, la malattia si è aggravata. Auspico che si vada presto alle urne, per limitare almeno l’agonia. Sarebbe bene che i capetti del centronistra trovassero la dignità di andarsene per sempre. Ma non lo faranno. Viene la nausea al pensiero di quel che ci aspetta. Viene voglia di scappare da questo squallido cortile. Non per viltà, ma per raggiunti (e ampiamente superati) limiti di sopportazione. Vedremo.

scritto da sogno alle ore 11:57:25



ha ha ha!.... ma PETITO si lamenta (...parolone, poi!) perchè è un vostro grande estimatore... e da lunghissima data! (era biblioteca Raffaello). Certo, colore a parte... è un sito un po' disordinato... che è difficile navigarci ritrovando magari le cose. Se posso prendermi la libertà di suggerire... consiglierei di "migralo" lentamente verso un formato un po più standard... con cui la gente/visitatori hanno più familiarità... un po' come si era pensato di fare per NAMIRIDIA (che idiozia ammazzarlo!). Poi, non è mica grave metter un po' di pubblicità... non dico per comperarvi di tanto in tanto un gelato... ma almeno qualche biro di più. Voi altri amici di NAMIR, che ne dite? che ne pensate? Comunque, non appena vedo 'sto PETITO glielo dirò di non rompere e di farsi i fattacci suoi! Hugs&kisses

scritto da Diogene (di nuovo) alle ore 17:52:41



ciao Luana il tuo blog va benissimo ..... TORNANDO AL TEMA MASTELLA /CUFFARO /PAPA/---- SONO INTRECCIATI E BASTA PENSARE A QUANTO CI COSTA TUTTA L' ORGIA ITALIANA 4MILIARDI = LA POLITICA ALTRI 4MILIARDI = IL VATICANO SI INTENDONO SOMME IN EURO PER ANNO -----IL VATICANO E' LA PIU' GRANDE HOLDING IMMOBILIARE DEL PIANETA -----E QUI IN ITALIA ---NON PAGA UN EURO DI ICI ------ BECCA SOLDI DALL 8% E HA PARE MILIONI DI FABBRICATI E TERRENI IN ITALIA ......DIRETE CHE ' ENTRA ? ------CENTRA --CENTRA ------MENTRE MASTELLA INQUISITO RICEVE SOLIDARIETA' DA TUTTI ,--------CUFFARO CONDANNATO A 5 ANNI NON SI DIMETTE ----HANNO LA FACCIA DI BRONZO !!!!!---IL VATICANO URLA ---PER IL PAPA ------E NON PAGA UN CAZZO !-----PARE CHE IL VATICANO DEBBA MILIONI PER L' AQUA EROGATA DAL COMUNE DI ROME E NON LA PAGA !!!- ED ANCHE LA STROMABAZZATA ASSISTENZA STILE CARITAS ---- CHE DICE DI RENDERE ----BISOGNEREBBE INDAGARCI SOPRA ,RESTA CHE ESIGE SOLDI PER CLINICHE PRIVATE E SCUOLE -----------DALLE REGIONI E DALLO STATO ----E SU INNUMEREVOLI PROPRIETA' TRA CUI PALAZZI AFFITTATI NEGOZI ---- ALBERGHI DI LUSSO NON VERSA UN QUATTRINO ALLO STATO -------CI STA' BENE >???? QUINDI TUTTA LA SINISTRA CHE PIANGE PERCHE ' SI CAGA SOTTO PER QUALCHE STUDENTE CHE GIUSTISSIMAMENTE HA PROTESTATO FA' CAGARE !----VOMITARE E IL TUTTO SI LEGA AL PERCHE' -----PERCHE' I SOLDI PER LE --PENSIONI ---PER I SALARI ----PER I SUSSIDI ---PER L' ASSISTENZA --NON CI SONO ---QUI ?????? PERCHE' CI FREGANO -----CI RUBANO TUTTO !!!-------E LE NOSTRE TASSE VANNO TUTTE AD ALIMENTARE AUTO BLU ----MOGLI BLU -----CONSIGLI D' AMMINISTRAZIONE PER COMUNITA' MONTANE AL MARE ------E TERRENI DI PASCOLO ELETTORALI CON VOTO DI SCAMBIO MAFIOSO-----STILE CAMPANIA E SICILIA !!!!-----E --DAMIANO E DRAGHI CI DICONO CHE NO ! ------NON E' POSSIBILE AUMENTARE, ABASSANDO LE TASSE I SALARI PIU' BASSI IN ITALIA !!!!! ---LA GENTE E' INDEBITATA ED IMPOVERITA SUL SERIO E LORO CHE DICONO E FANNO PARLANO --------CHE I LAVORATORI DOVRANNO FARSI ANCORA DI PIU' IL CULO !!!!!!!PRODUTTIVITA E GABBIE SALRIALI STI CANI VOGLIONO !!!!!------- NOI POPOLO QUI IN ITALIA SIAMO COSI' INDIRIZZATI A TUTTA VELOCITA' VERSO UN MODELLO DA STATO CAROGNA---- ALL' ARGENTINA ------------DOVE TRA POCO TEMPO LA GENTE ----- ANDRA' PER CARTONE ----NOI A PANE E MOSCHE ----LORO RICCHI CON PAVIMENTI DI ARGENTO E ORO E NOI NELLA MERDA ------QUI NON CI SI ACCORGE CHE STIAMO TORNANDO -----AL MEDIOEVO -------QUANDO I FEUDATARI AVEVANO I GRANAI ZEPPI DI FARINA E FACEVANO CREPARE I BRACCIANTI DI FAME .....E DI FREDDO ---- MA ----LE RISPOSTE DEL POPOLO SONO DEBOLISSIME E LORO FANNO E FARANNO I CAZZI CHE VOGLIONO !!!!! CON UNA SINISTRA COME C'E IN ITALIA ----CE LO STIAMO PRENDENDO NEL CULO ......

scritto da SOGNO alle ore 23:10:59



VITTIME Era un tanto che non scaldavo la tastiera…tutta presa ad osservare come fanno i gatti con le misure per arrivare al tavolo…calcola il salto…poi seduta…non e’ il momento…poi entra il padrun… Ma ora… andiamo cominciamo con il temino che vi piace tanto…IL PAPA CACCIATO DALL’UNIVERSITA’… Povera VITTIMA…ecco… il problema e’ nel riconoscere chi e’ la vittima… perche’ in questa societa’ di brodaglie…la vittima appunto e’ IL PAPA…MASTELLA…e i cattivi sono gli ATEI…E I GIUDICI. I politici sono tutti buoni…e noi poveri operai che ci facciamo scaldare al forno perche’ il capitalismo ci vuole crokkanti…e da inzuppare come quando vogliono…in questo quadro noi siamo meno vittime della MUNNEZZA. Ma che cazzarola accade in realta ? …cominciamo dalla MUNNEZZA…questa cosa che puzza ma sulla quale ci guadagna e bene la camorra nappuletana… naturalmente dopo aver spartito la torta danno le briciole a chi si muore di fame…e questi almeno qualcosa mangiano e quindi fanno silenzio e poi non sono dei super eroi…perche’ farsi sparare proprio quando la camorra non lo STATO…ti da mangiare e guadagni facilmente ? Te hai mai alzato la voce contro il tuo capoufficio quando ti infila la mano sotto la gonna ? eppure anche lui guadagna facilmente otto volte piu' di te... poi ti manda a fare fotocopie per toglierti dalle balle …hai presente la camorra ? Cosa potrebbe mai permettersi uno scugnizzo che non e’ andato a scuola e la famiglia ha piu’ debiti che penne dentro casa ? LA MUNNEZZA QUELLA CHE AL NORD ora dicono… questa e’ la mia regione…non la vogliamo…basta fare due passi dietro e si vedono IPPULMANNE – camion…che prendono le porcherie di torino e padania…scarichi tossici delle fabbriche e vanno a versarli nelle discariche del sud campano…gestite da quel poveraccio del figlio di ROMITI…cacciato dalla FIAT ( il padre ) …cacciato…diciamo liquidato e benissimo tanto che si era comprato una parte del CORRIERE DELLA SERA…che insomma caro figlio di romiti eri pieno di soldi dovevi andare a delinquere con la camorra ?...per avere le tue aziendine che uccidono i poveri di napoli ?... IL PAPA si lui…aveva tentato di schierarsi contro l’aborto… quasi quasi mi convinco che fa la sua parte ma non contento… chiama ferrara giuliano…che giustamente si incazza contro l’aborto se la mamma sapeva come diventava avrebbe sicuramente abortito…ma non per la ciccia che quella l’abbiamo tutti come gli americani…ma per i suoi servizi alla cia …il suo essere palesemente di destra …schierarsi con la convenienza come consigliano le pubblicita’. IL PAPA che prima di andare all’universita’ si era schierato contro la scienza dicendo che infondo in fondo GIORDANO BRUNO NON ERA UN ERRORE…averlo eliminato…GALILEO ERA DI NUOVO UN COGLIONE… che la scienza deve rispettare la religione che le cellule staminali sono pericolose perche’ potrebbero salvare dai tumori e invece questi e’ giusto che fanno il loro corso...oggi anche lui fa la VITTIMA se viene fischiato da un luogo scientifico. RIBALTIAMO IL TUTTO…caro PAPA lei mi chiamerebbe in una prima cattolica con tutti i vescovi – giornalisti – politici leccaculo in fila a parlare dell’evoluzione di DARWIN ? che so … alla messa di natale…fare un bel discorso sul preservativo che potrebbe salvare milioni di persone africane ma anche italiane europee dall’AIDS ? …mi farebbe dire dalla sua finestra di san pietro la domenica di pasqua che oltre un’ora di religione nelle scuole ci vuole anche un’ora per spiegare la sessualita’ ? gia’ vedo un centinaio di frati a spernacchiarmi con cartelloni tra le mani …ATEA TE SPETTA L’INFERNO…BUTTA VIA LE TETTE E PROSTATI ALLA PROSTATA… Insomma…poi non farei la vittima. PER FINIRE MASTELLONE… la coppia BONNIE E CLYDE…in galera…ma devo fare un salto dietro e tornare alla munnezza…perche’ secondo me centra qualcosa…forse per questo MADRE MASTELLA DI CALCUTTA oggi dice di aver paura…questo MASTELLONE ha fatto crisi di governo su crisi… ogni giorno affermava che sarebbe potuto cadere il governo…ogni giorno una crisi tanto che i politici della sfanculata sinistra sono diventati medici in prima linea…sempre pronti con le flebo … ma no dai… non ti preoccupare lo risolviamo noi…PRESTO LO STIAMO PERDENDO… E giu’ flebo di FORLEO … fatta diventare pazza…anche perche’ avevano minacciato di uccidergli i genitori e poi sono deceduti in un incidente stradale…LA COINCIDENZA IN QUESTO STATO E’ COME LA PROVVIDENZA…lei voleva rendere pubbliche le intercettazioni di d’alema…ma con la scusa via anche DE MAGISTRIS che invece intercettava MASTELLA. Poi la munnezza dicevo…con tutti i politici dell’UDEUR eletti in campania e non hanno potuto svolgere nulla contro quella vergogna ? non sono riusciti a trovare un accordo tra STATO E CAMORRA O TRA CAMORRA E STATO ?... E vengono fuori le intercettazioni…la moglie di mastella che mpiccia e mbroglia sui farmaci… sui dottori da piazzare …sui medici… sulla cura da dare al suo MARITUZZO in caso di crisi nuove per il governo…un kilo di fascicoli…e in tutti i TG non si parla che di lei…povera…come si comportava bene…ora e’ in galera…cioe’ AGLI ARRESTI DOMICILIARI IN UNA MEGA VILLA CON COZZA A FORMA DI PISCINA…scusate la disinformazione… a forma di cuore. Fatto…e sara’ lei la vittima…anche lei perche’ appunto… la coppia non ha operato bene sulla munnezza… costringevano BASSOLINO INSIEME A ROMITI a mangiare anche la carta una volta finito il panino ? no… lo costringevano solo a piazzare questo o quel politico…eeeee che sara’ mai. CHE BEL PAESE… e te che ti sei appena svegliato hai fatto due conti e non riesci a mettere insieme due bollette da pagare… stai decidendo se farti staccare la luce o il telefono…anzi l’adsl perche’ il fisso l’hai tolto…non si capiva perche’ bisognava dare 50 euro fisse alla telecom ogni due mesi…poi ci pensi su … e decidi che e’ meglio farsi staccare LA TV tanto non dice nulla di nulla…ci sono tutti programmi dementi e soprattutto lo dice berlusconi…la rai e’ pieno di prostitute che piazza lui a sacca’ quando gli avanzano dalle trasmissioni private. Ma non si puo’ neanche pensare di staccare la TV che dietro la porta ti suona la finanza…e gridando… ERA UNO SCHERZO… opti per la luce. ORA MI INCAZZO E VOTO A SINISTRA…dirai… ma la sinistra non c’e’ piu’…te l’hanno fregata una mattina…e’ diventata la quercia – l’ulivo – pds – ds – pd…PD ? …si …si e’ unita con la margherita e insieme ti hanno fatto un bel mazzo. Pensa che se oggi salti in aria in fabbrica… e lo sai che puo’ succedere ogni giorno anche se non costruisci bombe…i servizi segreti della stessa diranno che complottavi …e che andavi tutte le sere in tv a parlare degli altri amici che erano deceduti prima di te fregandoti questo record. Quindi…guardami bene… dammi la mano… te donna che credi che abortire sia un fatto tuo un dramma tuo…perche’ non ho mai visto una donna che ha abortito raccontare barzellette…che pensi in caso di pericolo questo mondo salva te…e poi anche il bambino…ma prima te…non e’ cosi. …te professore universitario che credi alla scienza e alla ricerca anche se sei in italia e non ti danno un euro per farla…che pensi che la cultura sia qualcosa d’importante per eliminare il razzismo…te studente che vuoi avere il diritto di conoscere … di studiare…che vorresti far politica seria impegnandoti per le classi sociali piu’ deboli…per la liberta’ la legalita’ fraternita’…tutto questo scordalo… speriamo ti tocchi carla bruni che fa piu’ notizia. Te che a napoli muori di munnezza…che se provi a spostarla da mezzo alla strada ti spara la camorra…che accetti anche quella del nord che poi pero’ non vuole la tua... sicuramente non tossica perche’ a napoli non ci sono piu’ industrie tutto chiuso…te operaio che pensavi di andare a raccontare come ti sfruttano… TE PROPRIO TE … SEI UNO STRONZO !... LE VITTIME sono loro… E infatti ti invito domenica in piazza a pregare per il PAPA – MASTELLA – IL CAPITALISMO – LA MUNNEZZA – LA CAMORRA…e perche’ no…la mafia del sud non la vogliamo benedire ? E una preghiera contro i giudici…non la vogliamo fare ? Baciotto. Luna de rossi. Per scrivermi… aaluana@tiscali.it Solita email… pubblico la risposta come sempre nel prossimo numero di namir…MA NON AVRAI TUTTO STO CORAGGIO…fai la vittima…va meglio.

scritto da VITTIME alle ore 00:04:45



questo che vedete e' un forum o uno spazio libero di namir nel quale potete scrivere qualsiasi commento bast andare a fine pagina e inserire. mi sembra che di messaggi ce ne siano tanti da far vedere che namir non e' affatto deceduto anzi vive e mai come in questo periodo. c'e' solo un certo PETITO che si lamenta di tanto in tanto chissa' per quale sorte ma simo sempre sull'onda oggi namir e' al 22,000 posto nei siti italiani niente male se si pensa ad una redazione che non prende danari per pubblicita' ne mai si vende per altre questioni commerciali ne abbiamo grandi firme che scrivono per noi ne mai siamo stati compiacenti. DATEMI RETTA IL ROSSO - COLORE - E' L'UNICA COSA CHE CI E' RIMASTA PER RICORDARE CHE SIAMO COMUNISTI.... TUTTA LA SINISTRA E' SCOMPARSA CI SIAMO SOLO NOI E CHI CI SEGUE E DEVO DIRVI GRAZIE PRIMA DI TUTTO. per petito...mi spiace se non siamo alla sua altezza... cercheremo di migliorare. baciotti luana.

scritto da luana alle ore 00:03:00



E' VERO E' UN PECCATO MA NON SARA' FORSE ANCHE PER QUESTO ROSSO DI FONDO ?(NON IN SENSO POLITICO MA GRAFICO S' INTENDE ) E IL FATTO CHE COMPRIME TROPPO I MESSAGGI ? CIOE' SOLO OSSERVAZIONI TECNICO GRAFICHE MA EFFETTIVAMENTE FANNO ATTIRARE DI PIU' O DI MENO A SCRIVERCI CHISSA'

scritto da sogno alle ore 02:16:33



Cari amici-visistatori di NAMIR! Volevo che mi spiegaste possibilmente questa cosa: 1)- Vi sembra o no che questo sito libero e fantasioso si stia spegnendo? 2)- Luana appare sempre più essere un personaggio meramente emblematico più che reale... ma sta ancora con NAMIR? 3) - Perchè mai nella chat di NAMIR non c'è mai nessuno? 4) - non pensate che sarebbe opportuno che fosse riattivato il forum? perchè mai non c'è più? 5) - Non pensate che la scomparsa di NAMIR sarebbe una gran perdita? Chi mi fa sapere che sta succedendo? Grazie. P.S. ForzaNAMIR!

scritto da Diogene alle ore 12:29:57



mierda ,bastonate e ....fichi secchi ! Mierda ..è lo sfaccimme d' una situazione Kafchiana che nell' inazione e nell' incompetenza colpevole di 14 anni di commissariamento oggi si evidenzia nel "surreal napoletano" ,un qualcosa di straordinariamente picaresco ...che dovrebbe ispirare gli artisti ,basti ricordare quel signore attempato alla trasmissione di "Pruno Vespo" che col microfono in mano ha detto :-"combatteremo fino a farci uccidere per non riaprire PIANURA ....Con la giornalista Rai visibilmente preoccupata ed anche un pò strattonata dalla gente inviperita che gli stava intorno ... Quindi il "putrido italiano "sa' essere semanticamente affascinante, anche nelle tragedie come queste ,infatti i tumulti di Napoli se guardati con occhio creativo , evocano immagini antiche ed arcaiche .. che sembrano tratte dai dipinti del Goya -di "lazzari in rivolta "e....di gendarmi che percuotono le folle rivoltose, con ...dulcis in fundo..lo Stato ....che ....ripropone "democraticamente "un... "Bava Beccaris.".. De Gennaro ...chiamato a ripristinare l' ordine,... forse ....lo stesso che ha ottenuto al G8 di genova nel 2001 . Chissà come si risolverà quest' ennesimo "grand guignol all' italiana" ,fatto di menzogne ed eterne ruberie 2miliardi di euro sprecati in Campania sull' eterna/emergenza rifiuti ,...per non fare nulla !!Dal 1994..!!! Quindi le bastonate sono quelle che DeGennaro super commissario per 120 giorni , fara' dare sulla testa dei lazzari che protestano, che non hanno oggi... sfortuna loro! ...un "Masaniello forte a guidarli " I rifiuti in stile "aumma aumma"con l' esercito italiano stavolta ... saranno portati "chissadove",magari in Africa ... nei Balcani ? non si sà .. Di nuovo in Germania sarebbe sconveniente e costerebbe troppo ... Al nord farebbero anche li' le barricate ... Qui a genova quelli di Scarpino e Sestresi sono pronti alla rivolta se il "compagno Prodi".. chiedesse alla Liguria ...regione amica ...d' ospitare la "munnezza ..partenopea ..e c'n'è gia' segno e traccia ... stamattina sul sec.xix di qualcosa che è avvenuto ....pare di richieste Prodiane ..già respinte!!!! Quindi tutto il volume dei rifiuti dove andranno? se le discariche appaiono insufficenti ed inoltre andrebbero approntate come legge di norma impone ? Con ulteriore allungamento dei tempi ? I FICHI SECCHI son quelli visti ier sera sempre da..." PrunoVespo" ..con un RospoDini sempre piu' incartapecorito e deciso a non "far dare un cazzo ai salariati !come del resto si prevedeva ...cioe' i FICHI SECCHI APPUNTO ! Ed ha parlato della trimestrale di cassa ad aprile ..se mai ..e comunque della produttivita' che ha suonato come :"-operai dovete farvi ancora di piu' il culo ! E questo e' tutta la sintesi del "guignol " che oltre alla munnezza e le possibili bastonate ...ci sono i rinnovi dei contratti ,e la perdita di potere d' acquisto della gente ,della truffa del caro euro fatto da Berlusconi nel 2002 per vantaggiare i bottegai suoi amici ... Di poi ..le menzogne di una sinistra incapace e totalmente al servizio dei capitalisti di rapina che ovviamente nulla vogliono concedere .... La riduzione del carico fiscale sui salari e loro aumento, diventa quindi una bufala perche' ci saranno i Dini e i Padoi Schioppi.... a vanificarla con la loro contabilita' del cazzo !semplicemente brandeggiando il debito pubblico eterno ...da sanare..ma in realta' insanabile ..perche' aloro gli conviene cosi' .... DEBITO CHE ..RICORDIAMOLO E' SOLO E SOLTANTO RESPONSABILITA' DI TUTTE LE CLASSI DIRGENTI CHE HANNO SGOVERNATO QUESTA NAZIONE DA 30ANNI A QUESTA PARTE ..NON QUINDI RESPONSABILITA' DEL POPOLO ITALIANO MA DEI SUOI BENMERITI RAPPRESENTANTI . Oggi infastidisce i politici ridurre la pressione fiscale ...sui salari perche' senno' dove li trovano i quattrini per autoalimentarsi la loro casta ? e dare stipendi d' oro ad esempio a quelli che come Cimoli "cosi' bene han fatto per Ferrovie ed Alitalia !"

scritto da sogno alle ore 19:11:05



mierda ,bastonate e ....fichi secchi ! Mierda ..è lo sfaccimme d' una situazione Kafchiana che nell' inazione e nell' incompetenza colpevole di 14 anni di commissariamento oggi si evidenzia nel "surreal napoletano" ,un qualcosa di straordinariamente picaresco ...che dovrebbe ispirare gli artisti ,basti ricordare quel signore attempato alla trasmissione di "Pruno Vespo" che col microfono in mano ha detto :-"combatteremo fino a farci uccidere per non riaprire PIANURA ....Con la giornalista Rai visibilmente preoccupata ed anche un pò strattonata dalla gente inviperita che gli stava intorno ... Quindi il "putrido italiano "sa' essere semanticamente affascinante, anche nelle tragedie come queste ,infatti i tumulti di Napoli se guardati con occhio creativo , evocano immagini antiche ed arcaiche .. che sembrano tratte dai dipinti del Goya -di "lazzari in rivolta "e....di gendarmi che percuotono le folle rivoltose, con ...dulcis in fundo..lo Stato ....che ....ripropone "democraticamente "un... "Bava Beccaris.".. De Gennaro ...chiamato a ripristinare l' ordine,... forse ....lo stesso che ha ottenuto al G8 di genova nel 2001 . Chissà come si risolverà quest' ennesimo "grand guignol all' italiana" ,fatto di menzogne ed eterne ruberie 2miliardi di euro sprecati in Campania sull' eterna/emergenza rifiuti ,...per non fare nulla !!Dal 1994..!!! Quindi le bastonate sono quelle che DeGennaro super commissario per 120 giorni , fara' dare sulla testa dei lazzari che protestano, che non hanno oggi... sfortuna loro! ...un "Masaniello forte a guidarli " I rifiuti in stile "aumma aumma"con l' esercito italiano stavolta ... saranno portati "chissadove",magari in Africa ... nei Balcani ? non si sà .. Di nuovo in Germania sarebbe sconveniente e costerebbe troppo ... Al nord farebbero anche li' le barricate ... Qui a genova quelli di Scarpino e Sestresi sono pronti alla rivolta se il "compagno Prodi".. chiedesse alla Liguria ...regione amica ...d' ospitare la "munnezza ..partenopea ..e c'n'è gia' segno e traccia ... stamattina sul sec.xix di qualcosa che è avvenuto ....pare di richieste Prodiane ..già respinte!!!! Quindi tutto il volume dei rifiuti dove andranno? se le discariche appaiono insufficenti ed inoltre andrebbero approntate come legge di norma impone ? Con ulteriore allungamento dei tempi ? I FICHI SECCHI son quelli visti ier sera sempre da..." PrunoVespo" ..con un RospoDini sempre piu' incartapecorito e deciso a non "far dare un cazzo ai salariati !come del resto si prevedeva ...cioe' i FICHI SECCHI APPUNTO ! Ed ha parlato della trimestrale di cassa ad aprile ..se mai ..e comunque della produttivita' che ha suonato come :"-operai dovete farvi ancora di piu' il culo ! E questo e' tutta la sintesi del "guignol " che oltre alla munnezza e le possibili bastonate ...ci sono i rinnovi dei contratti ,e la perdita di potere d' acquisto della gente ,della truffa del caro euro fatto da Berlusconi nel 2002 per vantaggiare i bottegai suoi amici ... Di poi ..le menzogne di una sinistra incapace e totalmente al servizio dei capitalisti di rapina che ovviamente nulla vogliono concedere .... La riduzione del carico fiscale sui salari e loro aumento, diventa quindi una bufala perche' ci saranno i Dini e i Padoi Schioppi.... a vanificarla con la loro contabilita' del cazzo !semplicemente brandeggiando il debito pubblico eterno ...da sanare..ma in realta' insanabile ..perche' aloro gli conviene cosi' .... DEBITO CHE ..RICORDIAMOLO E' SOLO E SOLTANTO RESPONSABILITA' DI TUTTE LE CLASSI DIRGENTI CHE HANNO SGOVERNATO QUESTA NAZIONE DA 30ANNI A QUESTA PARTE ..NON QUINDI RESPONSABILITA' DEL POPOLO ITALIANO MA DEI SUOI BENMERITI RAPPRESENTANTI . Oggi infastidisce i politici ridurre la pressione fiscale ...sui salari perche' senno' dove li trovano i quattrini per autoalimentarsi la loro casta ? e dare stipendi d' oro ad esempio a quelli che come Cimoli "cosi' bene han fatto per Ferrovie ed Alitalia !"

scritto da sogno alle ore 19:10:08



scrivo quello che voglio scrivo quello che voglio scrivo quello che voglio sscrivo quello che voglio scrivo quello che voglio scrivo quello che voglio scrivo quello che voglio SCRIVO QUELLO CHE VOGLIO

scritto da titi alle ore 17:33:14



COSA C’E DIETRO ALL’ ASSASSINIO DELLA BHUTTO ? Se l’ occidente oggi ,mostrandosi preoccupato e sdegnato, definisce una tragedia questo omicidio con strage ,non si capisce come mai non abbia fatto nulla, di nulla!!! per impedirlo!!!! E sappiamo che quando vogliono, i servizi americani e inglesi sono molto capaci in questo genere di cose, sono .quisquiglie!..Gli Usa sono maestri in :_ operazioni Cia coperte, finti attentati ,bombe da attribuire a questo o a quel gruppo ,o armare questa o quella etnia per farla scannare con un'altra, come ad esempio e’ successo nell’ africa occidentale anglofona in questi ultimi 10anni,SENZA PROBLEMI PER I MILIONI DI MORTI CHE CI SONO STATI ma ove “guarda caso “ c’erano e ci sono dietro i possenti interessi delle multinazionali “democratiche “anglo americane da difendere, costi quel che costi ! Gia ‘ era dubbioso il teorema di attaccare gli afgani nel 2002 per punirli delle twin towers 2001 , quali prove c’erano che li’ e proprio in Afganistan erano partiti gli ordini di comando ??... d’ una operazione, che tra l’ altro meta’ della stessa America considera oggi, uno sporco complotto, cosi’ come anche buona parte del mondo occidentale??? Era senz’ altro vero che si era creato un governo fondamentalista ma la conseguenza di questa deriva fu proprio nelle politica dell ‘ amministrazione americana che uso’ i “taliban “ di etnia “ pastun “ per supportare GIA’ MOLTO TEMPO PRIMA , la guerra ai sovietici usando il Pakistan come retrovia ed area sotto stretto controllo CIA ,in cui v’è anche l’ appoggio a Musharraf ,un militare a capo dell’ esercito che diventa garante verso USA e inglesi .prendendo il potere nel 99. Quindi il solito profilo dell’ operazione coperta a sostenere un personaggio garante d’ una politica che vedeva già dal 1999, anno dell’ insediamento del premier pakistano, gli scenari ipotizzati degli strateghi del Pentagono verso il posizionarsi proprio li’ in Afganistan, area eccellente per il controllo del Caspio, degli oleodotti , e soprattutto estendere una base avanzata al controllo della regione energetica piu’ importante del mondo. Questo spiega tutto il quadro alterato della storia recente e per invadere Afganistan e Irak ci volle INFATTI un grande casus belli”! spettacolare, inequivocabile e falso ,come le Twins Appunto ! Solo con una simile mattanza di americani a New Jork si poteva spingere l’ ONU a avallare l’ azione punitiva della Nato, che vide nel 2002 l’ inizio delle operazioni belliche costate la vit a a decine se non centinaia di migliaia di afgani ,innocenti .!!!! http://www.luogocomune.net/site/modules/911/ Ma ci dissero sono incivili!!! coprono le donne col burqa!!!! ,quindi si diede la solita falsa giustificazione liberal all’ eccidio di innocenti e che lo scopo,. giustificava i barbari mezzi ! lo scopo era il petrolio ma condito con falsa democrazia ovviamente!!!! con effetti devastanti sul peggioramento delle condizioni di vita e della salute di decine di migliaia di donne ed uomini, spinti nell’ indigenza ,o nelle mutilazioni da mine che le guerre hanno lasciato in sanguinosa eredita’. L’ orrore ha continuato cosi’ a dispiegarsi fino al disfacimento con sanguinaria occupazione dell’ Iraq ,e il prosieguo dell’ informazione in occidente falsata ed avariata ,interrotta da finti video di Bin >laden e del teorema della guerra totale che l’ islam stava preparando contro di noi . Quindi disinformare, destrutturare la notizia e renderla conveniente alla formazione dei consensi ,ma non tirarsi indietro neppure davanti all’ omicidio se occorre , (questo spiega ad esempio la non casualità del tentativo di uccidere la Sgrena in Irak ,con l’ assassinio di Calipari, .La Sgrena comunista e corrispondente del Manifesto era fastidiosa perche’ nel suo rapimento , le trattative italiane erano molto sgradite in Usa proprio perche ‘ fatti mediatici internazionali ,( per gli americani trattativa significa cedimento ,come fu quello dell’ penultima in Afganistan in cui fu coinvolto nelle polemiche >Gino Strada. ) Quindi la Bhutto e il suo ritorno in Pakistan paese sempre piu’ diviso da un ‘ opposizione popolare, al solito fantoccio dittatore Usa a danno del suo popolo. Ma ci hanno tendenziosamente fatto credere che tutto che cio’ che si opponeva alla normalizzazione dell’ Afganistan era invece terrorista, da eliminare, da abbattere, da estirpare , e che le forme di opposizione in Pakistan erano dello stesso tipo e tutte guidate dai complotti di Alqaeda , invece nei mesi scorsi si vedevano adirittura avvocati in giacca e cravatta protestare nella capitale contro i soprusi del regime militar/fascista pakistano , e non barbuti talebani . Certamente esiste una questione fondamentalista ma essa e’ conseguenza e non causa , di scelte deliberate compiute invece scelleratamente da gruppi di potere anglo americani, imperialisti e guerrafondai, mossi al solo scopo di accaparrarsi risorse energetiche . Dal 2002 in Afganistan vista l’ inefficacia del governo fantoccio Karzay ,l’ opposizione popolare “pastun “inquadrata dalle milizie “taliban “ ha ripreso a farsi sentire con azioni sempre piu’ invasive confidando sull’ appoggio della popolazione pakistana contigua con quell’ etnia , processo militare che si stà accentuando, nonostante l’ occupazione e la vantata sconfitta taliban del 2002. Da qui l’ esigenza di rafforzare azioni punitive da parte di Musharraf alleato USA verso le retrovie dei ribelli e dei sostenitori dei taliban all’ interno dl Pakistan ,ma c’è stato il ritorno della Bhutto a rompere equilibri ,che costituiva un pericolo proprio perche’ in grado di coagulare forse ,una opposizione popolare tendenzialmente ostile alla politica di Bush tanto da approntarne l’ eliminazione dandone responsabilita’ ad Al Qaeda ,nel perfetto e ben collaudato stile Cia ! Del disinformare , negare e depistare su falsi e piu’ convenienti colpevoli . La responsabilita’ e’ ovviamente del governo e di Musharraf in primis, principale nemico della Bhutto e della sua presenza politica, ma l’ ispirazione , il lasciar fare e’ sicuramente un ‘ operazione coperta della CIA , che sapeva! Già c’era stato all’ arrivo ad ottobre in patria della Benazir un sanguinoso tentativo di ucciderla costato molte vittime .Un ‘ episodio che si inquadra con precisione millimetrica con quanto storicamente avvenne in tutti gli scenari che dagli anni 50 hanno visto in azione gli USA su ambiti geopolitici che dalla Corea ci hanno accompagnato al sud america, fin qui in Italia dagli anni 50, che prova la malafede degli Usa che se avessero voluto perseguire la democrazia in Pakistan e la sua stabilità , vista l’ impopolarità del loro protetto Musharraff, avrebbero potuto senz’ altro disporre adeguate misure di protezione della Bhutto che invece, non ci sono state . Si parla di questa questione non quindi per accademico e micragnoso accanimento ma ‘Preoccupati per gli evnti che possano determinarsi in un ‘area che ci riguarda da vicino perche’ in Afganistan ci siamo anche noi! Li’ c’è solo una guerra popolare di un ‘ etnia che cerca di liberarsi di una indegna ed ingiusta occupazione militare , a cui anche forze europee e Nato si sono accodate ,cercando consensi da opinioni pubbliche disinformate , come e’ anche oggi, in cui tutte le notizie dall’ Afganistan vengono filtrate dai comandi militari , non ci sono corrispondenti sul posto e tutto e’ calibrato e dosato a giustificare ad esempio il continuo della nostra presenza, in una guerra inutile , crudele sanguinaria ,che tralaltro è assolutamente impossibile vincere, come non lo è stato in passato né per gli inglesi ne’ per i Russi . Quindi si scrivono ste ‘ cose proprio perche ‘ deve circolare tra i cittadini la CONTROINFORMAZIONE adeguata,… il web e’ un mezzo per estendere il piu’ possibile il nostro dissenso come popolo ITALIANO a guerre che sono CONTRO IL DETTATO COSTITUZIONALE ED IN PARTICOLARE L’ ART.11 DELLA NOSTRA COSTITUZIONE CHE VIETA, PROPRIO _ L’ USO DELLA GUERRA PER LE SOLUZIONI DI CONTROVERSIE INTERNAZIONALI _ USCIRE DALL’ AFGANISTAN ,E CAMBIARE ROTTA SULLA POLITICA ESTERA e’quindi l’ imperativo per il nuovo anno alle porte , Bush nella sua follia omicida e criminale sta’ tentando il tutto per tutto per condire di sangue e guerra, la fine del suo stramaledetto mandato presidenziale,le sue mosse saranno quelle di indurre panico in occidente per disordini che potrebbero verificarsi in Pakistan legati all’ omicidio della Bhutto e il pericolo nucleare,in quanto il Pakistan possiede armi atomiche , il che per giustificare nuove escalation militari a garanzia della pace e della” stabilita’ occidentale”. In questa linea Hitelr/Bush non rinuncia neppure all’ idea di attaccare l’ Iran ,infatti continua a respingere le tesi di Baradei e della stessa Cia che escludono usi non civili, del nucleare iraniano . la sua sfrenata corsa maldestra e sanguinaria al far crescere la guerra è oggi con popolarità in declino, volta al giocare il tutto per tutto, condizionando le scelte future dell’ amministrazione americana che uscira’ dalle elezioni presidenziali dei prossimi mesi,tentando di incollarla agli interessi delle multinazionali petroliere che lo manovrano,decise a non mollare la presa spingendo a nuovi conflitti che assicurino di estendere stabilmente la loro presenza in Afganistan e i diritti di estrazione in Iran dopo…oviamente . una nuova guerra vittoriosa !. OCCORRE QUINDI VISTI I FALLIMENTARI RISULTATI ,INVECE DECISAMENTE ROMPERE COL TEOREMA BUSH , ADOPERARSI PER LA PACE E LO SVILUPPO DI NUOVE FONTI D’ APPROVVIGIONAMENTO ENERGETICO VERSO L’ USCITA DAL PETROLIO E’ OGGI PER NOI ITALIANI, QUANTOMAI SCELTA OBBLIGATA ,PERCHE ‘ SIA IN IRAQ CHE IN AFGANISTAN , IN PAKISTAN E IN IRAN …NON SI PUO’ VINCERE !!! POSSIAMO STARE LI’ 20ANNI IMPEGNANDO IN SPESE MILITARI RISORSE INSOSTENIBILI, SENZA RISOLVERE NULLA! SE NON PEGGIORARE ED INDURRE SUL LUNGO PERIODO, IL RISCHIO REALE DI UN CONFLITTO DEVASTANTE E TOTALE . Le guerre dei poveri contro ricchi invasori,la storia insegna! che ci sono sfavorevoli, perche’ i nostri militari non hanno alcuna motivazione ideale a combattere se non quella economica,gli altri hanno invece l’ odio e la finalità a sconfiggere un fetente invasore che occupa senza ragione e contropartite la propria terra , e mentre a loro basta un kalasnikoff arrugginito, un pugno di riso in tasca e la fede per combattere e farsi uccidere , a noi non bastano 5000 dollari al mese armi efficienti e le lusinghe della democrazia a convincerci della giustezza di farci ammazzare . QUINDI MEGLIO CAMBIARE ROTTA, FIN CHE ‘ SI E’ IN TEMPO ! LA GUERRA NON SERVE STABILIZZARE IL MONDO ,NE ‘ MAI I MILITARI HANNO COSTRUITO LA PACE , SERVONO SOLTANTO A DIFENDERE INTERESSI CHE RIPRODURRANNO POI NUOVI CONFLITTI . LA PACE E’ OTTENIBILE SOLO DALLA GIUSTIZIA E DAL DIRITTO ALL’ INDIPENDENZA DEI POPOLI, ALLA RICERCA DELLA LORO SOSTENIBILE VIA ALLO SVILUPPO ,ALTRE FORME SONO SOLTANTO NEOCOLONIALISMO DI RAPINA , CAMUFFATO DA DEMOCRAZIA FALSA, VIOLENTA ED ARROGANTE . Da ANONYMO CRITYKO venerdì 28 dicembre 2007 http://www.newapocalypse.altervista.org/controinformazione_e_informazione_libera.html

scritto da sogno alle ore 17:52:55



Siamo fermemente contrari all'abolizione della pena di morte e la vorremmo anche in Italia, per reati efferati e per condanne assolutamente certe. Non siamo cristiani e pertanto, al di là della capacità di deterrenza che tale pena comporta ( non crediamo alle bubbole delle statistiche falsate..) non sentiamo il dovere del perdono, riconosciamo il diritto alla vendetta da parte dello Stato come ripristino di un equilibrio etico violato e riteniamo che nessun credo religioso possa imporre ad uno stato laico il proprio punto di vista ( tra l'altro lo stato Pontificio ha eseguito l'ultima condanna a morte poco più di cento anni fa...). Volevamo scrivere in proposito. Volevamo anche far notare che tutti coloro che si struggono per salvare le vite disperate di efferati delinquenti che con le loro azioni si sono portati al livello di belve feroci, non si commuovono per le mille ingiustizie che colpiscono a morte gli innocenti senza colpa alcuna se non quella di non appartenere ad una razza, ad una classe ad una religione e che quindi, tutti costoro, esprimono solo una grande ipocrisia e dimostrano di non avere una propria, autonoma capacità critica, ma di essere sciocchi succubi plagiati da una elitaria confraternita di masturbatori mentali che non sanno e non riescono a calarsi nella concretezza della vita quotidiana dell'umanità e si trastullano con le loro bizantine speculazioni intellettualoidi. Poi abbiamo letto il sottostante articolo di Maurizio Blondet e ci siamo resi conto che egli aveva già detto tutto e molto meglio di quanto noi avremmo saputo fare. Per questo ve lo trasmettiamo. A futura memoria. Alessandro Mezzano La morte solo per Abele Maurizio Blondet 19/12/2007 Emma Bonino: «Una data che il mondo ricorderà»; Prodi e Napolitano parlano di «Segnale storico» Grande successo del governo, grandi congratulazioni del regime a se stesso: all'ONU è passata la mozione italiana contro la pena di morte. L'Italia al vertice della civiltà, inneggiano i commentatori, da Furio Colombo (L'Unità) ad Arrigo Levi (La Stampa). Furio Colombo esalta la «visione» del partito radicale, di Pannella-Bonino, autori della grande conquista, del grande successo. La visione del partito radicale è ovviamente questa: niente pena per i colpevoli, la morte va' comminata ai bambini non-nati e ai vecchi e malati. Nessuno tocchi Caino, soltanto Abele. La morte non è uscita dallo Stato: ha solo cambiato ministero. Dalla Giustizia alla Sanità, da Mastella a Livia Turco. Anche il ministero della guerra ha mantenuto una certa competenza sulla materia. La morte di stato viene comminata in Irak a caso e in massa, a grandi e piccini che respirano l'uranio impoverito a tonnellate (senza che la Bonino alzi un sospiro, e nemmeno l'Unità né i pacifisti). Viene comminata a casaccio in Afghanistan, per impedire che alle donne venga imposto il chador. La morte di stato è pratica corrente nei territori che occupa il felice regno di Sion: morte rapida ed esplosiva, morte lenta per fame, uccisioni casuali, uccisioni mirate, uccisioni gratuite. Di Stato. Legale. La voglia di uccidere Abele non conosce tregua, e il partito radicale non cessa di premere perché sia estesa a nuove categorie di innocenti. E' la civiltà, è la conquista cui nessuno può obiettare. Il trionfo finale del politicamente corretto, ossia della contraffazione della carità, della falsa bontà. Questo sinistro congratularsi, questo inneggiare a sé stesso di un regime corrotto e oppressore, non è solo disgustoso; fa paura. Avvicina quei tempi di cui parlano le profezie di tante tradizioni: i giorni in cui un vivo, passando davanti a un cadavere, lo invidierà. Il giorno in cui i vivi vorranno essere morti. In quei giorni, molti cadaveri saranno sulla terra, lì da invidiare. I giorni dell'Anticristo, ora che ogni principio del katechon è stato «tolto di mezzo». I giorni del Dajjal, dell'Impostore, della Simia Dei. Maurizio Blondet Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved.

scritto da Alessandro Mezzano alle ore 21:21:58



E' notizia di oggi: Televisione e mercato dei senatori Berlusconi indagato per corruzione Ovvio che Berlusconi è "innocente"... tant'è che anche in passato è sempre stato "assolto"... -- con buona pace dei suoi velenosi, scorretti ed iniqui detrattori&toghe-rosse!!!! (... al che c'è da domandarsi a che siano mai servite le leggi ad personam"... non ce ne era... nessun bisogno). Ha da passà 'a nuttata...

scritto da Petito alle ore 11:26:22



MORIRE OPERAIO GUARDATE IL VIDEO E IL PERCHE' SI MUORE SUI POSTI DI LAVORO http://www.namir.it/irradio/operaio.htm

scritto da luana alle ore 10:12:51



LA “PESTE “ C’è un filo sottile che lega i pestaggi della caserma Raniero a Napoli,mrzo 2001 con quelli del luglio a Genova G8 ,Carlo Giuliani morto all’ istante con una pallottola in testa , poi il caso inquietante di Fedrico Aldrovandi a Bologna nel 2005 pestato a sangue dopo essere stato fermato ed ucciso , un 18enne ,a cui è stata strappata la vita . Aldo Bianzino è stato arrestato per coltivazione di canapa indiana nel suo orto. Era un falegname. Viveva con la famiglia a Pietralunga, sulle colline vicino a Città di Castello. Nel carcere di Capanne è stato pestato a morte. Il medico legale ha riscontrato 4 ematomi cerebrali, fegato e milza rotte, 2 costole fratturate. Lascia una moglie e un figlio, aveva 44 anni e non aveva mai fatto male a nessuno. Recentemente è stata bloccata l commissione parlamentare d’ inchiesta sui fatti del G8 ,ieri ad Arezzo sull’ autostrada in un autogrill, si fronteggiano pesantemente due tifoserie di laziali e interisti non sono molti, i poliziotti dalla parte opposta, cercano di far cessare la rissa ……ma ci scappa il morto , il solito discorso, il colpo parte accidentalmente…..la tesi dell’ agente impreparato. Ma come fa' a partire accidentalemente un colpo cosi’ ,…. da chi si presume che per addestramento sa’ evidentemente impugnare una pistola ….. A Roma,poco dopo che la notizia circola e partite che vengono sospese, i tifosi scatenano un "pandemonio"assaltano il Coni e due caserme ,altri scontri avvengono anche in altre città . Bergamo e Taranto . DOVE SI VUOLE ARRIVARE ? C’è qualcosa d’ inquietante in questa difesa a oltranza delle forze di polizia ,intoccabili ,al di sopra delle leggi democratiche, con un vasto schieramento parlamentare che le appoggia ….. “qualsiasi cosa facciano” . C’è la logica della “tolleranza zero” ,che evidentemente visti i precedenti, la si usa verso o manifestanti anche inermi vedi casi Raniero e G8 a Genova o a malcapitati come Aldrovandi e Bianzino , ieri contro un tifoso… come è possibile che un agente sia cosi’ sprovveduto da confondere quando la canna della pistola se mai deve puntare veso il cielo , e sparare all’ aria ,da quando questa invece punta su persone ?e ad altezza d’ uomo ? Lontanissimi da giustificare il tifo ,e le tifoserie violente ed arrabbiate segno di alienazione popolare , di vuoto, di miseria culturale e morale ma bisogna anche considerare uno Stato ipocrita che gonfia a dismisura il calcio ,i compensi dei calciatori ,i buchi neri delle societa’ calcistiche, l’ orgia televisiva continua che instupidisce milioni di persone ,sempre piu’ disinformate ,senza valori, senza che gli venga data quella informazione di base per alimentare/EDUCARE una societa’ normale/ civile e democratica . lo Stato nei confronti del mostro che crea, nelle plebi violente ed impazzite nelle suburre metroplitane, si stupisce che il giocattolo che ha prodotto si AUTODISTRUGGA O DISTRUGGA TUTTO CIO’ CHE INCONTRA SULLA STRADA… DELLA PROPRIA RABBIA inutile e mal riposta . e che fa? picchia ..usa le maniere forti ..non educa la plebe ma la alimenta con poliziotti violenti .E LA SOCIETA' SPETTACOLO si riproduce HA BISOGNO DI SANGUE E SE NE NUTRE ....IN UNA CATARSI senza fine ..fà odience rimestare l' orrore è l' orore e interfaccia del calcio ........LA PESTE…. Certo ......gli ultras fanno impressione ma sono le vittime d' un sistema sporco che usa lo sport per onubilargli le menti, gli ultras che nella loro vita non guadagnano neanche un decimo di quanto incassa un calciatore in un anno , si fanno prendere per i fondelli da un sistema che invece che insegnargli democraticamente a lottare per i propri diritti ,li fa' invece ammazzare tra loro a ..........sprangate………………. per il nulla ....o li ammazza come in queto caso . La peste stà nella miseria mentale ..ma che al sistema in cui viviamo, e' utile per fregarci, per far si' che I poliziotti dal grilletto facile e dal manganello che ti spezza le ossa, anche loro subalterni ,accettino volentieri il gioco pagati ed istruiti a mordere e a comando . Eguali! quando serve, con le stesse espressioni facciali che in Chile amazzavano negli stadi gli oppositori, o in Argentina buttavano gli studenti nell' Atlantico - Un proletariato rozzo e bestiale si riproduce presto .....ed è il terreno di cultura dei “RABBIOSI ” che con la stessa facilita' con cui possono arrostire bimbi innocenti in un campo nomadi, in una notte improvvisa di morte, legalizzati da una divisa,possono metterti gli elettrodi nei genitali e spaccarti le ossa, facendoti crepare di sete, o farti bere la loro urina ridendo ..se pensano che sei…….. contro di loro ----- Ai miei tempi… la mia gioventu' …dai capelli lunghi le chitarre e le ragazze che erano con noi a sentire i concerti,pacifista e non violenta , non gliene fregava nulla del calcio ...il sesso era libero SI FACEVA NUDISMO IN POSTI BELLISSMI E ANCORA INTATTI ,le donne le si amava anche solo per una sera e nessuno tagliava la gola a nessuno . Oggi la “peste emozionale” è nella diseducazione collettiva, produce mostri che uccidono le donne ad esempio ,che le spingono in schiavitu' legali i /matrimoni , o illegali la prostituzione delle nuove schiave . E NON C'è PIU' NIENTE E NESSUNO AD INSEGNARE ,...Pasolini è morto ucciso anche li’da “rabbiosi “ e è sepolto umilmente ----come il suo insegnamento DIMENTICATO . Tutti i migliori nel “mal paese”…se ne sono andati ....è rimasta solo la babele di questa incomprensibile Italia e la nostra impotenza insoddisfatta e l' impossibilita' ad urlare la nostra rabbia sempre piu' grande , ma che implode ...muta e silente..... dentro di noi ... SIAMO NELLA SOCIETA' SUPERMARKET ,ORRENDA OVE ERADICATI TUTTI I COMPARTI CULTURALI E SOCIALI, S'E CREATA quella DEGLI INDIVIDUI ,UN TEMPO UN FILM "PICCOLI OMICIDI" PARLAVA DI QUESTO.... DELLA MORTE DELLE COSCIENZE E LA GENTE SI SPARAVA DAI POGGIOLI PROPRIO COME… LA ROSA BAZZI CHE HA UCCISO SELVAGGIAMENTE I SUOI VICINI A ERBA ........ ABBIAMO LASCIATO L' AMERICA PREVALERE COME UN TUMORE ..E OGGI SIAMO LA RUOTA ZOPPA D' UN IMPERO IN DECLINO CHE UCCIDE.....SUBIAMOCI L' AMERICA E IL SUO ORRORE -----CI HA LIBERATO!!!!----- UN DEBITO ETERNO MAI SALDATO! E che mai si saldera' I MORTI SUL LAVORO AD ESEMPIO ---- VALGONO DI MENO DEI POLIZIOTTI E DEI TIFOSI ---NON FANNO NOTIZIA SONO LA COSCENZA SPORCA--- IL VETRO APPANNATO DELLA VETRINA/BELLA SU CUI CASUALMENTE UN CANE CI HA SCHIZZATO LA MERDA O IL SUO PISCIO -BISOGNA SFUMARE –RIPULIRE IN FRETTA LA VETRINA /.LA VETRINA SERVE PER VENDERE …L’ OPPIO ,CHE E’ LA PESTE DELLE NOSTRE MENTI E L’ OPPIO QUELLLO CHE CI FA’ SENTIRE DI VIVERE MEL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI…. E CHE NON CE NE PUO’ ESSERE UN ALTRO …DI MONDO LA VETRINA SI RIILLUMINA SUBITO DOPO CHE E’ AVVENUTO QUALCHE IMPREVISTO , CONTINUANDO A SPANDERE IL SUO PROFUMO SUADENTE PER FAR COMPRARE IL SUO OPPIO CHE PER PRODURLO CONTINUA A SFRUTTARE E AD OPPRIMERE, RUBANDO... LA VITA A CHI NON PUO’ FAR ALTRO CHE SUBIRE . COSI’ -LA NOSTRA POVERTA'---- ' E' 'INVERSAMENTE PROPORZIONALE AL..... LORO POTERE …..esercitato in nostro nome ......ma contro di noi ...di ..quelli che stanno dietro alla vetrina e che ci mettono i variopinti boccettini di oppio….per allettarci farceli comprare e farci diventare APPESTATI socialmente e mentalmente,ma ubbidienti e anche pronti mordere e a morderci , per un colore falso e una tifoseria ….della nostra squadra del cuore ma …di un cuore impazzito E un’ esistenza avariata … paolo gastaldo martedì 13 novembre 2007

scritto da sogno alle ore 13:23:16



L’ordini provinciali dei Farmacisti della Regione Marche sostengono i progetti africani di MCE Con una iniziativa di singolare sensibilità, le 500 Farmacie della Regione Marche sosterranno i Progetti: 1) “9 € per una vita”; 2) Sanità in Tanzania cui prevede di creare un servizio Sanitario a (Healt Care Arusha “Tanzania”) dove ora non esiste. Mce – Aifavin & Medici Pro African Hospitals ONLUS – ONG, per la grande sensibilità umana dimostrata, sente il dovere di ringraziare di cuore gli ordini dei Farmacisti e le Associazioni Federfarma delle Marche, ringrazia i Presidenti provinciali: Dr Piero Maria Calcatelli dell’Ordine di Ancona; Dr. Giancarlo Cuccù dell’Ordine di Ascoli Piceno; Dr. Luigi Parigi dell’Ordine di Macerata; Dr. Romano Salvi dell’Ordine di Pesaro, ringrazia inoltre i Presidenti delle Ass.ni provinciali di Federfarma: Dr. Roberto Batoli Ass.ne di Ancona; Dr. Renzo Mori Ass.ne di Ascoli Piceno; Dr. Giovanni Guglini Ass.ne di Macerata; Dr. Stefano Gullinelli Ass.ne di Pesaro.

scritto da Giovanni Fiorentini alle ore 16:43:44



Mce-Aifavin & Medici Pro African Hospital Aiutare chi soffre è fonte di buon umore e serenità Rendiamo noto che il contributo versato con il Bollettino Postale 77216125 è esente da tassa di € 1.-Informare l’impiegato postale Siamo nel 3° millennio ma nel Sud del Pianeta ogni 10.000 nati entro 30 giorni ne muoiono 949 mentre in Occidente soltanto 13. Oltre 150 milioni di persone ogni anno muoiono per fame e per miseria e ne aumentano 5milioni all'anno. Come definire una situazione del genere se non una tragedia umana? Sono queste le ragioni per cui intere popolazioni fuggono dal Sud. Se entro i prossimi 10 anni l’occidente non affronterà questo problema, in Europa arriveranno 2 miliardi di nuovi emigrati. A questo pensano i Medici di Mce-Aifavin & Medici Pro African Hospitals ONLUS - ONG, che hanno ricostruito un ospedale in Uganda, hanno formato Medici, Paramedici e ora formano giovani Imprenditori affinché organizzino il loro futuro nei luoghi di origine per non dover più emigrare. Noi ti chiediamo di aiutarci ad andare avanti in questa direzione con un piccolo contributo economico. Un bellissimo ospedale da noi ricostruito a Kisubi Uganda é già funzionante. I primi di Gennaio 2008 inizieranno i lavori per realizzare dei Servizi Sanitari con anche un ospedale a (Health Care Arusha Tanzania). Infatti, la sanità lì non esiste. Aiutaci anche tu a costruirla con un piccolo contributo. Compila il bollettino di C/C/P n. 77216125. Entra nel sito: www.mce-aifavin.it troverai tante virità con tante immagini e testimonianze. In Africa 20 milioni di bambini sotto i 6 anni di vita ogni anno muoiono per malattie, guerre e fame, Mce-Aifavin & Medici Pro African Hospitals ti chiede di sostenere il Progetto: "9 € per una vita". Sono solo 9 €uro ma valgono la vita di un bambino perché sono il costo della retta di accesso ospedaliero, senza i quali molti altri bambini moriranno perché non potranno curarsi. Il Conto Corrente Postale è il n. 77216125; puoi anche fare un bonifico sul CCB n. 95338 Banca di Credito Cooperativo di Falconara M., ABI 08086, CAB 37351, CIN I. -- A nome di tutti i bambini poveri del Sud del Mondo, un grazie di cuore. Il Presidente Nazionale di Mce-Aifavin & Medici Pro African Hospitals - Giovanni Fiorentini

scritto da Giovanni Fiorentini alle ore 16:42:02



Mce-Aifavin & Medici Pro African Hospitals Onlus ONG denuncia: "troppa indifferenza della Politica italiana verso la crescente tragedia dei decessi per cancro" Il Prof. Dario Corsetto, grande cervello italiano fuggito dall'Italia 20 anni fa per CERN, il più grande Centro Europeo di Fisica delle Particelle a Ginevra "Svizzera", 6 anni dopo si è trasferito in Texas per lavorare ai progetti Superconducting, Super Collider. Crosetto ha trascorso i suoi ultimi venti anni progettando e migliorando le apparecchiature per l'individuazione di particelle di alta energia e negli ultimi anni ha condotto attività di ricerca, di simulazione, ha costruito e testato componenti per la realizzazione della sua apparecchiatura 3D-CBS per la diagnosi preventiva del cancro, in grado di fare diagnosi precocissime e sconfiggere il cancro. Lo Scienziato Prof. Dario Crosetto è Amministratore Delegato della 3D-Computing, con sede a Dallas "Texas". Ora MCE si domanda: perché la Politica italiana continua ad essere taciturna ed inamovibile su ciò che é una vera tragedia umana? Forse le reali vere 250.000 vittime di Neoplasie di ogni anno non sono sufficienti per un sollecito intervento? Perchè non si chiede ai familiari delle vittime come la pensano a riguardo? Chi scrive é un genitore che da 5 anni piange una figlia vittima del cancro. Lo Scienziato Prof. Dario Crosetto scrive alla Ministro Livia Turco: Onorevole Livia Turco Ministro della Sanità, via Lungo Tevere Ripa, 1 Cap 00153 Roma 15 ottobre 2007. Per Debellare la Mortalità Prematura da Cancro: Sito Web: http://www.3d-computing.com PER ULTERIORI INFORMAZIONI RIVOLGERSI A: Dario Crosetto, 3D-Computing. Tel.: +1-972-223-2904, e-mail: crosetto@worldnet.att.net ________________________________________ CROSETTO FOUNDATION Per Debellare la Mortalità Prematura da Cancro Onorevole Livia Turco Ministro della Sanità Lungo Tevere Ripa, 1 00153 Roma 15 ottobre 2007 OGGETTO: Reinvio del materiale relativo ad informazioni scientifiche di estrema utilità a beneficio della salute dei cittadini. Preg.ma On.le Turco, Dal momento che mi risulta che il coautore del libro “PRIMO: la SALUTE”, il Cardiochirurgo dell'Ospedale San Matteo Dott. Vincenzo Vigna, ha consegnato una copia del testo sia a Lei, sia al Presidente del Consiglio nonché a numerosi Ministri e Parlamentari in occasione di vari incontri a Pavia, mi preme reinviarLe il materiale scientifico già inoltrato il 7/09/2006. Resto in attesa di un sollecito riscontro relativamente alla mia tecnologia innovativa descritta nei documenti e libri allegati, dal momento che tale tecnologia è di estremo interesse per la salute dei cittadini in quanto permette il raggiungimento di una riduzione sostanziale della mortalità da cancro. Infatti, la mia tecnologia innovativa è finalizzata alla diagnosi precoce che, come confermano dati sperimentali, può salvare la vita dal 90% al 98% dei casi. Nonostante nessuno, avvalendosi di argomentazioni scientifiche, abbia potuto confutare che la realizzazione della mia tecnologia innovativa avrebbe contribuito a salvare gia’ da una decina di anni migliaia di pazienti da morte prematura da cancro, si continua ad ignorarla, mentre sarebbe auspicabile affrontarla in modo scientifico ed approfondito per comprenderne appieno il valore innovativo ed i meriti scientifici promovendone tempestivamente la realizzazione. La ragione del mancato trasferimento al letto del paziente dei benefici apportati dalle mie innovazioni tecnologiche è da ricercare nella mancanza di risposte, supportate da precise argomentazioni scientifiche, da parte dei “decision makers” del settore. Se i “decision makers” (in particolare i dirigenti di industrie, come ad esempio quelli della Siemens nel 2002 e i responsabili del Consiglio Superiore della Sanità –CSS- nel 2004) avessero ricercato argomentazioni scientifiche per negare le mie rivendicazioni relative alla possibilità di migliorare di centinaia di volte l’efficienza delle oltre 4.000 PET attuali, non le avrebbero trovate, in quanto tali rivendicazioni poggiano su solide basi scientifiche, come è stato riconosciuto da scienziati ed esperti di fama internazionale (vedi allegato 3). Per cui sarebbe stato logico finanziare la mia ricerca per ottenere, nel più breve tempo possibile, il massimo beneficio per i pazienti relativamente al conseguimento della riduzione sostanziale della mortalità prematura da cancro. Invece questo non è avvenuto. Tempo prezioso è stato perso e decine di migliaia di persone in Italia (e non solo) hanno continuato a morire ogni anno. A differenza delle industrie, che legittimamente pongono come priorità il profitto, l’obiettivo primario del Consiglio Superiore della Sanità e del Ministero della Sanità dovrebbe essere costituito dal miglioramento della salute dei cittadini. Pertanto dal 2004, sia il CSS che il Ministero della Sanità, perseguendo azioni coerenti con tale obiettivo, avrebbero dovuto prendere seriamente in considerazione la mia tecnologia innovativa, dal momento che essa offre la possibilità di raggiungere effettivamente e in tempi brevi il miglioramento della salute dei cittadini. Dario B. Crosetto, Vicolo al Molino, 1 - 12030 Monasterolo di Savigliano C’è da dire che comunque la Siemens, nonostante l’iniziale reazione di scetticismo, incredulità e negazione della possibilità di migliorare sostanzialmente l’efficienza della propria PET, come risulta dalle registrazioni riportate sul sito web www.crosettofoundation.com, dopo aver analizzato le mie innovazioni, con il conseguimento del risultato dell’eliminazione del 70% dell’inefficienza della propria PET, di fatto ha ammesso che io avevo ragione a puntare sull’aumento dell’efficienza determinato da miglioramenti nell’elettronica a cui fino ad allora nessuno aveva pensato. (Prima del raggiungimento di tale risultato, la Siemens adduceva di aver gia costruito ben 31 prototipi di PET con l’obiettivo di migliorare l’efficienza, senza però riuscirci. Tale affermazione risultava dagli incontri avvenuti il 6 novembre 2002 tra il sottoscritto ed il Presidente della Siemens Medicina Nucleare e il Direttore del gruppo PET), A maggior ragione i “decision makers” dello Stato (CSS, Ministero della Sanità) avendo come mandato specifico non il profitto ma il MIGLIORAMENTO della SALUTE del PAZIENTE, avrebbero dovuto considerare seriamente tutte le mie innovazioni tecnologiche, dal momento che esse offrono un grande impatto nella riduzione della mortalità prematura da cancro. Rinnovo pertanto la richiesta già avanzata nella mia lettera del 7 settembre 2006, affinchè dal Suo Ministero mi vengano fornite risposte pertinenti basate su argomentazioni scientifiche riguardo a quanto esposto ai membri del CSS nel 2004 e cadute in un incomprensibile silenzio. Una procedura di analisi scientifica ed approfondita relativa all’ampia documentazione da me presentata al CSS nel 2004, potrà portare solo ad ammettere che le mie rivendicazioni erano fondate, come hanno dimostrato i risultati pratici conseguiti recentemente dalla Siemens seguendo le indicazioni da me suggerite relative al miglioramento dell’elettronica e di altre sezioni della PET per eliminare l’inefficienza nella propria PET. A questo punto, realizzando tutte le mie innovazioni (non solo quelle relative al miglioramento dell’elettronica), in un unico passo da gigante sarà possibile migliorare del 4.000% l’efficienza delle oltre 4mila PET attualmente utilizzate negli ospedali, riducendo sostanzialmente la mortalità prematura da cancro attraverso la diagnosi precoce. Inoltre potrebbero essere diagnosticate precocemente tutte le patologie determinanti un metabolismo anomalo come le ischemie cerebrali, cardiache, intestinali, arti inferiori, ecc. PRIMA dell'evento morboso conclamato ed invalidante (ictus, infarti, necrosi ecc.). Confido sui nuovi indirizzi del Ministero della Salute e particolarmente nella Sua personale sensibilità. Auspico che tale nuova tecnologia, finalizzata al bene dell'umanità, possa al più presto attuarsi in Italia. In attesa di un sollecito riscontro, le porgo i più cordiali saluti, Dario Crosetto P.S. Per completezza e per facilitare la valutazione del materiale informativo a beneficio dei pazienti da parte delle persone che Voi vorrete segnalare, allego il seguente materiale: 3 Allegati: Punto 1. Documentazione relativa alla mia tecnologia innovativa a) il libro: “PRIMO: la SALUTE” b) il libro: “Come Vincere il Cancro”, c) le tre pagine che descrivono i vantaggi della mia tecnologia in termini semplici, come richiestomi dall’On.le Costa il 1 giugno 2005 (Allegato A), d) la brochure di due pagine (pieghevole a quattro, Allegato D), e) l’articolo scientifico di 5 pagine. (Allegato E) Punto 2. Documentazione, relativa alla richiesta (purtroppo sottovalutata) dell’On. Costa in cui egli afferma che, viste “le ragioni conseguenti all’enormità della posta in gioco” occorre “impegnarsi a compiere approfondimenti oggettivi”, e non solo questi non vengono compiuti, ma la documentazione allegata dimostra che, da parte di persone che ricoprono posizioni decisionali nell’ambito del miglioramento della salute del cittadino, viene addirittura esercitato un blocco e ostruzionismo alla divulgazione di informazioni utili alla salute, anziché promuoverla: a) Lettera del 17/08/2006 al dott. Moirano, Commissario, Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle b) Lettera del 28/ 08/2006 all’on. Costa, Presidente della Provincia di Cuneo c) Lettera del 30/08/2006 al dott. Silvano, Commissario, - Azienda Sanitaria Locale N. 15 d) Lettera del 1 settembre 2006 al dott. Silvano (comprensiva di Allegati) e) Email del 4 09 2006 al dott. Silvano, Commissario, - Azienda Sanitaria Locale N. 15 f) Lettera del 5 settembre 2006 al dott. Moirano (comprensiva di Allegati) Punto 3. Documentazione relativa alla convalidazione, basata su argomentazioni scientifiche della mia tecnologia innovativa a) Rapporto della commissione esaminatrice del 1 luglio 2003 b) Questionario del 2006 in seguito all’ispezione da parte dell’ABO Project

scritto da Giovanni Fiorentini alle ore 16:36:31



http://www.youtube.com/watch?v=grAmUgmt_S4

scritto da alle ore 15:57:27



Rimango esterrefatto e altrettanto dispiaciuto come voi davanti ad un giovane (al G8) ammazzato, proprio mentre manifestava CIVILMENTE e PACIFICAMENTE e, accortosi che una GIP dei Carabinieri stava andando in frantumi e stava prendendo fuoco, sprezzante del pericolo (e pensando che nn aveva di fronte una persona, ma tre zimbelli che nn ci possono sparare) prende un estintore per spegnere l'incenzio... NON C'ERA UN INCENDIO??!?!?!?! e ALLORA CHE CI FACEVA CON L'ESTINTORE IN MANO??? SPIEGATEMI QUESTO!!! SPIEGATEMI COME MAI PROPRIO VOI DELLA CONTRO INFORMAZIONE NON PUBBLICATE ANCHE (OLTRE ALLE FOTO DEL CARABINIERE CON LA PISTOLA) ANCHE LE FOTO MENTRE IL POVERO MANIFESTANTE AVEVA L'ESTINTORE IN MANO PRONTO A LANCIARLO... PUBBLICATE ANCHE I SEGNI DI QUELLO CHE IL CARABINIERE HA ANCORTA OGGI SUL VOLTO!!!

scritto da Gianluca alle ore 20:39:59



Ciao Luana. Prima di tutto, grazie della risposta e dell'ospitalità sul vostro blog. Che gli stranieri siano serviti alle multinazionali è un dato di fatto che non scopriamo certo oggi. Il problema sono coloro che non lavorano e che, anzi, aborrano la parola lavoro e magari costringono la moglie a prostituirsi ed i figli a fare l'elemosina. Io ho paura che con tutta la buona volontà parlare di integrazione per queste persone sia davvero un'utopia. Sono d'accordo nel dare una possibilità di integrazione a tutti senza distinzioni di etnia ecc. (quindi NO alle espulsioni preventive per i ROM) però si deve essere altrettanto severi laddove ci sia una situazione evidente di non integrazione. E' una vergogna muoversi adesso per abbattere le baraccopoli quando solo 2 settimane fa la popolazione di Tor di Quinto aveva fatto presente al Sindaco VELTRONI che la situazione era diventata insostenibile. Perchè la classe politica (TUTTA) deve sempre aspettare il peggio per fare qualcosa ? Non si poteva agire prima solo sulla spinta delle segnalazioni documentate della popolazione? Ecco, da cittadino qualunque faccio fatica ad accettare tutto questo e ammetto che il mio paese mi piace sempre meno da questo punto di vista. Sapete quanto rischia un rumeno per furto in Romania ? Parecchi anni di carcere. E sapete quanto rischia lo stesso rumeno per un furto in Italia ? Praticamente niente! Ecco un'altra risposta alle nostra domanda: perchè vengono tutti in Italia ? Perchè facciamo ridere, perchè se un cacciatore (premetto che non lo sono) spara ad un fringuello passa dei guai seri mentre se una persona (italiana o straniera che sia) ruba o commette reati più gravi riesce a cavarsela più o meno bene (anni di processo, sconti di pena del 50%, prescrizione ecc.). Ripeto: facciamo ridere. Torno infine su Carlo Giuliani: ben venga la commissione d'inchiesta visto che è ormai appurato che le forze dell'ordine hanno commesso svariati reati durante quella brutta giornata e soprattutto la notte alla Diaz. Tuttavia, perdonami, ma non riesco a dimenticare le scene di devastazione viste durante tutto il G8 e non ditemi che è sempre stata colpa della polizia...'ca nisciuno è fesso...Facciamola la commissione d'inchiesta, ma cerchiamo da una parte di appurare le responsabilità delle forze dell'ordine e possibilmente dare un nome all'omicida di Carlo Giuliani e dall'altra diamo una risposta anche ai cittadini di Genova condannando senza mezze misure quei manifestanti che hanno trasformato un legittimo corteo di protesta in un campo di battaglia distruggendo una città(a discapito di tutti gli altri manifestanti "tranquilli"). Proviamo a farlo senza giustificare le violenze viste con l'azione delle forze dell'ordine, tanto lo sanno tutti che non è (e non potrebbe essere) solo così.

scritto da Giacomo alle ore 09:57:19



CARO GIACOMO rispondo rapidamente... l'arrivo degli stranieri e' servito alle industrie nazionali e multinazionali europee per abbassare il costo - secondo loro - degli operai. LA COSTITUZIONE EUROPEA quella rifiutata dalla sola FRANCIA e poi passata in silenzio prevedeva infatti il totale asservimento agli industriali e lo sfruttamento degli operai - il risultato e' quello che vediamo e cioe' neanche l'attuale sinistra riesce a togliere di mezzo il precariato. ALLORA - il mio CORDOGLIO per GIOVANNA va nuovamente ribadito...ma poi vediamo che si uccide una ragazza inglese nella benestante perugia - un pazzo italiano spara sulla gente...insomma se corriamo dietro ai fatti di cronaca nera ce ne' per tutti. MORDIAMOCI TRA NOI POVERI ...e loro continueranno a fare quello che vogliono forse per questo ci danno le notizie in questione. CARLO GIULIANI... se ci si limita a guardare solo le ultime scene di quel momento drammatico non si fa nessuna inchiesta seria sui fatti di GENOVA G8...diciamo che i pacifisti stavano andando a forzare la linea rossa...armati di polisterolo - tute bianche - manganelli di carnevale...fischietti eccetera...tutta roba da questura. i carabinieri e polizia hanno tagliato la strada pur non essendo quelli gli ordini e hanno scagliato oltre 150 lacrimogeni nei confronti dei manifestanti che si trovavano in una strada chiusa cioe' senza sbocchi laterali. da li la reazione altrimenti si moriva...c'e' stata una contro carica ...fino ad arrivare a piazza alimonda. ora dimmi e dammi una sola immagini che quel carabiniere che spara sia placanica e avrai il premio del reporter dell'anno - perche' a noi non risulta ed anche questa non vogliono spiegare ...ecco come salta una commissione di inchiesta. PER FINIRE LA COMMISSIONE DI INCHIESTA SALTA - non per l'opposizione...che farebbe il suo mestiere politico - ma per DI PIETRO che racconta scemenze e per MASTELLA che peggio di cosi' non poteva fare in questo e in altri governi. POI SOMMA IL VOTO CONTRARIO DI DI PIETRO con quello favorevole che ha dato per IL PONTE IN SICILIA...fatti due conti e raccontami cosa significa questo politicamente. infine l'intervista a GIULIETTO CHIESA non e' mia... come sentirete dalla voce...pur se fumo un tantino non arrivo a quel timbro. baciotto a tutti - luana de rossi.

scritto da LUANA alle ore 22:01:52



A PROPOSITO DELLA MORTE DI GIOVANNA: Cara Luana, complimenti per l'intervista a Giulietto Chiesa con il quale concordo pienamente. Per quanto riguarda invece la morte di Giovanna ritengo che la tua frase "alla quale va comunque tutto il nostro cordoglio" sia un po'pochino rispetto ai fiumi di parole spesi (spesso a ragione, a volte meno) nei confronti di Carlo Giuliani. In effetti, aldilà di chi lo abbia ucciso (Placanica & co.), è innegabile che Carlo Giuliani ha partecipato attivamente (con tanto di foto e video) alla devastazione della città di Genova (alla quale nessuno ha mai chiesto scusa) mentre Giovanna stava solo passeggiando in una strada di Roma. A parte questo, è vero che negli ultimi 10 anni i fatti criminali si sono dimezzati ma è anche vero che su 50 arresti giornalieri fatti a Roma (è la media giornaliera documentata) ben 48 sono stranieri. Ora, se dobbiamo dare i dati, diamoli tutti altrimenti facciamo come il Cavaliere che dice solo quello che gli fa comodo... Purtroppo tutto questo è il risultato della politica delle porte aperte e dei prosciutti sugli occhi: come fa ad integrarsi uno straniero che non ha né lavoro né fissa dimora ? Naturale che rubi e che magari diventi un manovale della malavita organizzata!!! Mi dispiace, ma io non ci sto. Intendiamoci, le repressioni razziste viste in questi giorni sono ancora peggio e non fanno altro che peggiorare le cose ma non si può negare che esista un problema "sicurezza" in Italia. Discutiamo allora su come risolverlo (ammesso che una soluzione esista) e non chiudiamoci a riccio solo perchè si paventano delle espulsioni, peraltro più che legittime. Ciao.

scritto da GIACOMO alle ore 13:13:26



st bab

scritto da alle ore 09:47:41



90° Anniversario della Rivoluzione d’Ottobre - Sabato 10 novembre 2007 il “Comitato 7 Novembre” organizza per tutto il giorno presso l’aula magna del liceo scientifico statale "F. Severi" Bastioni di Porta Volta 16 - Milano, un convegno sul 90° anniversario della Rivoluzione d’Ottobre e sul suo significato nell’attualità della lotta dei comunisti e della classe lavoratrice contro il capitalismo e l’imperialismo nel mondo. - Alle ore 9.00 Apertura e inizio lavori - Sergio Ricaldone, Presidente dell’Assemblea - alle ore 9,30 – 1ª relazione - Domenico Losurdo - Professore ordinario di Filosofia della storia nell'Università di Urbino sul tema: “L’Ottobre bolscevico e la lotta tra rivoluzione e controrivoluzione nella prima metà del Novecento.” - ore 10,15 interventi di: Sergio Cararo, La crisi dell’imperialismo, la rivoluzione d’ottobre e l’attuale ripresa e risalita dell’imperialismo a livello mondiale - Mauro Gemma, Il Partito Comunista della Federazione Russa - Marco Rizzo europarlamentare, Segr.Naz.PdCI - Raffaele De Grada - Bruno Casati Assessore prov., Dir.Naz.PRC - Cristina Carpinelli - Stefano Barbieri. - ore 14,00 - 2ª relazione - Andrea Catone - Direttore del “Centro studi sui problemi della transizione al socialismo” sul tema “Dal dopoguerra alla dissoluzione dell'URSS sviluppo e crisi del "socialismo reale". - ore 15,30 interventi di: Giuseppe Cracas - Claudio Caron - Rolando Giai-Levra - Sergio Manes - Alessandro Leoni - Fausto Sorini - Tiziano Tussi - Vittorio Gioiello. - ore 18,00 Conclusione e chiusura Convegno - Sergio Ricaldone - Le prime adesioni: Rivista “Gramsci oggi” - Prof. Luciano Canfora Università di Bari - Prof. Luciano Vasapollo Università di Roma "La Sapienza" - Manlio Dinucci - Adriana Chiaia della Casa Editrice Zambon - Massimo Gatti Consigliere S.D. Provincia (Milano) - Gino Candreva dell’Istituto Pedagogico della Resistenza, Milano - Rivista “Il Calendario del Popolo” della Casa Editrice Teti - Rivista “l’ernesto” – “Centro di Cultura e Documentazione Popolare”, Rivista “resistenze.org”, Torino - Associazione “Centro Culturale Antonio Gramsci” (Magenta-Abbiategrasso-Busto Arsizio-Cusano Dilanino) - Rete dei Comunisti, Rivista “Contro Piano” - Centro Culturale e Casa Editrice “La Città del Sole”, Napoli - Associazione “Critica Marxista”, Piemonte - Associazione “A Sinistra”, Asti – “M.U.C.” (Movimento per l’Unità dei Comunisti-Bologna) - Rivista “L’Aurora”, Toscana - Associazione “Officina Comunista”, Ferrara - Circolo Culturale “Peppino Impastato” (Paullo/Milano) - Rivista “Gramsci” - Rivista “Nuova Unità” – Associazione Italia-Vietnam - UDAP (Unione Democratica Arabo Palestinese)

scritto da Rolando alle ore 18:08:16



MUORE GIOVANNA...E ALTRE...E ALTRI... Nel leggere gli articoli sui vari fatti ctiminali che avvengono in Italia (tanto poco sicura, tanto che ci vogliono nuove elezioni...) e nel mondo ( tanto che se non ci fossero i soliti che una guerra la vogliono... per fare la pace...) mi è venuta alla mia memoria di vecchietta come si operava GIUSTIZIA nel passato. Faccio l'esempio della giustizia per crimini nel sud degli USA, chissà perchè era sempre un nero, un immigrato il criminale e veniva posto a morte, senza tante storie. In altri posti la criminale conclamata era la donna, che possedeva la cattiveria di fare il male e si associava a Satana per farlo...va beh la bruciamo, il fuoco purifica.Non voglio fare altri esempi... Se siamo capaci di leggere un libro di storia o di cercare su Internet, perchè no?, vediamo che dietro alla GIUSTIZIA, latente e conclamato, c'è sempre il tornaconto di qualcuno che già ha potere e soldi e cerca di aumentarli. Alcune ricorrenze, che nella testa dell'uomo sono diventate feste, come la festa della Donna sapete come si è originata? Alcune leggi che hanno imposto divieti a certe coltivazioni, ad esempio della canapa,(tanta utile... guardate la storia di Ford quello della prima auto ecologica...oppure cosa mangiavano nel 1600 ad esempio quando c'erano carestie...), fautrice di drammi dovuti alla droga consumata dai criminali di pella nera del Sud USA, che fumavano droga e poi uccidevano bianchi, sapete quale origini hanno avuto tali leggi e restrizioni? Andate a domandarlo a Dupont che ha scoperto il nylon. E la seconda guerra mondiale (industriali della Germania associati ad industriali di altri paesi che hanno utilizzato quel burattino/aio di Hitler e soci), per non dire delle precedenti guerre dalla preistoria e delle successive sino ai giorni nostri come si sono generate? Allora se Giovanna muore, senz'altro è un Rom e qui non ci piove, ma quelli che non erano ROM ma cittadini italiani a tutto diritto, che hanno assistito e niente hanno fatto,(neppure detto perchè chi ha aiutato la polizia è stato un ROM) perchè non si sono fatti avanti? Non c'era niente da GUADAGNARE...solo noie e perdita di tempo... IPOCRITIIIIIIIIIIII PS Voglio scrivere di un fatto successo ad una famiglia a me vicina: una giovane donna di 16 anni andava al fiume per lavare i panni di famiglie ricche. Un giorno non tornò, andarono al fiume e la trovarono morta, seviziata, violentata. Si cercò chi poteva essere stato e si individuò un giovane che le faceva la corte, un contadino, bracciante ad ore, fu catturato, condannato a morte (il Papa di allora non aveva ancora eliminata la pena di morte e fra tutti i vari regnanti in suolo italiano fu l'ultimo ad eliminarla, un buon metro di corda era sempre salutare). Il giovane accusato, sia per la disperazione, sia per la pena prevista il metro di corda la usò da solo. Dopo pochi mesi il giovane figlio del signorotto che dava da lavare i panni si ammalò aveva una ferita infetta che stava facendolo morire. Solo sul punto di morte disse che la ferita era stata fatta dalla giovane morta nel cercare di salvarsi. Povero giovin signore...funerali di lusso, tomba di lusso, silenzio su tutto il fatto. Al povero bracciante non fu concesso di essere seppolto al cimitero...si era suicidato... Tutto venne a galla quando un'altra giovane si confidò con i parenti dicendo che preferiva lavare canapa che andare a servizio perchè era stufa di procurarsi aborti....E IL SIGNOROTTO PADRE, E LA MARCHESA MADRE DEL GIOVIN SIGNORE? Non è romanzo è storia a me molto vicina, anche se alla fine del 1800...

scritto da Angela Bonora alle ore 17:34:20



Comunicato stampa (con preghiera di pubblicazione) “IL FOTOGRAMMA di Giovanni Semerano” Giovanni Semerano con “Telefoto di Gruppo” di Giovanna Colacevich (1988) Località: Roma Galleria: Caffè Letterario Indirizzo: Via Ostiense, 95 Periodo: dal 17 novembre al 16 dicembre 2007 Orario: ore 11.00-24.00 Titolo: “IL FOTOGRAMMA di Giovanni Semerano” Artisti: Alessandro Alimonti, Alfredo Anzellini, Andrea Attardi, Jasmine Barbet, Anna Basciu, Franco Belsole, Andrea Bevilacqua, Teresa Bianchi, Piero Bottali, Lanfranca Braganza, Domenico Campisano, Maristella Campolunghi, Eugenio Cannilla, Franco Cannilla, Mario Carbone, Laura Mario Carlodalatri, Rita Carioti, Emanuela Carone, Carlo Cianfarini, Maurizio Cintioli, Giovanna Colacevich, Pasquale Comegna, Verena D’Alessandro, Mauro De Cillis, Paco del Pino, Patrizia Dottori, Uberto Gasche, Nilde Guiducci, Loredana Izzo, Angelo La Rocca, Guido Laudani, Alessandra Laurenzi, Fulvia Leoncini, Gianni Loperfido, Antonietta Lunesu, Patrizia Malarbì, Franco Mancini, Stefano Marcovaldi, Pina Marinaro, Flavia Mastrella, Grazia Menna, Gabriele Morrione, Anna Onesti, Maria Orioli, Pinella Palmisano, Andrea Panegrossi, Gregorio Paonessa, Giorgio Petraglia, Micaela Petroni, Ugo Piergiovanni, Patrizia Pieri, Pino Rampolla, Carla Tavanti, Zeno Tentella, Francesca Vitale, Maria Wojcik, Silvie Zampolini. Curatori: Giuseppe Salerno e Maristella Campolunghi Catalogo a cura Giuseppe Salerno Introduzione Claudio Strinati testi Andrea Attardi, Teresa Bianchi, Maristella Campolunghi, Giacomo Carioti, Enrico Crispolti, Guido Laudani, Cesare Nissirio, Bianca Menna, Sandro Pandolfi, Gregorio Paonessa, Giuseppe Salerno, Andrea Semerano, Carmine Siniscalco, Zeno Tentella Inaugurazione: sabato 17 novembre ore 18.30 A cura di Giuseppe Salerno e Maristella Campolunghi si inaugura sabato 17 novembre alle ore 18.30 presso il Caffè Letterario di Via Ostiense 95 l’esposizione di opere di 60 fotografi che rendono testimonianza dell’attività del Centro Culturale dell’Immagine “Il Fotogramma” di Roma, diretto da oltre trenta anni da Giovanni Semerano. Creato nel 1973 il “Il Fotogramma” ha avuto la sua sede storica in Via Ripetta 153, di recente in Piazza Barberini e, attualmente, presso La Camera Verde dove prosegue le attività con la co-direzione del figlio Andrea. Nell’ambito della sua intensissima attività, Giovanni Semerano ha dato vita ad un gran numero di iniziative indirizzate alla valorizzazione e diffusione della fotografia artistica in Italia. Al Il Fotogramma si deve tra l’altro l’ideazione della rassegna “Photogrammatica, il mese della fotografia a Roma” che dal 1992 al 1996 riunì annualmente più di 100 esposizioni in tutta la città comprendenti ogni espressione dell’arte fotografica, dall’astrazione alla ritrattistica, dal concettuale al reportages. Cosi Claudio Strinati nella sua introduzione in catalogo: Molto spesso è un luogo, punto d’incontro di uomini e di pensieri, ad entrare in quella memoria in cui si imbatte chi ripercorre scrupolosamente una storia importante. A Roma “Il Fotogramma” di Via di Ripetta è uno di quei luoghi. Uno spazio antico non allineato alle tendenze del momento che, già negli anni ’70, volevano per la fotografia aree espositive ampie, asettiche, bianche e fortemente illuminate. Un luogo ostinatamente retrò, di dimensioni contenute, ricco di presenze, pannelli neri alle pareti e luci calde, contraddistinto, ad ogni ora del giorno, da un incessante via vai di persone. Una centro che, dedicato all’immagine, ne ha saputo sempre contenere gli aspetti più di superficie privilegiando fortemente i contenuti e favorendo gli scambi. Uno spazio di riferimento a tutto tondo, luogo di presentazione per le nuove ricerche e di elaborazione per i tanti progetti che, a gettito continuo, venivano ogni giorno alla luce in un clima di entusiastica compartecipazione. Giovani autori, curatori, critici e giornalisti sono nati con Il Fotogramma di Roma e in esso hanno sempre visto il punto di aggregazione, di dibattito e di continua confronto in anni difficili quando la fotografia artistica stentava a trovare in Italia affermazione. Fortemente impegnato per alcuni decenni nella promozione della cultura dell’immagine fotografica in un paese “difficile” per la straordinaria presenza di più antiche e preziose tradizioni artistiche, Il Fotogramma ha dato un fondamentale contributo alla scrittura di alcune pagine importanti nella storia dell’immagine fotografica nel nostro paese.

scritto da giuseppe Salerno alle ore 17:33:36



LaboratorioSpettacolo Napoli dal 24 novembre al 2 dicembre guidato da Gesualdi/Trono Il laboratorio parte dall'indagine sulla natura umana dei singoli partecipanti, attraverso il recupero della memoria fisica; confluisce nel lavoro sul coro, contenitore di tutte le dinamiche di relazione in scena. Lo studio attraversa le strutture creative delle danze tradizionali, che portano l'attore naturalmente a convogliare tutto il corpo nello zero pieno che passa tra l'impulso ad agire e l'azione in sé, essere quell'istante e renderlo lungo, lento a sufficienza per riconoscerlo e farlo conoscere. Al movimento si intreccia il canto, elemento naturale e primordiale di comunicazione, e la parola scardinata scomposta cantata “ri-suonata”. Questi elementi si traducono in strumenti necessari al lavoro dell'attore-autore e definiscono la poetica nello sguardo dello spettatore. Il risultato è la formazione di un attore autore delle proprie scene, di un gruppo responsabile della creazione collettiva. Lo spettacolo è di tutti e tutti ne fanno dono a chi guarda. Informazioni e Modalità di partecipazione Il laboratorio è aperto ad un numero massimo di 12 partecipanti, di cui non importa l’età, la lingua e la provenienza geografica, siano essi attori professionisti, allievi attori, danzatori, o provenienti da diverse discipline artistiche o altro. Ha una durata complessiva di 48 ore per otto giorni lavorativi, per sei/sette ore al giorno. Per essere ammessi si prega di inviare tramite mail a teatrodelpopolo@gmail.com una esplicita richiesta di partecipazione e un cv artistico (in caso di artisti professionisti), oppure una breve descrizione di sé, dei propri interessi, delle proprie peculiarità e motivazione di partecipazione (se non si hanno esperienze artistiche). In entrambi i casi aggiungere abilità particolari (se si posseggono) e le informazioni anagrafiche (luogo di residenza, età) e i recapiti necessari a ricontattarvi. Luogo: Napoli - sala teatro Marechiaro Costo: il laboratorio ha un costo di 200 euro per chi già possiede un alloggio a Napoli, di 250euro per chi viene da fuori e non possiede ospitalità. Durata: 8 giorni - 6/7 ore al giorno - dal 24 novembre al 2 dicembre 2007 (pausa giovedì 29 novembre) Le iscrizioni si chiuderanno al raggiungimento del numero previsto di partecipanti, a cui verranno assegnati dei compiti da preparare per il laboratorio. Info e prenotazioni: teatrodelpopolo@gmail.com tel. 339 1425749 - 328 7679885 tutti i giorni (oppure inviate un sms al tel. 339 2041718 e sarete subito richiamati) Per maggiori informazioni su Progetto Attore InGestAzionee e sul LaboratorioSpettacolo: poetica metodologia ricerca, rimandiamo al sito www.teatrodelpopolo.blogspot.com

scritto da InGestAzione alle ore 14:04:50



PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA E LETTERATURA “NUOVE LETTERE” Istituto Italiano di Cultura di Napoli (Ente di Rilievo della Regione Campania, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali) in collaborazione con la Commissione Nazionale Italiana UNESCO ed il bimestrale di cultura e di notizie sui premî letterarî e d’arte “Il Grillo” Patrocinio della Regione Campania Patrocinio della Presidenza della Provincia di Napoli Patrocinio del Comune di Napoli XX edizione (2007) Il Premio si articola in quindici sezioni: I. Poesia singola inedita; II. Poesia edita in rivista; III. Raccolta edita di poesia; IV. Raccolta edita di poesia ‘opera prima’; V. Raccolta inedita di poesia; VI. Racconto inedito; VII. Racconto edito in rivista; VIII. Raccolta inedita di racconti; IX. Raccolta edita di racconti. X. Romanzo edito; XI. Romanzo inedito; XII. Articolo edito; XIII. Articolo inedito; XIV. Saggio edito; XV. Saggio inedito. La partecipazione È APERTA AI SOLI SOCI DELL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI NAPOLI (è dunque indispensabile, per chi non è socio, diventarlo, tramite un versamento di € 40 [`socio sostenitore’] o € 50 [`socio benemerito’] sul conto corrente postale n. 22663801 intestato all’Istituto): si partecipa inviando, entro e non oltre il 30 novembre 2007, tre copie dei testi proposti (che possono essere uno o più), completi di firma, recapito e numero di telefono, al seguente indirizzo: Istituto Italiano di Cultura Premio Internazionale di Poesia e Letteratura “Nuove Lettere” via Bernardo Cavallino, 89 (“la Cittadella”) 80131 Napoli (Italia) Per le Sezioni II, VII, X e XII la Giuria è composta da tutti i lettori di “Nuove Lettere”, che sono invitati ad esprimere alla Redazione, entro e non oltre il 30 novembre 2007, la loro preferenza relativa, rispettivamente, ad una poesia, ad un racconto e ad un romanzo in lingua italiana apparsi in una rivista italiana o straniera o editi nel corso del 2006 e 2007. La Giuria è composta dai redattori di “Nuove Lettere”: Alberto Bevilacqua, Constantin Frosin, Antonio Illiano, Roberto Pasanisi (Presidente), Maria Luisa Spaziani, Mario Susko, Násos Vaghenás, Nguyen Van Hoan. La poesia vincitrice della I sezione verrà pubblicata in “Nuove Lettere” e l’autore potrà pubblicare una sua raccolta di versi nella collana di poesia dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli; la raccolta vincitrice della V sezione sarà pubblicata nella collana di poesia dell’Istituto; il racconto vincitore della VI sezione verrà pubblicato in “Nuove Lettere” e l’autore potrà pubblicare un volume di racconti nella collana di narrativa dell’Istituto; la raccolta di racconti vincitrice nell’VIII sezione sarà pubblicata nella collana di narrativa dell’Istituto; il romanzo vincitore dell’XI sezione verrà pubblicato nella collana di narrativa dell’Istituto. Tutte le opere vincitrici avranno diritto a fregiarsi della fascetta Premio Internazionale di Poesia e Letteratura “Nuove Lettere”. La Giuria si riserva il diritto di premiare, a suo giudizio, testi ed opere che non siano di soci dell’Istituto. L’esito finale del Premio, il luogo e la data della premiazione verranno comunicati nel prossimo numero di “Nuove Lettere”. Istituto Italiano di Cultura di Napoli I C I O N L U S via Bernardo Cavallino, 89 (“la Cittadella”); 80131 Napoli (Italia) - tel. 081 / 546 16 62 - fax 081 / 220 30 22 - tel. mobile 339 / 285 82 43 - URL www.istitalianodicultura.org - posta elettronica ici@istitalianodicultura.org riconosciuto dalla Regione Campania (L.R. 7/03, art. 6) riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (L. 534/96, art. 8) L’Istituto Italiano di Cultura di Napoli (ICI ONLUS) esiste dal gennaio del ‘90 ed è attualmente diretto da Roberto Pasanisi. Sin dall’inizio, in tempi non ancóra sospetti, l’Istituto ha concepito la cultura nel suo senso più ampio, vivificata cioè da profonde implicazioni civili e sociali: ha denunciato, nell’àmbito del programma del suo anno accademico ed attraverso la sua rivista “Nuove Lettere”, la corruzione e l’inefficienza del sistema, il malaffare e la collusione fra politici, mafiosi e camorristi, la gestione clientelare del potere; rimarcando, nel contempo, la necessità imprescindibile d’un ritorno alla legalità e ad una vita politica e sociale fondata sui sacri valori dell’etica, della cultura e della giustizia. In effetti, una delle cause di quello che è successo e sta succedendo risiede certo nell’abisso che si è progressivamente scavato fra cultura (intesa nella sua accezione più ampia, e quindi anche etica) e politica: così la politica è divenuta una pura tecnica, e di lì il passo a farne il più bieco degli affari non poteva essere che breve. La battaglia per la politica del futuro si giocherà — dovrà giocarsi — sulla cultura. L’Istituto, nel corso della sua attività, ha assunto sempre di più, accanto a quella primaria (letteraria e culturale), una funzione civile, di luogo di dibattito e di aggregazione di quella che oggi viene chiamata la ‘società civile’; di laboratorio politico, nel senso etimologico del termine (idest come ‘scienza del cittadino’), ma sempre super partes (anzi: contra partes). In effetti, l’Istituto opera, diversamente da altre pur prestigiose strutture cittadine, non dall’alto, ma in diretto contatto con la città, con la gente, cercando di dare una risposta, dal punto di vista culturale, alle loro esigenze ed al loro bisogno di punti di riferimento civili e sociali. A tale scopo, esso si pone da un punto di vista di reciproca e proficua collaborazione con le altre associazioni ed enti culturali e sociali. L’Istituto, improntato ai criterî di un’autentica ed incondizionata democrazia e vicino, sul piano ideologico, alla Scuola filosofica di Francoforte (Adorno, Marcuse, Löwenthal, Fromm, Horkheimer), è caratterizzato dalla più grande ed indiscriminata apertura, al di là e al di fuori di ogni barriera ideologica, tranne due: quelle dell’onestà — intellettuale e morale — e della buona volontà. L’Istituto Italiano di Cultura di Napoli (ICI ONLUS) pubblica la rivista internazionale di poesia e letteratura “Nuove Lettere”, la sua versione telematica “Nuove Lettere Elettroniche” (NLE) e, nell’àmbito delle ICI Edizioni, cinque collane editoriali (di poesia, di narrativa e di saggistica); organizza il Premio Internazionale di Poesia e Letteratura “Nuove Lettere” ed un Corso di Scrittura Creativa, in sede (CSC) ed A Distanza (LESC). Comprende tre settori: il CISAT (Centro Italiano Studî Arte-Terapia), che svolge attività di psicoterapia, di ricerca e di Formazione nel campo dell’Arte-Terapia e della psicologia in genere, anche A Distanza (FAD), ed organizza annualmente un Convegno interdisciplinare; il Libero Istituto Universitario Per Stranieri “Francesco De Sanctis” (LIUPS), con Corsi anche A Distanza (LIUPS-AD); e la Scuola di Politica “Guido Dorso”, che pubblica la rivista telematica “Politiké”. L’ICI ONLUS, talvolta in collaborazione con altri enti culturali, organizza per tutto il corso dell’anno, nell’àmbito del proprio anno accademico, una continuativa ed altamente qualitativa attività culturale, esplicantesi in una serie di convegni, conferenze, incontri, lezioni, presentazioni e tavole rotonde, su tematiche culturali e politologiche. Il Comitato scientifico dell’Istituto è composto da: Alberto Bevilacqua (scrittore), Constantin Frosin (docente di Lingua e Letteratura francese all’ Università “Danubius” di Galati; scrittore), Antonio Illiano (docente di Lingua e Letteratura italiana alla University of North Carolina at Chapel Hill), Roberto Pasanisi (docente di Lingua e Letteratura italiana all’Università Statale per le Relazioni Internazionali MGIMO di Mosca; direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli e di “Nuove Lettere”; scrittore), Vittorio Pellegrino (già presidente dell’Ente Provinciale per il Turismo di Napoli; neuropsichiatra, già Direttore del Servizio d’Igiene Mentale e docente all’Università di Napoli “Federico II”), Maria Luisa Spaziani (già docente di Lingua e Letteratura francese all’Università di Messina; scrittrice); Mario Susko (già ordinario all’Università di Sarajevo; docente di Letteratura americana alla State University of New York, Nassau; scrittore), Násos Vaghenás (docente di Teoria e critica letteraria all’Università di Atene; scrittore) e Nguyen Van Hoan (docente di Letteratura italiana e di Letteratura vietnamita all’Università di Hanoi). Ne hanno fatto parte dall’inizio fino alla prematura scomparsa gli scrittori Dario Bellezza, Franco Fortini (già ordinario di Storia della critica all’Università di Siena) e Giorgio Saviane. Segreteria: Ernesto L’Arab. I cittadini onesti e di buona volontà sono invitati a mettersi in contatto con l’Istituto. “Nuove Lettere” rivista internazionale di poesia e letteratura Patrocinata dalla Regione Campania, dalla Presidenza della Provincia di Napoli e dal Comune di Napoli Direttore: Roberto Pasanisi (Lingua e Letteratura italiana, ’Università Statale per le Relazioni Internazionali MGIMO, Mosca; Direttore, Istituto Italiano di Cultura di Napoli; scrittore) Direttore responsabile: Vittorio Lucariello (Direttore, Spazio Libero Teatro di Napoli) Redazione: [Dario Bellezza (scrittore)], Alberto Bevilacqua (scrittore), [Franco Fortini (già professore ordinario, Storia della critica, Università di Siena; scrittore)], Constantin Frosin (Lingua e Letteratura Francese, Università “Danubius”, Galati; scrittore), Antonio Illiano (Lingua e Letteratura italiana, University of North Carolina, Chapel Hill), R. Pasanisi, [Giorgio Saviane (scrittore)], Maria Luisa Spaziani (Lingua e Letteratura francese, Università di Messina; scrittrice), Mario Susko (già Università di Sarajevo; Letteratura americana, State University of New York, Nassau; scrittore), Násos Vaghenás (Teoria e critica letteraria, Università di Atene; scrittore), Nguyen Van Hoan (Letteratura italiana e Letteratura vietnamita, Università di Hanoi) Segreteria: Ernesto L’Arab (Capo Ufficio) “Nuove Lettere”, patrocinata dalla Regione Campania, dalla Presidenza della Provincia di Napoli e dal Comune di Napoli ed edita dall’Istituto Italiano di Cultura di Napoli (Ente di rilievo della Regione Campania, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali), intende costituire una sorta di trait d’union fra le ‘riviste accademiche’ e le ‘riviste militanti’, tra le quali vige, com’è noto, una troppo rigida separazione. “Nuove Lettere” comprende cinque sezioni: Poesia, Narrativa, Saggistica, Recensioni e Notizie. Nel n. X, 11 un Editoriale di Roberto Pasanisi, «Benché ‘l parlar sia indarno»: i sacri valori della cultura, della libertà e della giustizia nell’Italia senza qualità; poesie di Tudor Arghezi, Mihai Eminescu, Constantin Frosin, Roberto Pasanisi; racconti di Gianni Bartocci, Jean-Michel Maulpoix; saggi di Luciano Caruso, Metanalisi, ovvero la scrittura svelata; Constatin Frosin, Emil Cioran. Due studi; Benone Pusca, Le droit international contemporain. La société internationale; Eugen Simion, Le mythe Eminescu doit exister de nos jours, comme hier…; recensioni e notizie. Nel n. XI, 12 un Editoriale di Roberto Pasanisi, «Come polli d’allevamento». Repressione e barbarie in Italia: «spirito della televisione» e «nuovo fascismo»; poesie di Josif Aleksandrovic Brodskij, Diego Granados Jeménez, Mario Lucchesi, Zvonimir Mrkonjic, José Luis Reina Palazón, Mario Susko; racconti di Giuseppe O. Longo, Questo lo facciamo dire a Postuma; Roberto Pasanisi, Gli angeli dell’ufficio; saggi di Fares Aljaramneh, La poesia di Mansur fra amore e diaspora; Steven Carter, Democracy and Doublethink; Giuseppe O. Longo, Tecnologia e mutamento culturale; recensioni e notizie. “Nuove Lettere”, stampata attualmente in un’alta tiratura distribuita in tutto il mondo, viene ricevuta esclusivamente dai soci dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli; la ‘quota associativa’ da sottoscrivere per aderire all’Istituto è una delle seguenti: ‘socio ordinario’: € 30 all’anno ‘socio sostenitore’: € 40 all’anno ‘socio benemerito’: € 50 all’anno Ciascuna quota associativa consente di ricevere tutti i numeri della rivista ed un libro; il ‘socio sostenitore’ riceve inoltre due libri e gli opuscoli ed i dépliant illustrativi e informativi stampati dall’Istituto e può partecipare al Premio “Nuove Lettere”; il ‘socio benemerito’ riceve anche tutte le pubblicazioni edite dall’Istituto (libri, riviste, ecc.) e può partecipare attivamente alle attività da esso promosse. La quota associativa va sottoscritta tramite un versamento sul conto corrente postale n. 22663801 intestato a: Istituto Italiano di Cultura; via Bernardo Cavallino, 89; 80131 Napoli (Italia) Comunicato stampa ICI ONLUS “Nuove Lettere” È uscita a Napoli nel giugno del ‘90, fondata da Roberto Pasanisi con la collaborazione d’un suo allievo, una nuova rivista internazionale di poesia e letteratura, “Nuove Lettere”, patrocinata dalla Presidenza della Provincia di Napoli e dal Comune di Napoli ed edita dall’Istituto Italiano di Cultura di Napoli (Ente di rilievo della Regione Campania, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali). La prestigiosa Redazione è composta da Roberto Pasanisi, che ne è anche il Direttore, da Alberto Bevilacqua, da Constantin Frosin, da Antonio Illiano, da Maria Luisa Spaziani, da Mario Susko, da Násos Vaghenás e da Nguyen Van Hoan; il Direttore responsabile è Vittorio Lucariello; la Segreteria è coordinata da Ernesto L’Arab. Ne hanno fatto parte dall’inizio fino alla prematura scomparsa Dario Bellezza, Franco Fortini e Giorgio Saviane. “Nuove Lettere”, stampata in un’alta tiratura distribuita in tutto il mondo, è in costante crescita e si è ormai affermata come una delle riviste più prestigiose del suo specifico settore. Essa, divisa in cinque sezioni (Poesia, Narrativa, Saggistica, Recensioni e Notizie), nasce per colmare un vuoto: attestandosi intrepida sull’’area di confine’ fra ‘cultura accademica’ e ‘cultura degli artisti’, mira a costituire una sorta di trait d’union fra ‘riviste accademiche’ e ‘riviste militanti’, tra le quali esiste, com’è noto, una troppo rigida separazione. “Nuove Lettere” si richiama programmaticamente, attraverso il suo nome, alla celebre rivista ellenica “Tà néa grámmata”, che segnò, non molti anni addietro, il rinnovamento e la rinascita della letteratura neo-greca del Novecento, lanciando alcuni fra i maggiori poeti ellenici del secolo. Essa intende infatti dare spazio, accanto a nomi ormai istituzionalizzati del panorama letterario europeo, anche a nuovi scrittori che, pur dotati di sicuro talento, risultino ancóra ignoti, o per la giovane età o perché al di fuori dell’establishment culturale. Se da una parte le Università, divenute puri luoghi di potere burocratico e politico, sono andate progressivamente smarrendo il loro ruolo istituzionale di fulcro dell’elaborazione culturale e della riflessione sull’arte; se dall’altra gli ‘intellettuali militanti’ si sono lasciati colpevolmente addomesticare dal potere all’ombra rassicurante del Grande Fratello mediologico, “Nuove Lettere” — convinta della funzione salvifica dell’arte, autentica ‘ultima spiaggia’ dell’umanità — non intende assolutamente dimenticare la pasoliniana funzione di critica al sistema ed alle sue istituzioni (specialmente se questo è, come il nostro, fatiscente e corrotto): la Weltanschauung della rivista è dunque vicina, dal punto di vista filosofico, a quella della Scuola di Francoforte. “Nuove Lettere”, dunque, unica rivista nel suo genere, nasce, non a caso, a Napoli: no man’s land dove, nella tragica compresenza di Eden e Inferno, si fa sempre più drammatica la frattura fra intelligencija e ‘gente comune’, mentre nella quotidiana guerra di trincea per la ‘qualità della vita’ sporcizia, disservizî e criminalità (nelle sue più svariate forme) conquistano di giorno in giorno nuovo terreno, nella totale assenza delle istituzioni. “Nuove Lettere” è stata presentata il 14 marzo 1991 al Circolo della Stampa di Napoli, a cura dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, da Giorgio Barberi Squarotti, Alberto Mario Moriconi e Roberto Pasanisi. Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli ICI Edizioni patrocinate dalla Regione Campania, dalla Presidenza della Provincia di Napoli e dal Comune di Napoli “Nuove Lettere” rivista internazionale di poesia e letteratura L’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, in collaborazione con la rivista internazionale di poesia e letteratura “Nuove Lettere”, pubblica cinque collane editoriali: due di poesia (entrambe dirette da Roberto Pasanisi: una intitolata Lo specchio oscuro, l’altra — di plaquette — intitolata Nugae), due di narrativa (una già diretta da Giorgio Saviane e intitolata La bellezza; l’altra — di plaquette — diretta da Roberto Pasanisi e intitolata Gli angeli) ed una di saggistica letteraria (già diretta da Franco Fortini ed intitolata Lettere Italiane). I testi, in qualunque lingua, proposti per la pubblicazione dovranno essere inviati, chiaramente dattiloscritti, in due copie ed accompagnàti da una dettagliata nota bio-bibliografica sull’autore (completa di luogo, giorno, mese e anno di nascita), al seguente indirizzo: Istituto Italiano di Cultura; via Bernardo Cavallino, 89; 80131 Napoli (Italia). Essi saranno vagliati da un Comitato di lettura costituito dai Redattori di “Nuove Lettere”: Alberto Bevilacqua, Constantin Frosin, Antonio Illiano, Roberto Pasanisi, Maria Luisa Spaziani, Mario Susko, Násos Vaghenás e Nguyen Van Hoan. Le Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura si impegnano a fornire una risposta agli autori in tempi brevi. La pubblicazione in volume del testo proposto, in caso di parere favorevole del Comitato di lettura, sarà a spese dell’Istituto, che si impegna altresì a sostenere l’opera con un’adeguata campagna pubblicitaria, a curarne la diffusione per posta fra gli ‘addetti ai lavori’ (critici, giornalisti, scrittori, ecc.) e fra i suoi soci (2.100 in tutto il mondo, fra cui molti artisti e letterati famosi), che lo riceveranno automaticamente in quanto compreso nella ‘quota associativa’; nonché a proporlo per una recensione alle principali riviste del settore. S’intende che uno dei canali a disposizione dell’Istituto sarà costituito da “Nuove Lettere”. Il volume sarà edito in elegante veste editoriale e tirato in 3.000 copie. L’autore potrà, a scelta, far precedere il suo testo da una Prefazione da lui stesso proposta o richiederne una all’Istituto, che provvederà ad affidarla ad uno dei componenti del Comitato di lettura. Per ulteriori informazioni è possibile telefonare al numero 081 / 546 16 62 od inviare un fax al numero 081 / 220 30 22; oppure telefonare al numero 339 / 285 82 43 od inviare un messaggio elettronico a iciedizioni@istitalianodicultura.org. Istituto Italiano di Cultura di Napoli I C I O N L U S via Bernardo Cavallino, 89 (“la Cittadella”); 80131 Napoli (Italia) - tel. 081 / 546 16 62 - fax 081 / 220 30 22 - tel. mobile 339 / 285 82 43 - URL www.istitalianodicultura.org - posta elettronica lesc@istitalianodicultura.org CSC - Corso di formazione in Scrittura Creativa patrocinato dall’UNESCO e dal Comune di Napoli LESC - Laboratorio Elettronico di Scrittura Creativa patrocinato dall’UNESCO e dal Comune di Napoli Il Corso di formazione in Scrittura Creativa (CSC) ed il Laboratorio Elettronico di Scrittura Creativa (LESC) dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli (Ente di rilievo della Regione Campania, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali) si svolgono per la durata di un anno accademico, il primo in sede, il secondo A Distanza (on line). Alla fine dell’anno di Corso viene rilasciato un Diploma di Scrittura Creativa, dopo il superamento di un Esame finale, a tre livelli: di Base: DSC1; Intermedio: DSC2; Avanzato: DSC3. Il programma è articolato in 8 moduli autonomi: Teoria e prassi della Scrittura creativa; La narrativa; La poesia; La Scrittura scientifica; La Scrittura giornalistica; Il lavoro redazionale; Il lavoro editoriale; La lettura. I docenti sono professori universitarii di letteratura, psicologi, scrittori e giornalisti. Comitato scientifico: Alberto Bevilacqua, Constantin Frosin, Antonio Illiano, Roberto Pasanisi, Maria Luisa Spaziani, Mario Susko, Násos Vaghenás e Nguyen Van Hoan. Roberto Pasanisi, Gli angeli, Ripostes n. 41 nella collana Biblioteca, che ospita le opere di Alfonso Gatto – Salerno, Edizioni Ripostes, novembre 2004, pp. 112 – ISBN 88-86819-84-6 – € 10 Prefazione di Romolo Runcini, Sociologia della letteratura, Università di Napoli “L’Orientale” in copertina un’opera elettronica di Roberto Pasanisi, Scintillamenti Edizioni Ripostes – via Lungomare Colombo, 225; 84129 Salerno – tel. 089 / 33 60 49 – posta elettronica alessandro.tesauro@aliceposta.it – sito Web http://web.tiscali.it/ripostes il volume è disponibile nelle principali librerie Gli angeli è un romanzo metafisico sulla modernità: varie storie si intrecciano e si intersecano emblematiche e parallele intorno all’Io narrante, costruzioni simbolistiche di un fluire ininterrotto che è onirico e musicale, poetico e lirico insieme, sul filo squisito dell’immaginazione e della follia. I tempi e i luoghi della narrazione, situati su piani diversi, innescano un complesso giuoco di richiami e di nietzscheiani 'ritorni', di parallelismi e dissonanze, di algide armonie e di misteriose simmetrie: le storie degli eroi del West, da Geronimo a Billy the Kid, o di romantici cavalieri post-moderni alla Humphrey Bogart, sono rielaborate nella prospettiva leggendaria di una moderna mitologia neo-romantica, trasognati e struggenti mitemi al cuore della modernità. Sei sono i nuclei tematici principali che possono essere individuati nel ribollente magma narrativo del romanzo, intorno ai quali si aggrumano tutti gli altri: il contrasto manniano fra vita borghese e senso dell’arte scoperto come definitivamente incolmabile; il mito dannunziano della bellezza; il rapporto fra l’uomo e quel luogo tipico della modernità che è la città; la scelta dell’attraversamento della volgarità e dell’orrore della società moderna (in quanto l’artista, appunto, deve attraversarne fino in fondo l’inferno, e farsene lucido testimone); la critica intellettuale e filosofica, di ascendenza pasoliniana e francofortese, della volgarità del mercificatorio mondo governato dal capitale; e il corollario eliotiano che ne deriva, l’impossibilità ivi perpetuantesi dell’amore, ridotto a puro sesso dopo che si è inaridita ogni trepidazione sentimentale. Il tema dell’angelo – benjaminiano e jimeneziano – è tutt’uno con quello – neoplatonico – della donna-amore, della donna-bellezza e della donna-angelo – ovvero della sua capacità salvifica –, la cui vicenda si snoda – fra sogni e visioni – sulle tracce della storia tragica e generosa dell’Olandese di Strindberg (che riprende e rielabora la vicenda, già wagneriana, dell’Olandese volante): l’Io narrante cerca eroicamente, come l’antico Edipo, la ‘conoscenza di sé’ e la redenzione psicologica dalla ‘colpa’ in una figura di ‘donna salvifica’, intravista e poi inseguita attraverso i meandri – emblemi della modernità – di una banca e di un night. Gli angeli alternano, in una Mischung suggestiva e poetica, parti narrative a parti saggistiche, che trascolorano visionariamente e per nessi associativi l’una nell’altra. La lingua si sviluppa sinfonicamente – ma per moderne, dodecafoniche dissonanze – a partire dai modelli classici della grande tradizione latina e italiana fino a Manzoni, attraverso un periodare ampio e ipotattico in cui la subordinazione sintattica della frase è il ‘correlativo oggettivo’ della discesa nell’inconscio dell’angelo, ovvero quel tragico viaggio dentro se stessi che è l’edipica, eroica meta dell’Io narrante: è un Italiano di alto profilo, dunque, consapevolmente opposto alla ‘lingua di plastica’ (come è stata chiamata) dei giornali e della televisione, ma anche della maggior parte della narrativa contemporanea – piuttosto ‘para-letteratura’ (come direbbero i Francesi) che letteratura. Roberto Pasanisi, italianista, scrittore, editore e psicoterapeuta, è nato a Napoli nel 1962. Docente universitario di Lingua e letteratura italiana in Italia e all’estero, è direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli (del quale dirige anche le Edizioni omonime ed il Corso di Scrittura Creativa), della rivista “Nuove Lettere” e del CISAT (Centro Italiano Studî Arte-Terapia, dove è analista didatta, direttore dei corsi di Formazione e del “Giornale Italiano di Arteterapia”). Ernesto L'Arab – Roberto Pasanisi (a cura di), ‘900 e oltre. Inediti italiani di prosa contemporanea (Introduzione di Giuseppe Panella; Prefazione di Ernesto L'Arab; Postfazione di Roberto Pasanisi) pp. 400 - € 50 - ISBN 88-89203-11-0 Giuseppe Panella, nato a Benevento nel 1955, vive a Prato. Insegna Storia della Filosofia nella Scuola Normale Superiore di Pisa. Si occupa prevalentemente di questioni relative al pensiero etico e politico e al suo intreccio con la dimensione estetica della società. Ha tradotto e curato un'antologia di scritti di Roberto Michels (Socialismo e fascismo, 1925-1934, con un inedito di Gaetano Mosca e un carteggio con Georges Sorel, Milano, Giuffré, 1991) e ha introdotto l'edizione italiana della Lettera sugli spettacoli di Jean-Jacques Rousseau (Palermo, Aesthetica Edizioni, 1995), l'Jcosameron di Giacomo Casanova (Milano, La Vita Felice, 2001) e Il paradosso dell'attore di Denis Diderot (Milano, La Vita Felice, 2002). È autore di saggi sulla teoria estetica e letteraria del Sublime, sul simbolismo francese, sul dandy in letteratura, su Heinrich von Kleist, Paul Valéry, Pier Paolo Pasolini, Georg Simmel, Lorenzo Lotto, Leonardo Sciascia, Jacques Lacan e sull'etica dell'ascolto (è coautore del Manuale dell'ascolto di Alessandro Guidi di prossima pubblicazione presso le Edizioni Clinamen). È redattore della rivista letteraria "Dismisura" e del bimestrale “École”. Poeta, è autore di sei volumi e di una cartella di poesia. Antonio Berté è nato a Napoli, dove vive e lavora, nel 1936. Dottore in Lettere classiche e giornalista pubblicista, ha segnato – a partire dagli anni ’60 – un momento decisivo nella storia della pittura italiana contemporanea. Innumerevoli le personali ed i riconoscimenti in Italia e all’estero, nonché cataloghi e pubblicazioni del e sul suo itinerario artistico (Commento a Kafka, ecc.). Pittore dell’anno nel 1970 e ’71, dal 1985 e Cavaliere al Merito della Repubblica e, nel 1986, ha ricevuto da Arte Europa il Trofeo Biennale di Venezia. In copertina, il suo quadro Poesia. Ernesto L’Arab è nato a Foggia nel 1965. Laureato in Lettere Moderne a Bari, con una tesi in Storia dell’ Arte Medievale e Moderna, fa parte dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, dove è segretario di redazione della rivista internazionale di poesia e Letteratura "Nuove Lettere", da esso edita. Si è occupato di storia della Capitanata (Origini dell’ insediamento domenicano di Manfredonia; Exhabitata Apulia. Villaggi scomparsi nella Daunia Medievale; Castelluccio Dei Sauri fra Medioevo ed età moderna). Come italianista i suoi interessi vertono prevalentemente su autori novecenteschi e contemporanei (La coscienza malata di Zeno. Malattia e sanità in un episodio del romanzo sveviano. Una lettura semantica; I campi semantici Terra-Acqua negli Ossi di Seppia di Eugenio Montale.) Per i tipi dell’ I.C.I. ha curato i saggi introduttivi di diverse opere di narrativa nella collana La bellezza diretta, fino alla sua scomparsa, da Giorgio Saviane. Istituto Italiano di Cultura di Napoli Ente di rilievo della Regione Campania riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali È uscito ed è in vendita nelle librerie il compact disc di poesia e musica della Ediclass Lee Marvin ha paura. Otto poesie in musica di Dario Bellezza, Milo De Angelis, Mario Luzi, Roberto Pasanisi, Umberto Piersanti, Marco Salvia, Maria Luisa Spaziani e Nino Velotti A cura di Marco Salvia. Prefazione di Gualtiero De Santi (Università di Urbino). Musiche di Bruno Fiengo, Gianni Gallo e Laurent Jeanne. Progetto a cura dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli (Ente di rilievo della Regione Campania, riconosciuto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali), della rivista internazionale di poesia e letteratura “Nuove Lettere” e della Ediclass Edizioni Musicali di Napoli. Il compact disc è stato presentato in anteprima a “Galassia Gutenberg” (Mostra-mercato del libro e della multimedialità) domenica 22 febbraio 1998 (Galleria Mediterranea, Mostra d’Oltremare; Napoli). «Si tratta di un’opera concettualmente innovativa, che fonde atmosfere musicali jungle, trip hop e drum and bass con i versi di alcuni dei più noti poeti italiani contemporanei (da Luzi a Bellezza fino a Salvia e Pasanisi)» (Franco Campanino, general manager Ediclass). Il CD (completo dei testi ed in elegante veste editoriale) può essere altrimenti ricevuto direttamente versando una ‘quota associativa’ (specificando la causale) di € 30 sul conto corrente postale n. 22663801 intestato a: Istituto Italiano di Cultura; via Bernardo Cavallino, 89; 80131 Napoli. Roberto Pasanisi, Le «muse bendate»: la poesia del Novecento contro la modernità, Pisa-Roma, Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali, 2000, pp. 176 «Ci sia permesso questo avvicinamento tra l’Umanesimo enciclopedico di Roberto Pasanisi e quello di Mircea Eliade, che abbiamo eletto per rappresentare qui questa nozione ideale di un’esperienza apparentemente irrealizzabile. In effetti, il nostro amico Pasanisi illustra in maniera convincente la nozione di sapienza (che noi gli troviamo a furia di leggere la sua opera già impressionante...) definita da Proust il più chiaramente possibile. Dubitiamo che Proust abbia avuto presente anche un senso figurato, ma per quanto riguarda Roberto Pasanisi riteniamo che nessuno più di lui potrebbe fare questo percorso, questo grande periplo attraverso la cultura del mondo, a partire dall’antichità greco-romana alla poesia di questa fin de siècle. Un vero excursus, per non dire incursione, negli strati quasi primordiali, nel fondamento del pensiero umano: che non gli impedisce in alcun modo di giungere agevolmente alle vette della sapienza di tutti i tempi, impossibili per la maggior parte di noi. In primo luogo, vi diciamo che l’opera dell’autore in questione, almeno i suoi poemi e i suoi saggi, è vista qui, nel Sud dell’Europa centrale, come un’opera solida, di valore sicuro, portatrice di un messaggio chiaro, che arricchisce, di cui bisognerà tenere conto nell’evoluzione ulteriore di questi generi. [...] Dobbiamo ammettere che la quotazione di quelle riviste è aumentata dall’oggi al domani, dopo la pubblicazione di questi saggi. La serietà, la documentazione di una stupefacente vasta estensione, cosa piuttosto rara ai giorni nostri, la novità delle idee avanzate, l’audacia stessa di taluni saggi inclusi in questo volume (la quale talvolta rasenta la cancellazione di tabu, vicino ad una iconoclastia nel senso positivo della parola) fanno sì che il volume si legga come una meta-narrazione ad alto livello, d’un’eleganza espressiva e d’una chiarità / concisione d’idee che lo rendono indispensabile ad ogni ricercatore o, semplicemente, amatore di poesia o lettore di una critica solidamente ancorata nel mondo dei valori. Eccoci dunque davanti ad un’opera complessa, di grande finezza esegetica, segnata dalla capacità dell’autore di affrontare con evidente competenza ed una deliziosa compiutezza filologica i grandi temi del patrimonio culturale universale, non soltanto italiano [...]. Diciamo piuttosto che l’autore è un vero enciclopedista moderno, viste le sue molteplici preoccupazioni, al punto che si potrebbe addurre che la sua interdisciplinarità è pluridisciplinare (sic!). Lo sguardo del saggista si volge verso la condizione umana e, allo stesso tempo, verso la sua complessità e profondità, proponendo il ritorno ai valori fondamentali dell’umanità, che solo l’arte e la letteratura (grazie soprattutto alla poesia...) sono all’altezza di illustrare e conservare, ovvero trasmettere alle generazioni a venire. Perfino ad avvertirle, talvolta... Giacché i testi mettono a nudo la decadenza etica e spirituale della vita quotidiana, anche quella della cultura occidentale considerata nel suo insieme. Noi, il lettore di questi saggi, abbiamo seguito da vicino quello sguardo, a volte sinuoso, a volte labirintico, e ciò che abbiamo scoperto per caso dalle nostre letture ci spinge a proporvi questo eccellente volume, non fosse altro che per incitarvi a riflettere e sull’epoca in cui viviamo, e su quella in cui ci condurrà il nuovo millennio. Fatene dunque, finché c’è tempo, il vostro pane, e ne farete alla fine le vostre delizie: che non è affatto male per un libro di saggi.» (dalla Prefazione di Constantin Frosin, Università Statale “Il Basso Danubio”, Galati, Romania) «Nel rischio cioè di una tecnologia schiavizzante e di un potere prepotente ed occulto, sotto le apparenze fantasmagoriche di una sedicente “democrazia del consumo” che coinvolge anche la cultura, si oppone — con convinta coscienza letteraria e stilistica — questa attenta, significativa linea saggistica inventiva di Roberto Pasanisi. Un testo che si presenta con scelta di ‘situazione’ culturale decisa che, negli stessi risvolti ‘polemici’, conserva coerenza di discussione critica: come è evidente già dal titolo della raccolta, Le «muse bendate»: la poesia del Novecento contro la modernità: dove quel “contro” postula e ricerca una ragione coerente di ‘verità’, al di là di posizioni acquisite o meno. Un’esigenza, quindi, di vera libertà creativa: nella fiducia di un’arte, soprattutto la poesia, che conservi sempre “una delle libertà e delle audacie con cui la nostra epoca riesce a sfuggire alle catene della funzionalità”. Per una più autentica ricerca del vero: nel campo del pensiero e dell’arte di sempre.» (dalla Postfazione di Carmine Di Biase, Istituto Universitario “Suor Orsola Benincasa”, Napoli) Istituto Italiano di Cultura di Napoli Ente di rilievo della Regione Campania riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali Venerdì 15 novembre 1996, alle ore 17,30, presso l’Istituto Goethe (riviera di Chiaia, 202; Napoli), a cura del Goethe Institut, dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli e della rivista “Nuove Lettere”, serata inaugurale del V anno accademico del Laboratorio permanente di poesia contemporanea: PRESENTAZIONE DEL VOLUME DI ROBERTO PASANISI SULLA ROTTA DI MAGELLANO edito dalle Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, prefato da Giorgio Bàrberi Squarotti (Università di Torino) e con versioni in Inglese di Paolo Valesio (professore ordinario di Lingua e Letteratura italiana alla Yale University, U.S.A.) e della sua Assistente Graziella Sidoli; in Francese di Paul Courget (dell’Académie Française); e in Spagnolo degli scrittori Juana Castro e Manuel Neila. Relatori: Michele Cataudella (Università di Salerno), Renato Filippelli (Magistero “Suor Orsola Benincasa”) e Romolo Runcini (Istituto Universitario Orientale). Lettori: Domenico Caruso (RAI) e Aldo Spina (Compagnia “G. Anatrelli”). Pianoforte: Eugenio Achard. Come scrive Giorgio Barberi Squarotti (professore ordinario di Letteratura italiana all’Università di Torino) nella Prefazione: «Siamo, insomma, di fronte a un’esperienza di poesia che non solo appare in sé di altissimo valore, ma che apre un nuovo ciclo, una nuova concezione, un nuovo modo d’esercizio del linguaggio poetico, sul fondamento saldissimo della cultura poetica che risale alla classicità ma che ha riferimenti moderni e contemporanei di grande ricchezza e sapienza. Pasanisi dimostra ancora una volta che il rinnovamento poetico più intenso e sicuro avviene nella dialettica fra risalita nella dottrina di ciò che il passato ha già proposto ed elaborato e reinvenzione di tali materiali e oltranza di variazione e di ricreazione. Di qui anche la coerenza, la continuità perfetta, la compattezza del libro, a malgrado delle tante direzioni da cui i materiali poetici provengono per ritrovare il segno inconfondibile della loro riconsacrazione poetica per il futuro.» Il volume (176 pagine in elegante veste editoriale) può essere ricevuto direttamente versando una ‘quota associativa’ (specificando la causale) di € 30 sul conto corrente postale n. 22663801 intestato a: Istituto Italiano di Cultura; via Bernardo Cavallino, 89; 80131 Napoli. Libero Istituto Universitario Per Stranieri “Francesco De Sanctis” (LIUPS) patrocinato dalla Presidenza della Provincia di Napoli e dal Comune di Napoli dell’ Istituto Italiano di Cultura di Napoli Ente di rilievo della Regione Campania (L.R. 7/03), riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (L. 534/96, art. 8) via Bernardo Cavallino, 89 (“la Cittadella”); 80131 Napoli (Italia) tel. 0039 / 081 / 546 16 62 - fax 081 / 220 30 22 - tel. mobile 339 / 285 82 43 - URL www.istitalianodicultura.org - posta elettronica liups@istitalianodicultura.org Scuola stagionale di Formazione e Specializzazione in Lingua e Cultura italiana (anche A Distanza: LIUPS-AD) L’Istituto Italiano di Cultura di Napoli (Ente di rilievo della Regione Campania, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali) ha fondato, con ratifica consolare di diversi Paesi del mondo, un Libero Istituto Universitario per Stranieri (tra i pochissimi presenti in Italia), diretto da Roberto Pasanisi, nell’area metropolitana di Napoli, capitale culturale del Mezzogiorno, col fine di diffondere la conoscenza della cultura e della civiltà italiana, nelle sue manifestazioni storiche ed attuali, dalla lingua alla letteratura, dalla musica alle arti figurative, dal pensiero filosofico e scientifico agli usi e ai costumi della società. La scelta dei tempi e dei luoghi nell’avviamento di un tale progetto intende interpretare un momento cruciale della storia occidentale, nel trapasso epocale ad un nuovo millennio, e le possibilità di un vasto quanto significativo bacino d’utenza, come il Sud d’Italia, ricco di risorse turistiche, naturali e culturali, e caratterizzato da continui crescenti flussi migratorî. Non secondaria, dunque, l’intenzione di creare un indotto economico ed occupazionale di sicuro interesse e con notevoli prospettive di sviluppo. Il L.I.U.P.S. vuole porsi naturalmente come punto di riferimento e di approfondimento culturale per gli stranieri, residenti e non in Italia, che, col fecondo apporto delle proprie identità etniche e nazionali, vogliano confrontarsi tra loro e con le realtà sociali e individuali del nostro Paese. In tal senso il primo passo da compiere ci è parso l’organizzazione di quattro corsi stagionali: una Scuola Estiva (luglio), una Autunnale (settembre), una Invernale (dicembre-gennaio) ed una Primaverile (aprile), che, col rilascio di un Diploma di Formazione o di Specializzazione, facilitino le possibilità di ricerca e di occupazione nell’ambito della lingua e della cultura italiana (docenza in scuole italiane all’estero; lettorato all’Università; etc.), e inoltre, con la disponibilità di adeguate strutture e guide qualificate, favoriscano un gradevole soggiorno turistico e culturale in uno dei territorî più noti e affascinanti del mondo per ricchezze artistiche, paesaggistiche e balneari. Il Corso di Formazione e Specializzazione in Lingua e cultura italiana ha preferibilmente (ma non necessariamente) inizio con la Scuola Estiva (primo ciclo di Formazione, col seguito di altri due cicli in date da concordare) dall’ultima settimana di giugno alla prima di agosto di ogni anno. Nei sei giorni di sabato, durante la Scuola, sono previste altrettante visite alla ri-scoperta delle bellezze naturali, storiche ed artistiche del territorio napoletano e campano, con una guida accurata e poliedrica dei docenti, che introduce nelle magiche atmosfere marine o folcloriche o medievali e rinascimentali della nostra terra: sono in programma 6 itinerarî a carattere storico, artistico, naturistico e balneare. C . I . S . A . T CENTRO ITALIANO STUDÎ ARTE-TERAPIA membro del WCP (The World Council for Psychotherapy,Vienna) e dell’ING/AT (International Networking Group of Art Therapists, Los Angeles); Autorizzazione del Comune di Napoli via Bernardo Cavallino, 89 (“la Cittadella”); 80131 Napoli (Italia) - tel. 081 / 546 16 62 - fax 081 / 220 30 22 - tel. mobile 339 / 285 82 43 - posta elettronica cisat@centrostudiarteterapia.org - URL www.centrostudiarteterapia.org Scuola quadriennale di specializzazione e formazione in Arte-Terapia (ART) e Training autogeno (TA) (anche A Distanza, On Line: FAD) Comitato scientifico prof.ssa Margherita Lizzini (Presidente onorario - psicoterapeuta ad indirizzo analitico - già Presidente dell’A.R.P.A.D.) prof. Roberto Pasanisi (Direttore - arteterapeuta didatta - Corrispondente dell’ING/AT per l’Italia meridionale) Alberto Bevilacqua (scrittore) prof. Constantin Frosin (professore di Lingua e Letteratura Francese all’Università “Danubius" di Galati, Romania) prof. Antonio Illiano (ordinario di Lingua e Letteratura italiana alla University of North Carolina at Chapel Hill, U.S.A.) dott. Pasquale Montalto (psicologo - psicoterapeuta ad indirizzo analitico esistenziale) dott. Rossano Onano (psichiatra) dott. Francesco Paolo Palaia (ASL 8, Vibo Valentia; membro associato, CISAT, Centro Italiano Studii Arte-Terapia) prof. Vittorio Pellegrino (neuropsichiatra - già Primario del Dipartimento di Salute mentale del Distretto 51 - già docente all’Università di Napoli “Federico II”) prof. Robin Philipp (psichiatra - Consultant Occupational and Public Health Physician and Director, Centre for Health in Employment and the Environment Department of Occupational Medicine, Bristol Royal Infirmary, Bristol, Gran Bretagna) dott.ssa Maria Rosaria Riccio (psicologa - psicoterapeuta ad indirizzo gestaltista) prof. Guy Roux (neuropsichiatra - arteterapeuta - Presidente della SIPE [Société Internationale d’Art-Thérapie] - già docente alla Université Paris V, France) prof.ssa Maria Luisa Spaziani (già professore ordinario, Lingua e Letteratura francese, Università di Messina; scrittrice) prof. Jean-Luc Sudres (Maître de Conférences in Psicologia, psicopatologo, Segretario Generale della Société Internationale de Psychopathologie de l'Expression et d'Art-thérapie [SIPE], UFR di Psicologia, Università di Tolosa "le Mirail", Francia) prof. Mario Susko (già ordinario all’Università di Sarajevo; professore di Letteratura americana alla State University of New York, Nassau, U.S.A.) prof. Násos Vaghenás (ordinario di Teoria e critica letteraria all’Università di Atene, Grecia) prof. Nguyen Van Hoan (ordinario di Letteratura italiana e di Letteratura vietnamita all’Università di Hanoi, Vietnam) prof.ssa Diane Waller (arteterapeuta - professore ordinario al Goldsmith College, Londra, Gran Bretagna) ICI letteratura e società Ici-letteratura_e_societa -- Italianistica, sociologia della letteratura, politologia, psicologia della letteratura Dettagli su Ici-letteratura_e_societa Inglese (USA) Spagnolo (Spagna) Francese Italiano Lo scopo della 'lista di discussione elettronica' "ICI Letteratura e societa' " è fornire informazioni e spunti di discussione sulla letteratura e la societa', anche dal versante psicologico, sociologico e politologico: un luogo di notizie sul mondo della letteratura e del lavoro umanistico; una fucina di idee e progetti da discutere e da tradurre in fatti; un laboratorio virtuale di cultura, letteratura e psicologia; un tavolo elettronico intorno al quale organizzarsi e consultarsi sui problemi, sulle attivita' e sugli obiettivi comuni da realizzare nell'ambito delle proprie istituzioni culturali. Nel segno di un rimarcato impegno sociale, la Lista, accanto a quella primaria (letteraria e culturale), vuole avere una funzione civile, di luogo di dibattito e di aggregazione di quella che oggi viene chiamata la 'societa' civile': di laboratorio politico, nel senso etimologico del termine (idest come 'scienza del cittadino'), ma sempre super partes (anzi: contra partes); contro la corruzione e l'inefficienza del sistema, il malaffare e la collusione fra politici, mafiosi e camorristi, la gestione clientelare del potere; rimarcando, nel contempo, la necessita'; imprescindibile è un ritorno alla legalita' e ad una vita politica e sociale fondata sui sacri valori dell'etica, della cultura e della giustizia. Per consultare la raccolta dei messaggi precedentemente inviati alla lista, visita gli Archivi della lista Ici-letteratura_e_societa. 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scritto da ICI ONLUS alle ore 19:51:43







LA COSTITUZIONE
Una costituzione degli Europei per gli Europei.
Di Nunziante MINICHIELLO
Ad un sommario esame un progetto di costituzione europea, già nella forma perdeva persino rispetto all’italiana, che risultava più classica, più latina insomma. Fin dall’inizio la Costituzione italiana si allacciava alla classica virtus, che sostiene la non meno classica civitas, forse perché all’epoca in cui fu scritta la Costituzione italiana il latino era ancora in auge. Poi l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale batteva tutto il capitolo europeo dedicato alla solidarietà, evidenziando che la Costituzione italiana afferma dei principi, mentre quella europea, il più delle volte, elencava dei “casi”.
Ad ogni buon conto è auspicabile che gli Europei non commettano mai l’errore commesso dagli Italiani. i quali non conoscono in genere la loro Costituzione e pur vogliono cambiarla, magari per adottare quella che fa comodo ai politici, che di fatto già l’adottano e che è la costituzione che fa comodo a loro politici e che non sempre giova ai cittadini italiani.
La Costituzione Europea dunque sia di alto livello, degna in tutto di essere promulgata alla fonte del diritto, a Roma, senza deludere gli alti spiriti che illuminarono ed illuminano il Diritto, che pure abbondano in Europa, ed abbia caratteristiche che non facciano invidiare qualche costituzione regionale.
Siano diritti e doveri chiari per tutti, per i cittadini, per i rappresentanti eletti, per i responsabili delle istituzioni, per cui i cittadini possano essere certi almeno che quelli “cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”, come recita l’art. 54 della Costituzione italiana.
L’Europa sia una ed unitaria, a prescindere dalla quantità di regioni, province, parlate, lingue ecc. che la individuano, cioè sia un soggetto ed un oggetto di tutti gli Europei, con un proprio pensiero ed un proprio stile, che la definiscano all’interno e la qualifichino all’estero: lo stile è figlio del pensiero, che deve essere pensiero europeo, unico, sprovincializzato, preciso, deciso, rassicurante, confortante ed aperto al confronto.
Per non incorrere nelle ire della Storia una Costituzione degli Europei per gli Europei, di tutti gli Europei, quelli attuali e quelli futuri.




Da www.minichiello.it

scritto da nunziante MINICHIELLO alle ore 20:16:46



RIVOLUZIONE RUSSA ANTICAMERA DEL NAZISMO?
RIVOLUZIONE RUSSA ANTICAMERA DEL NAZISMO?

E’ un concetto che lo sostengono soprattutto gli ex comunisti che oggi popolano il centro destra e che precedentemente erano comunisti e ci sono tanti casi:_ Adornato,Bondi ,Ferrara, Forza :Italia:,lo stesso Bossi e Maroni della lega ad esempio, e tanti altri .

Nella ricorrenza della rivoluzione d’ ottobre del 1917,che ebbe inizio La sera del 24 ottobre (6 novembre) 1917 Lenin, sotto false sembianze, si recò all'istituto Smolnyi per organizzare la presa del potere: durante la notte le guardie rosse ed i soldati occuparono senza incontrare resistenza i ministeri, la banca nazionale, la centrale telefonica, le stazioni ferroviarie e tutti gli altri punti nevralgici di Pietrogrado, ancor oggi l’ evento fa discutere….

Le tesi dei neocons.che si riconoscono nel centro destra tendono a liquidare questa importante rivoluzione come inizio di conseguenze luttuose che di converso alimento’ i fascismi in Italia e in Germania ,e nel tratto autoritario delle due società che si vennero a creare, individuano aspetti comuni di negazione delle libertà e di propensione agli stermini di massa come si evidenziarono nei lager nazisti e nei gulag staliniani .

Ma la storia non si puo’ tirare nella direzione che è piu’ conveniente, la tesi neocons e’ sostenuta e difesa perche ‘ sulla condanna del comunismo tende anche a liquidare tutto cio’ che quel pensiero ancor oggi rappresenta soprattutto quello che attiene alla infinta letteratura scientifica marxista ,che oltre al suo ideatore Karl marx ancor oggi influenza come metodo di studio ed analisi,l’ interpretazione del mondo attuale, un contributo indispensabile alla conoscenza dei fatti economici e sociali .La ragione è semplicemente legata al fatto che chi asserisce queste menzogne lo fa interessatamente in quanto scrivere e denigrare il marxismo ed i marxismi…. Rende!!!! , trova soldi e appoggi da tutti quegli ambienti finanziari che dopo il 1989 la caduta del muro e dell ‘ URSS, hanno pensato fosse il momento piu’ straordinario per lanciare un offensiva che nel corso degli anni 90 ha visto il trionfo della globalizzazione, camuffata come stimolo allo sviluppo di paesi terzi, ma che invece ha nascosto solo l’ intento di rapina e di profitti costruiti su bassi salari e negazione proprio di quei fondamentali che erano alla base del pensiero marxista .

La storia scritta con la penna di George Bush e’ zoppa e di parte ,è come se si condannassero tutti cristiani perche’ nei secoli in nome di quella religione sono stati commessi steminii e torture vergognose ai danni di streghe e di chiunque rappresentasse diversita’ sociali , la chiesa cattolica ad esempio in Italia ha costituito fino agli anni 60 un elemento integralista ,bigotto che aveva la presunzione di imporre la “parola di Dio a forma di governo “,e questo governo parallelo si ‘ è articolato e si articola ancor oggi nella infinita rete di parrocchie che popolano ii nostro territorio .

Ma se noi laici marxisisti liquidassimo con sterile settarsimo anticlericale la questione cristiana saremmo esattamente miopi e scorretti come i sopracitati politicanti del centro destra.

Quindi se non si puo’ accusare il cristiano oggi, di crimini contro l’ umanità perpetrati dalla “santa inquisizione” nei secoli trascorsi e anche dell ‘ ignoranza spesso manifestata su questioni scientifiche che ad esempio causarono il processo a Galileo ,resta che il cristianesimo è stata ed è una filosofia fondamentale dell’ evoluzione del pensiero ,come lo è il comunismo .

Noi marxisti non crediamo all’ interpretazione “mistica della storia”, per cui definiamo ad esempio il vecchio testamento i 10comandamenti , come insieme di regole che servivano a regolare i rapporti tra le genti,e che saggi pensatori già allora e con astuzia si servissero del “mistico trascendente” per insegnare regole di vita ,infatti nei secoli le religioni sono state le antenate della forma politica ,nel confronto tra stati/monarchico assolutisti e clero in qualsiasi religione ,pertanto un approccio attento alla storia della sociologia andrebbe mosso proprio a partire dalla religione vista come “archeologia del pensiero politico” e nell’ organizzazione del potere e del controllo sociale .

Cristo anche visto nel quadro del pensiero di altri profeti, anticipo’ grandi trasformazioni e parlo’ per la prima volta “dell’ uomo nella sua eguaglianza “,e dei suoi diritti ,verso un concetto di accettazione anche delle diversità ,questa idea di base sull ‘ uguaglianza umana,che anche il piu’ umile degli schiavi era figlio di dio, è il principio fondamentale che ha articolato nei secoli il pensiero socialista e rivoluzionario ,cioè i concetti sociali ed umanistici espressi da Cristo in epoca romana e raccontati come la parola del” figlio di un dio” sono serviti a radicarsi verso via via lo scorrere della storia, nell’ elaborazione laica di questi concetti , una filosofia scientifica e materialista dell ‘ uomo e della sua liberazione dall ‘ oppressione economica .

Non importa quindi che le gerarchie vaticane continuassero anacronisticamente , come fin qui avviene, a ricoprirsi di marmi pregiati in splendide cattedrali ,rivestite ….d’oro e argento,la frattura avviene su ad esempio i principi di S. Francesco, e tutte le schiere di monaci eretici e messi al rogo in quei secoli e tutto cio’ che porto’ allo scisma luterano .

L’ affemarsi dal 500 in poi dell ‘economia mercantile e non direttamente legata alle caste feudali porto’ con la crescita dei commerci e delle “città stato” al crescere d’ una visione laica che nel 1700 giunge alla rivoluzione americana e a quella francese.

Quindi liquidare la spinta che porto’ alla rivoluzione russa come anticamera dei nazismi è quanto mai scorretto ,è vero che alcuni identificano i fascismi come proiezioni degenerate dei socialismi e che sia Hitler che Mussolini provenissero dalle fila di quei partiti ,ma c’è anche da fare un ragionamento che in questa fase di destrutturazione degli stati nazionali,condizionati dalle lobby finanziarie multinazionali e capitalistiche , è quanto mai attuale , per cogliere” il criterio di sperimentalità del cammino umano”, senz’ altro costellato di errori ed orrori .

Usando questo criterio per un approccio storico non omologato si riesce a comprendere che agli inizi del 900 la pulsione verso una non ben definita ingegneria sociale ando’ in diverse direzioni che avevano in comune la creazione di super stati ,che si contrapponevano ad altri imperi e c’era quello britannico , austroungarico ,e ottomano .,formidabili concentrazioni di potere.La fine della 1° guerra mandiale segno’ il declino dell ‘ impero ottomano e di quello austroungarico ma la nascita dell’ unione sovietica .

L’urss quindi naque su questo gigantesco bagno di sangue che era stata la 1 guerra mondiale e le macerie di imperi che si erano disciolti ,tra una Germania umiliata sconfitta e povera, ed un Italia che usciva esausta da una guerra inutile e sanguinaria .

L’ urss fu da subito oggetto dell ‘ attacco concentrico delle grandi potenze finanziarie d’ allora la Gran Bretagna e gli Stati Uniti non vedevano di buon occhio l’ affermarsi del bolscevsimo a est ,cosi’ anche tutte le aristocrazie feudali e latifondiste d’ Europa ,sia gli agrari che i latifondisti temevano il contagio comunista che si manifestava con occupazioni di fabbriche e di terre .

Il progetto comunista dovette e da subito militarizzarsi ed articolarsi in modo autoritario per reggere la pressione della guerra che inizio’ da subito con i filo zarisiti e/o russi bianchi ,foraggiati dalle potenze capitaliste ,la guerra civile avversa alla controrivoluzione duro’ molti anni fu sanguinaria e crudele e da qui, dall’ emergenza naque e si affermo ‘ la figura di Stalin.

Di converso in Italia Mussolini sulla scorta del nazionalismo ,guadagnava la fiducia dei padroni , degli agrari del clero, ne venne fuori un sistema centralistico autoritario ,ma anche con delle valenze sociali .
Hitelr negli anni 30 sempre sul nazionalismo esasperato, ottenne in Germania,dalle stesse categorie sociali il via libera al progetto nazional socialista ,l’ attacco agli ebrei ,mutuato da assurdi concetti di “purezze della razza” e deliranti xenofobie era in realta’ mosso dalla volonta’ d’accaparramento dei capitali accumulati dalla prospera borghesia ebraico tedesca, che annoverava banchieri , finanzieri ,docenti universitari ,medici di fama ,commercianti , e industriali..

Non essendo mia intenzione dilungarmi su una materia che richiederebbe ben altri approfondimenti ,sostengo che esiste un principio causa /effetto nel determinarsi dei fatti economici e sociali che segnano il cammino umano,il quale non puo’ essere interpretato in modo manicheo o parziale, come è scorretto ritualizzare la rivoluzione d’ ottobre come fenomeno tutto al positivo , acriticamente lo è anche la sua condanna storica perche’ allora stessa sorte avrebbero tutte le altre fasi della storia, rivoluzione francese compresa ed anche la colonizzazione della americhe nel 15° secolo.

IL RICORDO INVECE DI TUTTE LE RIVOLUZIONI ED ANCHE DELLE FASI PIU’ SANGUINARIE CHE L’ UMANITA’ HA SOFFERTO’ SERVE A MANTENERE UNA MEMORIA CRITICA IN GRADO DI FAVORIRE UN PROGRESSO POSSIBILE ED AUSPICABILE ,NELLE RELAZIONI UMANE ,SEMPRE PIU’ VOLTE AD UN EVOLUZIONE CHE CONSENTA UN SEMPRE MAGGIORE LIVELLO DI CIVILTA’DEMOCRAZIA E DI GIUSTIZIA SOCIALE .
SBAGLIANDO L’ UOMO IMPARA A MIGLIORARSI .

IL COMUNISMO AL PARI DEL CRISTIANESIMO PUO’ ESERE ASSUNTO COME UNA FILOSOFIA ,LA SUA REALIZZAZIONE E’ STATA NEL 900 FALLACE ,E ROZZA MA LA SPINTA IDEALE CHE MUOVE ANCOR OGGI MILIONI DI PERSONE ANCHE IN ITALIA ATTORNO A QUESTI CONCETTI, COME DI CONVERSO CHI COL CRISTIANESIMO ,E’ TESTIMONIANZA D’ IDEALITA’ VERSO UN MONDO PIU’ A MISURA DELLE MAGGIORANZE SUBALTERNE CHE AFFOLLANO QUESTO PIANETA che non verso i ricchi egoisti e indifferenti ad ogni male umano,forti del loro potere e della loro violenza ad imporre un ordine esclusivamente a loro vantaggioso !

LA STORIA QUINDI E LA SUA INTERPETAZIONE COME ESPERIENZA PER MIGLIORARSI E MIGLIORARE L’ ESISTENTE .

LA DIFFERENZA VISIBILE TRA IL 20° SECOLO E QUESTO , STA’ AD ESEMPIO SUL FATTO CHE CI SONO ANCORA GUERRE MA QUESTE IN OCCIDENTE SI COMBATTONO CON SOLDATI BEN PAGATI ….E MOLTA ATTENZIONE CHE I CADUTI IN COMBATTIMENTO SIANO IL MENO POSSIBILE ., DOVENDO MISURARSI CON OPINIONI PUBBLICHE MOLTO CRITICHE SU QUESTE LUTTUOSE EVENIENZE.,CHE NEL 900 NON ESISTEVANO, I SOLDATI ERANO SEMPLICI BERSAGLI CARNE DA CANNONE ,LA MORTE DI CENTINAIA DI MIGLIAIA DI UOMINI GIOVANI …..ERA GIUSTIFICATA DALLA RETORICA DI PATRIA E DI NAZIONE ,OGGI LA MEMORIA DELLA CANEFICINA NOVECENTESCA HA FATTO SI’ CHE LE GUERRE NON SIANO COSI’ AUTOMATICHE E PRATICABILI COME ALLORA , CONTINUANO EGUALMENTE AD ESPLODERE IN MUSTRUOSI CONFLITTI LOCALI MA CON INTENSITA’ DIVERSA ,E ORRORE DISTRIBUITO IN AMBIENTI ANCORA SEGNATI DA CONDIZIONI DI MISERIA E DI IGNORANZA CHE NE CAUSANO LA RECRUDESCENZA ,

MA IN EUROPA ..LA CONOSCENZA DELLA GUERRA DEI SUOI ORRORI E’ UN FATTO ACQUISTITO PER FORTUNA!!!!

,E ALLA FORMAZIONE DI QUESTA COSCIENZA ANTIGUERRA HA CONTRIBUITO ANCHE IL COMUNISMO ED IL CRISTIANESIMO POSITIVO .

CI ACCUSANO DEL FATTO CHE ASSOCIAMO IL NAZISMO , IL FASCISMO,IL CAPITALISMO DI RAPINA , LA GLOBALIZZAZIONE , ALLA NEGATIVITA’ …E AL MALE, ..MENTRE IL COMUNISMO …NO!

RISPONDO VOLENTIERI CHE MENTRE QUESTI 3 SEGMENTI DELL ‘ OPERARE UMANO HANNO PRODOTTO LA 2° GUERRA MONDIALE,lo stermino degli ebrei e degli zingari , e milioni di morti in tutta Europa ,LO SFRUTTAMENTO CIECO E BESTIALE CHE ANCHE IN ITALIA SI EVIDENZIA OGGI ! NELLA PRECARIETA’ E NELLA MISERIA ,ALTROVE, CON GUERRE ANCORA SUBITE DAI PIU’ DEBOLI PER SQUALLIDI INTERESSI DI PETROLIO E MIRA DI LUCRO,

IL COMUNISMO E’ L’ EREDITA’ DEL PENSIERO LAICO DI LIBERAZIONE, INDOTTO…ANCHE … DALLA RIVOLUZIONE RUSSA,TRA GLI ERRORI MADORNALI D’ ANTIDEMOCRAZIA E DI SETTARISMO,MA HA DIFFUSO ED INCULCATO UN VERBO UTILE ALLA NOSTRA EMANCIPAZIONE, VERO E’ CHE ANCOR OGGI GLI SCRITTI ECONOMICI DI KARL MARX SONO ATTUALISSIMI ED ANCHE SE CENSURATI IN QUESTA FINTA DEMOCRAZIA DEL CAPITALE , SONO IL PROGETTO E I DATI SU CUI COSTRUIRE LA NUOVA SOCIETA ‘ ANCORA DA VENIRE MA SICURAMENTE PIU’ MODERNA…
di quella descritta ed immaginata da quei servi che per soldi scrivono menzogne ., complici e greagari dello sfruttamento e dell’ oppressione che maggioranze di questo pianeta ingiustamente ancor oggi! devono subire ,nella miseria e tra guerre ipocrite di bombe intelligenti che vanno sempre a cadere…guarda caso ! sulle teste dei poveracci che nulla hanno …..e nulla sanno !

LA STORIOGRAFIA MODERNA E’ VERO! CHE DISTINGUE ,TRA IDEOLOGIE CHE ALLA LORO BASE HANNO ED AVEVANO PRINCIPI DILIBERAZIONE DELL ‘ UOMO E DI TUTTI GLI UOMINI!!!

DA QUELLE CHE :_
RIPRODUCONO LA CONSERVAZIONE DEI PRIVILEGI ,L’ INGIUSTIZIA , LA DISEGUAGLIANZA,


COME IL PENSIERO DEI “FORZITALIANI/DESTRI MODERNI” RIPROPONGONO IN QUESTA SORTA D’ACCETTAZIONE MEDIATICO/MISTICA .. DEL CAPITALISMO….. E DELL’ ORDINE SOCIALE COSTITUITO SOLO DA MINORANZE RICCHE….. MA SULLA PELLE DI 6MILIARDI DI UOMINI!....
IMPARARE DAGLI ERRORI


CHE CHI PARLA DI LIBERAZIONE NON DEVE PIU’ RIPRODURRE OPPRESSIONE , E SEGUIRE LE VIE DELLA DEMOCRAZIA MUTUATA TRA SCIENZA E NUOVA INGEGNERIA SOCIALE ,…..

MA L’ IMPIANTO E L’ IDEA DELLA RIVOLUZIONE D’ OTTOBRE CON QUELLA FRANCESE E’ QUANTO MAI ATTUALE ANCHE IN QUESTO ..TECNOLOGICO ED “EVOLUTO “21° SECOLO, E IL SOCIALISMO ED IL COMUNISMO SONO ANCOR OGGI IDEE QUANTO MAI MODERNE LAICHE E SICURAMENTE LA STRADA DELLA SOCIETA’ FUTURA ..DI LA ‘ DA VENIRE ! MA DA SEGUIRE .


PAOLO GASTALDO PER IL www.ilsognochecontinua.it
venerdì 26 ottobre 2007



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scritto da sogno alle ore 16:32:10



Sabato 27 Ottobre dalle ore 18.00
Centro Storico di Comiziano (NOLA) provincia di Napoli

Una Tammurriata per la Tanzania


E' una manifestazione volta a raccogliere Fondi per la costruzione di un Pozzo
nel villaggio di Marindi in Tanzania.

I Vicoli e i cortili del centro storico saranno collegati da un itinerario Gastronomico offerto dall'Ipsar per ospitare quanti vorranno partecipare. tutta la cittadinanza si è mobiltata per raccogliere fondi. basta poco...basta partecipare e datre semplicemente un'euro, la beneficenza è diretta c'è un medico di Castellamare di Stabia che raccoglie i fondi e li porge direttamente nelle mani del capo villaggio, con questi soldi verrà costruito un canale per portare l'acqua al villaggio, ci vogliono dodicimila euro per fare questo e veramente basta poco...

l' Associazione Adi Shakti di Nola coordinatrice dei gruppi e delle paranze, ringrazia per la partecipazione dei capi paranze e dei singoli artisti che saranno presenti alla manifestazione tra cui Marcello Colasurdo,a Reggina di Caserta, la paranza della Traversa di Somma Vesuviana che ha offerto strumenti musicali, biaggino e paranza di San Marzano...ed altri...l'inizitiva ha trovato largo consenso dei cittadini che sotto la guida di Severino Santorelli presidente della neonascente associazione culturale nottambuli e tammorre di Comiziano hanno allestito il paese per accogliere ed ospitare più di mille persone previste per l'evento.

scritto da maria felicia tufano alle ore 14:09:38



UBU SETTETE presenta

U B U S E T T E T E!

FIERA DI ALTERITÀ TEATRALI


2007 – SESTA EDIZIONE


TEATRO FURIO CAMILLO – VIA CAMILLA 44 ROMA
RIALTOSANTAMBROGIO – VIA S. AMBROGIO 4 ROMA




PARTY D’APERTURA IL 3 NOVEMBRE

PROGRAMMAZIONE SPETTACOLI DAL 6 AL 18 NOVEMBRE


Alessandra Giambartolomei – Giovanni Magnarelli – Manuela Giovanetti & ct Gramigna
Gloriababbi Teatro – Teatro dell’Esausto – Menoventi – Kymèia Compagnia Danza
Babilonia Teatri – Francesca B. Vista – Compagnia Quotidiana.com
Immobile Paziente – Ketty Russo – Keramik Papier – Edokietorateatro
Teatro Forsennato – Biancofango – Kataklisma – Eccentrici Dadarò
Sonia Barbosa e Roberto Cardone – Pathosformel – KanterStrasse – Aida Talliente
Daniele Timpano – Tubal Libre – Ygramul Lemillemolte – Compagnia Denoma
Straligut Teatro - Zerobeat Teatro – Baby Gang – Federica Lenzi – Fibre Parallele Teatro


13 date

33 eventi in programmazione

Più di 100 artisti partecipanti da Roma, Firenze,
Ravenna, Verona, Rimini, Modena, Lisbona, Napoli,
Varese, Milano, Arezzo, Siena, Mantova, Bari

PROGRAMMA

Sabato 3 novembre – Rialto S.Ambrogio - sala auditorium primo piano

ore 22.00, Rialtosantambrogio presenta: UBU PARTY
Serata d'inaugurazione all'interno della programmazione musicale del Rialto. Performance, video e installazioni delle compagnie in rassegna animeranno lo spazio fino a tarda notte





Martedì 6 novembre - Teatro Furio Camillo
ore 21.00. Da Roma, Giovanni Magnarelli in: Ceci n’est pas… (Don Chisciotte)?
Drammaturgia e regia di Giovanni Magnarelli. Con Chiara Saiella, Rosanna De Luca, Giovanni Magnarelli.
Una mosca in una scatola. Schianti su schianti. La finzione è manifesta. Si cavalca verso un orizzonte, alba o tramonto, sia pure quello della scomparsa. …il pover’uomo, che non se n’era accorto, andava combattendo ed era morto.

ore 22.30. Da Roma, Alessandra Giambartolomei in: Julie Accyo - dedicato a Lucia Joyce
Drammaturgia, regia, interpretazione di Alessandra Giambartolomei.
Julie Accyo è l’anagramma di Lucia Joyce, figlia del celebre scrittore, danzatrice per un breve periodo prima di essere rinchiusa per disturbi mentali in sanatorio. Julie è una creatura fragile, indefinita. E in cerca di una voce.





Mercoledì 7 novembre - Teatro Furio Camillo

ore 21.00. Da Roma, Manuela Giovagnetti & ct Gramigna in: Decadi#1 - secondo studio sull'umana fragilità
di Manuela Giovagnetti. Con Marco Sabatino e Manuela Giovanetti. Musiche originali di Simone Pappalardo.
Volontariamente impacciati raccontiamo, adulti con forze infantili, l’imbarazzo di essere cresciuti rivoltandosi, dispieghiamo le ali del nostro spazio emotivo, gridiamo, nonostante tutto, la purezza e la crudeltà del nostro amore.

ore 22.15. Da Roma, Gloriababbi Teatro in: Un Amleto
Da Shakespeare. Adattamento di Mauro Pescio. Regia di Mauro Pescio e Giulia Valli. Con Mauro Pescio.
Ho messo al centro me stesso come uomo, prima che come attore, nel tentativo di farne uno specchio nel quale guardarsi riflessi in silenzio. E in solitudine.





Giovedì 8 novembre - Teatro Furio Camillo

ore 21.00. Da Firenze, Teatro dell’Esausto in: Foie-Gras. Oratorio II
Drammaturgia e regia di Alessandro Raveggi. In scena Anna Destefanis e Giulia Vannozzi. In video Tommaso Gabbrielli, Alessio Nieddu, Alessandro Raveggi.
Tre spose in attesa dei loro futuri mariti, eroi della patria, impegnati nella loro ennesima missione di guerra. Matrimoni, Patrimoni, Mercimoni. Un’indagine sul rapporto tra il teatro di linguaggio e l'installazione scenica.

ore 22.00. Da Ravenna, Menoventi in: In festa
Regia di Gianni Farina. Con Alessandro Miele e Consuelo Battiston.
“Solo di quando in quando, / in certe interminabili sere, / un’occhiata dall’altra parte, / alla finestra illuminata / dove vivono altri, / e la vaga sensazione / di essersi persi qualcosa.” (H.M.Enzensberger).

Venerdì 9 novembre - Teatro Furio Camillo

ore 21.00. Da Firenze, Kymèia Compagnia Danza in: Echi ridondanti di ricordi
Ispirato a la Torre Nera di S. King. Regia di Genni Cortigiani. Con Valerio Bellini.
Ispirandosi agli scritti del romanziere americano S.King e ai suoi allucinati e allucinanti personaggi, Kymèia mette in scena un piccolo percorso di miserie umane utilizzando uno stile di danza urbana (hip hop).

ore 22.00. Da Verona, Babilonia Teatri in: Underwork
Drammaturgia e regia di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani. Con Valeria Raimondi, Enrico Castellani, Ilaria Dalle Donne, Luca Scotton.
Spettacolo precario per tre attori tre vasche tre galline. Underwork non ha nessuna pretesa informativa sul tema del lavoro precario. Non condanna, non spiega, non dà soluzioni. Cosa c’è da spiegare, quando nulla ha più senso.





Sabato 10 novembre - Teatro Furio Camillo

ore 21.00. Da Rimini, Compagnia Quotidiana.com in: MeDeo – meglio essere una pecora nera che una pecora e basta (il teatro dell’orrore in un orrore di società)
Di Paola Vannoni. Regia di Roberto Scappin. Con Roberto Scappin e Paola Vannoni.
Se Medea è un’eroina tragica, MeDeo è una tragedia attuale. Non mostro, non alieno, ma parto di una società in raptus costante. Smembrare un mito antico per ritrovarvi tutto il nostro orrore.

ore 22.30. Da Roma, Francesca B. Vista in: ? Un solo collettivo
Coreografia e regia di Francesca B. Vista. Con Francesca B. Vista, Gabriella Bove, Gabriella Huober, Giuseppe La Regina, Luca Della Corte, Alessandro Amoroso.
Sotto l’involucro carnale palpitano molti più esseri non dico che in un gioco di carte ancora chiuso nel suo astuccio, o in un teatro prima d’entrarvi, ma nella folla immensa e sempre nuova (Proust).





Domenica 11 novembre - Teatro Furio Camillo

ore 18.30. Da Roma, Immobile Paziente in: Con Chi
Drammaturgia, regia, interpretazione di Valerio Malorni.
"…un assolo con tendenze all'amicizia. Storia di un credente che vorrebbe poter comunicare, favola di un eroe che si scorda di essere uomo, e rimane solo, perduto nel mondo, tra necessità e possibilità".

ore 21.00. Da Roma, Ketty Russo in: Af-fila; In ballo
Coreografia di Ketty Russo. Danza di Ketty Russo.
Af-fila ed In ballo sono due dei tre brani di un progetto ancora in corso. Af-filia: Nella ricerca della relazione tra le parti, il filo interno tesse il sentire del tutto. In ballo: Entrare nel movimento per trovare un altro ordine.

ore 22.00. Da Roma, Keramik Papier in: Verranno a prenderti
Drammaturgia di Keramik Papier. Regia di Danilo Morbidoni e Sara Panucci. Con Michela Iori, Sara Panucci, Valerio Tani.
La lotta tra icona e imperfettibilità si fa resistenza, sforzo fisico, estrema fragilità. E danza, senza la forma della danza, emozioni senza emotività. Un uomo, una donna, una donna. Carne alla carne.

Martedì 13 novembre – Rialto S.Ambrogio

Sala Teatro
ore 21.00. Da Modena, Edokietorateatro in: Verso
Drammaturgia e regia di Roberta Spaventa. Con Francesca Iacoviello e Roberta Spaventa.
Lo scacco della comunicazione, il ripetersi di automatismi in un gioco infinito di scambi di ruolo vittima carnefice nell’attesa di intraprendere il proprio viaggio verso, ma il riscatto arriverà quando il verso cambierà direzione.

Sala Auditorium
ore 22.10. Da Roma, Teatro Forsennato in: Makilè - la bambina nel grande serpente
Drammaturgia e regia di Dario Aggioli. Con Stefania Papirio e Max Trani.
La visione fiabesca di una bambina si sposa con la realtà di Corviale, il palazzo di un chilometro che a Roma chiamano il “Serpentone”. Aprire gli occhi e vivere il mondo che si ha di fronte o chiuderli e sognare un mondo irreale?

Sala Teatro
ore 23.00. Da Roma, Biancofango in: I passanti
Drammaturgia e regia di Andrea Trapani e Francesca Macrì. Con Andrea Trapani e Lorenzo Acquaviva.
Due uomini si incrociano. Si guardano, si notano. Uno di loro sarà ossessionato da quello sguardo e, con fatica, se ne libererà. L’altro ci passerà sopra. Non tutti gli occhi dipingono quadri. Talvolta guardare può voler dire sorvolare.





Mercoledì 14 novembre – Rialto S.Ambrogio

Sala Teatro
ore 21.00. Da Roma, Kataklisma in: Buffet
Drammaturgia e regia di Elvira Frosini. Con Carla Coccia, Alessandra Di Lernia, Simona Muratori, Veronica Sferra.
Un buffet. Cibo continuamente mangiato, stralci di quotidiano deformato, mai vissuto autenticamente, piccoli orrori contemporanei. È una ricerca sul mostruoso che si rinviene dietro la realtà opaca, un grande vuoto...

Sala Auditorium
ore 22.00. Da Lisbona e Napoli, Sonia Barbosa e Roberto Cardone in: O Porto a Napoli
Da F. Pessoa, A. Patricio, E.A. Mario, E. Petrolini. Drammaturgia, regia, interpretazione di Sonia Barbosa e Roberto Cardone.
Dal Portogallo a Napoli. Basta un piccolo salto e si è nello stesso spazio emotivo, dove le due atmosfere si mescolano, complici. Così è questo spettacolo: un viaggio musicale e poetico fatto di passaggi e scivolamenti tra i nostri due mondi…

Sala Teatro
ore 23.00. Da Varese, Eccentrici Dadarò in: Un soggetto per un breve racconto
Liberamente ispirato a Il Gabbiano di A. Cechov. Di Fabrizio Visconti e Rossella Rapisarda. Regia di Fabrizio Visconti. Con Rossella Rapisarda.
“Un soggetto per un breve racconto”… così Trigorin definisce Nina nel Gabbiano di Cechov. Per noi è molto di più: Nina è una sorta di specchio, perché la sua è la storia di tutti, di tutti noi quando facciamo i conti con i nostri orizzonti.



Giovedì 15 novembre – Rialto S.Ambrogio

Itinerante tra le varie sale
dalle 20.45 in poi. Da Roma, Compagnia Denoma in: La festa di Santa Barbara (abluzione – consacrazione – ascensione)
Liberamente tratto da un testo di Giulio Marzaioli. Regia, scene, costumi e interpretazione di Romina De Novellis.
Santa Barbara, protettrice dei minatori, presente nei cantieri minerari come statua. Da un’esperienza presso un cantiere dell’Appennino Tosco-Emiliano, nascono quadri in movimento di preparazione della Santa alla sua festa.

Sala Teatro
ore 21.00 e 21.30. Da Milano, Pathosformel in: La timidezza delle ossa
Di Daniel Blanga Gubbay, Francesca Bucciero, Paola Villani, e la collaborazione di Milo Adamia. Con Francesca Bucciero e Milo Adami.
Un telo bianco divide lo spazio: il corpo in scena dal pubblico. La superficie sigilla la visione, senza concedere immagini in trasparenza. La progressione delle immagini ricrea un corpo nell’atto della propria formazione.

Sala Auditorium
ore 22.00. Da Arezzo, KanterStrasse in: Le dinamiche dell'odio
Di Simone Martini e Leonardo Giusti. Regia di Luca Avagliano. Con Simone Martini.
La violenza è veloce, ti prende e ti lascia forse senza conseguenze. L’odio no, è lento, ti corrode e non ti abbandona. Da storie realmente accadute, questo spettacolo indaga uno degli aspetti più misteriosi del comportamento umano: l’odio.

Sala Teatro
ore 23.00. Da Roma, Daniele Timpano in: Ecce Robot! Cronaca di un’invasione
Drammaturgia, regia, interpretazione di Daniele Timpano.
Ispirato liberamente all’opera di Go Nagai (Jeeg Robot, Mazinga, Goldrake) lo spettacolo ripercorre per frammenti l’immaginario eroico di una generazione cresciuta davanti alla Tv.





Venerdì 16 novembre – Rialto S.Ambrogio

Sala Teatro
ore 21.00. Da Roma, Ygramul Lemillemolte in: Edzi Re
Drammaturgia di Ygramul Lemillemolte. Regia di Vania Castelfranchi e Fiammetta Mandich. Con Monica Crotti, Massimo Cusato, Paolo Parente, Antonio Sinisi. Musicista Daniele Pittacci.
Viaggio di Ygramul in Malawi, narrato tra teatro e musica e danze, e integrato con brani dell'Ubu Roi di Jarry e di Edipo Re di Sofocle. Una sequenza drammatica per elaborare un nuovo punto di vista sull'AIDS: "Abbandonare il Re!".

Sala Teatro
ore 22.30. Da Roma, Tubal libre in: Due volte mia
Di Laura Pacelli. Con racconti della Resistenza di Walchiria Terradura, Lucia Testori, Irma Pistoi. Regia di Francesca Montanino. Con Francesca Montanino Laura Pacelli Valentina Rinaldi.
La vita e le esperienze delle staffette partigiane di diverse parti d’Italia raccontate attraverso l’intrecciarsi di storie, esperienze, dialetti, legate da un filo conduttore comune: i poemi dell’Ariosto e del Tasso.





Sabato 17 novembre – Rialto S.Ambrogio

Sala Auditorium
ore 21.00. Da Roma, Aida Talliente in: Africa Frammento
Drammaturgia, regia, interpretazione di Aida Talliente.
La guerra civile che dal 2002 insanguina la Costa d'Avorio raccontata dal punto di Aisha, una delle tante ragazze minorenni utilizzate nei campi militari come combattenti, ausiliarie e schiave sessuali.

Sala Teatro
ore 22.00. Da Siena, Straligut Teatro in: Salmo 151a
Di Fabrizio Trisciani e Francesco Perrone. Regia di Fabrizio Trisciani. Con Tommaso Innocenti, Rita Ceccarelli, Francesco Perrone.
“Salmo 151a” è una moderna sacra rappresentazione dove sacro e pagano si fondono, mettendo a nudo il tormentoso tentativo di conquista di fede da parte del personaggio attraverso l’onirico, l’assurdo, il grottesco.



Domenica 18 novembre – Rialto S.Ambrogio

Sala Teatro
ore 18.30. Da Mantova, Zerobeat Teatro in: Cara la pelle
Liberamente tratto da Anna Politkovskaja e Slavenka Drakulic. Drammaturgia e regia di Enrica Provasi. Con Sara Mansi, Enrica Provasi, Francesca Carra.
La storia di una donna qualsiasi, e di una guerra che un mattino entra nella sua vita. Donne di origini, tradizioni, religioni diverse. Accomunate dall’essere state prostitute, animali da soma, da tortura o da compagnia.

Itinerante tra le varie sale
dalle 20.45 in poi. Da Roma, Compagnia Denoma in: La festa di Santa Barbara (consolazione – vestizione – processione)
Liberamente tratto da un testo di Giulio Marzaioli. Regia, scene, costumi e interpretazione di Romina De Novellis.
Santa Barbara, protettrice dei minatori, presente nei cantieri minerari come statua. Da un’esperienza presso un cantiere dell’Appennino Tosco-Emiliano, nascono quadri in movimento di preparazione della Santa alla sua festa.

Sala Teatro
ore 21.00. Da Milano, Baby Gang in: Mi cercarono l'anima a forza di botte - La Chiesa e Domenico Scandella. I processi dell’Inquisizione (1583-1599)
Dagli atti dei processi a Domenico Scandella, di Andrea Del Col. Drammaturgia e regia di Tommaso Pitta. Con Federico Bonaconza.
1583. Il vicario G.B. Maro riceve una denuncia anonima: un certo Scandella detto Menocchio ha pronunciato parole “ereticali ed empissime" su Cristo. Inizia la vicenda che porterà ai processi e alla condanna a morte di Scandella.

Sala Auditorium
ore 22.15. Da Roma, Federica Lenzi in: Il Serpente e la Rosa
Da De Sade (opere e lettere), Mishima (Madame De Sade), Shakespeare (sonetti). Drammaturgia, regia, interpretazione di Federica Lenzi.
Incentrato sulla figura di D. A. F. De Sade, lo spettacolo ripercorre i temi fondamentali della sua filosofia di vita. Lo fa attraverso il punto di vista della moglie, Renée Pelagie, una donna in lotta contro tutti i valori borghesi della società.

Sala Teatro
ore 23.00. Da Bari, Fibre Parallele Teatro in: Mangiami l'anima e poi sputala
Da Mangiami l'anima e poi sputala di G. Furio. Drammaturgia di Riccardo Spagnulo. Regia di Licia Lanera. Con Licia Lanera e Riccardo Spagnulo.
Una donna religiosa cerca aiuto in Cristo il quale, rifattosi carne, le offre il suo amore al grado zero, terreno e fisico. Ma questo sentimento incontra le resistenze della bigotta che, sentitasi violata finirà per ucciderlo.


UBU SETTETE: Direzione artistica Marco Andreoli, Fabio M. Franceschelli, Daniele Timpano; consulenza per la danza Elvira Frosini. Direzione Tecnica Marco Fumarola, con la collaborazione di Riccardo Frezza. Ufficio stampa e comunicazione Laura Neri. Grafica Alessandra D'Innella. RIALTOSANTAMBROGIO: Organizzazione Francesca Donnini, Graziano Graziani, Maria Luisa Severi. Direzione tecnica Luca Polese. Ufficio stampa e comunicazione Veronica Della Scala. FURIO CAMILLO: Organizzazione Andrea Felici, Gianluca Riggi. Direzione tecnica Flavio Arcangeli. Ufficio stampa e comunicazione Serena Amidani.

scritto da UBU SETTETE alle ore 10:38:18



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